Patrimoniale o tassa sugli extraprofitti? Il ministro Giorgetti può far di meglio: ha già in canna e può sparare (se necessario) il prelievo forzoso (automatico e mirato) a misura di contribuente.
Il segretario della Cgil Maurizio Landini, deluso dalla Manovra, proclama lo sciopero e innesca il dibattito sulla patrimoniale (il contributo di solidarietà) dell’1% per i patrimoni superiori a 2 milioni di euro (riguarderebbe circa 500mila super ricchi). Risponde subito la Premier Giorgia Meloni, dopo avere irriso al solito sciopero del venerdì: “le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra, è rassicurante sapere che, con la destra al governo, non vedranno mai la luce”.
La segretaria del Partito democratico Elly Schlein risponde subito dichiarandosi favorevole all’introduzione di una patrimoniale per i ricchi ma se introdotta in ambito europeo e ricorda che con Giorgia Meloni al governo la pressione fiscale è salita al 42,8% (il massimo degli ultimi dieci anni) e, come se non bastasse, nella prossima manovra interviene sull’Irpef e aiuta di nuovo i più ricchi anziché il ceto medio che si è impoverito. Ed intervenendo a Napoli al Congresso Nazionale dei Giovani Democratici aggiunge: saremo quelli che vogliono portare una parola fondamentale per la sinistra al centro del dibattito: la redistribuzione delle ricchezze. Il presidente del M5s Giuseppe Conte punta a tassare gli extraprofitti e segnala che i patrimoni dei super ricchi, anche super tassati, potrebbero non fornire le grandi risorse che servono per risolvere le emergenze. Il segretario di Avs Nicola Fratoianni, da sempre sostenitore della patrimoniale chiosa: “la Premier ci dice via tweet che è rassicurante sapere che con la destra al governo non ci saranno mai patrimoniali; io dico che non è per niente rassicurante che con la destra al governo aumentino le persone in povertà, aumentino – come è successo tra il 2023 e il 2024 – di 1 milione gli italiani che rinunciano a curarsi perché non se lo possono più permettere”.
Il leader verde Angelo Bonelli rilancia: “perché chi è super-ricco non deve dare un contributo per sostenere la sanità pubblica e aumentare stipendi e pensioni che sono tra i più bassi in Europa? Meloni è dalla parte dei super-ricchi e difende un sistema che è sempre più ingiusto dal punto di vista sociale". Il Ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti (a caccia di contributi di solidarietà per trovare coperture) si lamenta per essere stato massacrato in audizione da Istat, Corte dei Conti e Bankitalia (hanno innescato la polemica su chi è ricco-super ricco): abbiamo aiutato il ceto medio, siamo stati massacrati da chi può farlo (''una volta che abbiamo cercato di aiutare, non i ricchi, ma quelli che guadagnano, diciamo così, delle cifre ragionevoli, siamo stati in qualche modo massacrati da coloro che hanno la possibilità di massacrare. Bisogna capire cosa si intende per ricco. Se ricco è colui che guadagna 45.000 euro lordi all'anno, cioè poco più di 2.000 euro netti al mese, diciamo così, Istat, Banca d'Italia e Upb hanno una concezione della vita un po'...”.).
Ma il Ministro dell’economia Giorgetti potrebbe anche sedersi alla scrivania e massacrare (anche scegliendo i contribuenti da massacrare) semplicemente dettando le due percentualine per il prelievo forzoso ed immediato a misura di contribuente (% sul patrimonio finanziario e % sul guadagno dell’anno calibrato sulla variazione del patrimonio, al netto del prelievo fiscale) da applicare ai dati contenuti nell’Archivio rapporti finanziari (la banca dati che fotografa la ricchezza bancaria di ogni contribuente, di quanto-e come è variata nell’anno) costruito dal Direttore delle entrate Attilio Befera quando la bufera finanziaria ha imposto alla Politica di trovare soldi, l’impianto di contrasto all’evasione fiscale non riusciva a produrne ed i Governi, per trovarli, sono stati costretti a puntare sui dati bancari dei contribuenti. Istruttivo richiamare uno stralcio dall’intervento in Parlamento del Ministro dell’economia Giulio Tremonti (14 luglio 2011) sulla Manovra di coesione nazionale (a conferma della teoria dei cicli-ricicli storici di Giovanbattista Vico):
“L’impegno per il pareggio di bilancio è stato preso in Europa. È così che si è arrivati a questo Decreto. Dalla Commissione Europea, dall’Ocse, dalla Germania, sono subito venute valutazioni positive sulla nostra manovra. Un decreto non solo di finanza pubblica. Questo Decreto, sommato al Decreto sviluppo appena convertito, oltre alle manovre già fatte negli anni passati, contiene infatti cumulate 16 nuove azioni per la crescita. Azioni che vanno dal credito d’imposta per la ricerca alla detassazione dei nuovi contratti di produttività, dalle imprese dei giovani al credito d’imposta per il Sud… Vedete, il bilancio pubblico lo si fa tutto per legge. Il Pil non si fa per legge. La manovra di finanza pubblica è esatta e corretta per come è distribuita sull’asse del tempo, come concordato in Europa”. Il Ministro dell’economia Giulio Tremonti lancia, il 13 agosto 2011, le specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo ottenute frullando i dati bancari in Anagrafe tributaria (Dl 138/2011 art.2 comma 36 undevicies). Il Premier del Governo tecnico Prof. Mario Monti, volendo recuperare quattrini con un efficace contrasto all’evasione fiscale, dispone, come primo atto (“Salva Italia” del 4.12.2011), la trasmissione al Fisco dei movimenti bancari (“indispensabili per riuscire ad abbattere le tasse e per fare emergere il sommerso”, così dichiara il Premier Monti). Il direttore delle Entrate e presidente di Equitalia, Attilio Befera, esulta e dichiara il 12.12.2011: «Basta segreti su conti e patrimoni.
Ora possiamo battere i furbi. Ci sono gli strumenti per farcela. Non faccio previsioni, ma dico che oggi con l'accesso all'informazione completa sui movimenti finanziari abbiamo finalmente tutti gli strumenti per operare”. E nel 2013 decreta che il recupero di gettito dal contrasto all’evasione fiscale si ottiene inserendo nell’Anagrafe tributaria il riepilogo annuale dei saldi e dei movimenti bancari di ogni contribuente. E con le Disposizioni - Prot.n. 37561 - di attuazione del Dl dicembre 2011, battezza (il 26.3.2013) l’Archivio rapporti finanziari e lo piazza nel circuito operativo automatizzato bancario. I Ministri dell’economia e delle finanze si ritrovano la pietra filosofale che produce soldi senza affannarsi a cercarli. I Governi, con l’azionamento al ribasso della soglia di uso del contante, impongono al contribuente di canalizzare in banca la movimentazione di denaro di importo singolo o complessivo (la somma di più movimentazioni in 5 giorni consecutivi) oltre soglia. L’evoluzione tecnologica dei prodotti-dei servizi bancari canalizza in banca anche la movimentazione di denaro di importo sottosoglia. Tutte le banche operative sul territorio nazionale trasmettono ogni anno ai Direttori delle entrate i saldi del patrimonio bancario e della movimentazione di denaro di ogni singolo contribuente (Archivio rapporti finanziari). Il Ministro delle finanze dispone dei saldi e della movimentazione di denaro fiscalmente più significativa di ogni codice fiscale da confrontare con le dichiarazioni fiscali in Anagrafe tributaria. Il Ministro dell’economia dispone dei saldi e degli “extraprofitti” per la determinazione della patrimoniale.
Il Direttore delle entrate Attilio Befera, con l’Archivio rapporti finanziari, ha mutato il tradizionale blitz (famoso quello di fine anno 2012 a Cortina a caccia delle manifestazioni di ricchezza per innescare accertamenti fiscali mirati) in appostamento elettronico con visualizzazione immediata del patrimonio finanziario e della movimentazione bancaria di ogni contribuente (di ogni codice fiscale).
I Ministri dell’economia e delle finanze conoscono, come Ministri delle finanze, tutte le disponibilità bancarie di un contribuente - sanno come nell’anno sono state movimentate e possono imporre la lealtà fiscale: il riscontro con le dichiarazioni fiscali marca l’evasore totale (il contribuente che ha movimentazioni bancarie non dichiarate di importo superiore alla no tax area) e “paratotale” (il contribuente che ha movimentazioni bancarie superiori a quanto dichiarato). E, come Ministri dell’economia, dispongono del supporto ideale per trovare subito soldi. Devono solo decidere se copiare l’ex Premier Amato del 6xmille o l’ex Premier Prodi dell’eurotassa e decretare le percentualine del prelievo forzoso automatico personalizzato dal conto bancario. Cioè, se il Ministro dell’economia Giorgetti non riesce, come Ministro delle finanze, a procurarsi i soldi che servono (i recenti Rapporti “noe” Istat e tax gap segnalano ruberie all’erario di 100-200mdi all’anno), può requisirli.
Cioè, l’occasionale patrimoniale-tassa sugli extraprofitti è certamente un problema per i contribuenti (altra tassa) ma è ancor più un problema che, quando servono soldi, diventi “normale”, per il Governo di turno (dispone della banca dati che lo permette), selezionare automaticamente i contribuenti che, a giudizio della Politica, hanno realizzato un “extraprofitto” (guadagnato troppo ma anche risparmiato troppo o speso concedendosi troppi lussi) e decretare il prelievo forzoso automatico dal conto bancario (con possibilità di stabilire quali conti escludere). I contribuenti, se ritengono che non esista altro modo di procurarsi i soldi che servono perché l’impianto di contrasto all’evasione fiscale non ne produce (e non esista altro modo di contrastare l’evasione fiscale) e, quindi, giustificano la disponibilità e l’utilizzo della mostruosa banca dati Archivio rapporti finanziari (forse unica al mondo e nella disponibilità di un’agenzia fiscale), possono invitare il Ministro Giorgetti a decidersi a sparare il colpo in canna del prelievo automatico forzoso calibrato sui loro conti classificati da “ricchi” (il Ministro dell’economia eviterebbe così di essere massacrato e troverebbe i soldi che servono nel momento in cui servono). Ne trarrebbero vantaggio i lavoratori ed i pensionati con unico reddito (di no tax area) tassato alla fonte (hanno l’aspirazione di essere tassati per guadagno eccessivo). Ovviamente plaudirebbero i contribuenti che sono sempre riusciti (e riuscirebbero meglio) a vivere a spese di tutti.