Eravamo un’alba rimasta socchiusa,
un discorso interrotto prima del verbo,
quell’aria elettrica tra due mani
che si sfiorano e subito arretrano,
per paura del fuoco o del troppo silenzio.
Siamo stati il libro mai aperto sul tavolo,
la melodia che muore sulla punta delle dita,
un appuntamento fissato dal caso
e disdetto dal timore di perderci
ancora prima di esserci trovati.
Non ci sono foto, né letti disfatti,
né liti bagnate da piogge improvvise;
solo il peso leggero di un "poteva essere"
che cammina con me tra la folla,
come un segreto che non ha più voce.
Siamo l’amore più perfetto che esiste:
quello che, non essendo mai nato,
non dovrà mai imparare a morire.
L’eco di un passo mai dato (Poesia di Alessandro Lugli)


