Dichiarazione alla Camera della deputata Marianna Ricciardi, MoVimento 5 Stelle, capogruppo XII Commissione, Affari Sociali, Medico:
"Quest'aula ha inviato al Senato il decreto sul salario giusto. Il provvedimento prevedeva un adeguamento pari al 50% dell'inflazione per i contratti scaduti. Tuttavia, un emendamento della Lega, votato anche da Forza Italia e Fratelli d'Italia, ha escluso da questo adeguamento i lavoratori della sanità privata: medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tutti gli altri dipendenti del settore.
Io qui ho il cedolino di un'operatrice socio-sanitaria che guadagna 1.200 euro al mese. Il suo contratto è bloccato da quattordici anni. Questa donna, che ha cinquant'anni, ogni giorno presta cure igieniche agli anziani, li aiuta a mangiare, ad alzarsi e a vestirsi.
Dal 2012, però, le bollette sono aumentate, il costo dell'affitto è aumentato, il costo della vita è aumentato. Il suo stipendio, invece, è stato eroso dall'inflazione per il 28%. Oggi dovrebbe guadagnare circa 1.500 euro al mese.
E allora, Presidente, per suo tramite io chiedo ai colleghi della maggioranza: perché? Perché pensate che questa donna non meriti l'adeguamento al 50% dell'inflazione? Perché?
Se avete fatto questo per tutelare gli interessi di qualche imprenditore che fa politica, allora avvisate i vostri colleghi al Senato dell'errore commesso e correggete questa norma. Perché non è giusto quello che avete fatto nei confronti di questa lavoratrice e di tutti quei lavoratori che aspettavano da anni un minimo adeguamento all'inflazione.
Questa situazione è inaccettabile, Presidente".
C'è un dettaglio che racconta più di mille dichiarazioni ufficiali il significato politico dell'emendamento che ha escluso medici, infermieri, operatori socio-sanitari e dipendenti della sanità privata dall'adeguamento salariale legato all'inflazione.
Mentre milioni di lavoratori vedono il proprio potere d'acquisto eroso da anni di rincari, il Parlamento ha deciso che proprio una delle categorie più esposte, quella che ogni giorno assiste malati, anziani e persone fragili, nella sanità privata in cui opera anche il deputato leghista Angelucci, dovrà continuare ad aspettare.
Una scelta che appare ancora più discutibile se si osserva chi domina il settore della sanità privata italiana e quali interessi economici gravitano attorno a esso.
Da anni il gruppo sanitario riconducibile all'imprenditore e parlamentare leghista Antonio Angelucci rappresenta una delle realtà più influenti della sanità privata nazionale. Lo stesso Angelucci è contemporaneamente imprenditore del settore sanitario, editore di quotidiani che esclusivamente propagandano come ottimo tutto ciò che fa l'attuale governo e figura politica. Una concentrazione di potere che da sola dovrebbe imporre il massimo livello di attenzione e trasparenza ogni volta che si discutono norme riguardanti il lavoro e i costi del comparto.
La questione è semplice: se i contratti della sanità privata restano bloccati e gli stipendi continuano a perdere valore, chi ne paga il prezzo sono lavoratori che spesso percepiscono retribuzioni poco superiori ai mille euro mensili. Chi ne trae beneficio sono invece le aziende che possono contenere il costo del lavoro.
Per questo l'intervento della parlamentare del Movimento 5 Stelle colpisce un nervo scoperto. Quando mostra il cedolino di un'operatrice socio-sanitaria che guadagna circa 1.200 euro al mese dopo anni di blocco contrattuale, non sta raccontando un caso isolato. Sta mostrando il volto concreto di una politica che continua a chiedere sacrifici sempre agli stessi.
Il punto non è soltanto economico. È morale.
Da una parte ci sono donne e uomini che lavano, assistono, nutrono e vestono persone non autosufficienti. Dall'altra ci sono bilanci aziendali, interessi imprenditoriali e rapporti di forza politici.
La domanda posta in Aula rimane senza una risposta convincente: perché un'infermiera della sanità privata dovrebbe valere meno di un'altra lavoratrice? Perché un operatore socio-sanitario che ha visto aumentare affitti, bollette e costo della vita non dovrebbe ricevere almeno un recupero parziale dell'inflazione?
Il sospetto che la politica stia proteggendo interessi economici ben organizzati anziché lavoratori scarsamente rappresentati è inevitabile. Ed è un sospetto che diventa ancora più forte quando una parte consistente del sistema mediatico riconducibile agli stessi ambienti economici del deputato Angelucci evita accuratamente di aprire un dibattito serio su queste contraddizioni.
Nel frattempo, migliaia di dipendenti della sanità privata continuano a lavorare con contratti fermi da anni, stipendi impoveriti e prospettive sempre più incerte.
La maggioranza di governo può scegliere da che parte stare. Con chi assiste gli anziani e i malati per poco più di mille euro al mese oppure con chi considera il costo del lavoro una voce da comprimere. L'emendamento approvato alla Camera sembra aver già dato una risposta.


