Linosa — È ufficiale: il Faro di Linosa resterà ai Linosani.
La conferma arriva dall’Agenzia del Demanio e da Fari Mari Sicilia, che hanno ribadito la volontà di mantenere il faro ancorato all’identità e al patrimonio della comunità isolana.
Per Linosa, il faro non è soltanto una torre di segnalazione marittima.
È luce, approdo e simbolo. È il punto fermo al quale ci si aggrappa, specialmente per chi parte e per chi torna.
Rappresenta la memoria, la cultura e la tradizione di un popolo legato al mare e alla propria terra.
Un segnale forte è arrivato anche dalla Soprintendenza, che in una battuta significativa ha sottolineato:
“Se mai ci sarà una concessione, il faro dovrà essere di un Tuccio linosano, visto il nome e la posizione che porta il Faro Beppe Tuccio di Linosa.”
Una dichiarazione che è insieme augurio, riconoscimento e promessa.
Ma lo sguardo va oltre: si auspica che il Faro possa diventare presto un Museo della Memoria di Linosa, un luogo aperto ai Linosani e ai visitatori, dove la luce del faro illumini anche la storia dell’isola.
Un museo che raccolga le testimonianze dei fanalisti e delle famiglie dell'isola, ma anche i reperti storici che attraversano i secoli — dalle guerre puniche ai giorni nostri.
Piccoli attrezzi, strumenti e oggetti del quotidiano che la tecnologia ha sostituito, ma che restano tracce vive del sapere e del fare di un tempo.
Così, il Faro di Linosa non sarà solo guida per le navi, ma anche custode della memoria: un faro che continua ad accendersi dentro chi ama quest’isola e la sua storia.


