Una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha affermato che Israele ha commesso atti di genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza
Una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha affermato che Israele ha commesso atti di genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza. Nel suo ultimo rapporto, la Commissione d'inchiesta indipendente internazionale sui Territori palestinesi occupati, istituita dal Consiglio ONU per i diritti umani nel 2021, sostiene che esistono "ragionevoli motivi" per concludere che quattro dei cinque atti genocidi definiti dal diritto internazionale siano stati perpetrati dall'inizio della guerra con Hamas nel 2023.
Secondo i commissari, Israele avrebbe:
- ucciso membri del gruppo palestinese attraverso bombardamenti e attacchi su obiettivi civili e infrastrutture protette;
- inflitto gravi danni fisici e psicologici, inclusi sfollamenti forzati e condizioni di vita insostenibili;
- imposto condizioni di vita calcolate per distruggere la popolazione, con la distruzione di case, ospedali, accesso limitato ad acqua, cibo ed elettricità;
- adottato misure volte a impedire nascite, come l'attacco del dicembre 2023 al più grande centro di fertilità di Gaza, che avrebbe distrutto migliaia di embrioni e campioni riproduttivi.
Il rapporto cita dichiarazioni di leader israeliani, tra cui il presidente Isaac Herzog, il primo ministro Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, come indicatori di intenti genocidi.
Navi Pillay, ex Alto commissario ONU per i diritti umani e presidente della commissione, ha affermato che "l'unica inferenza ragionevole dal modello di condotta delle autorità israeliane è l'intento genocida".
La commissione sottolinea inoltre che la devastazione a Gaza ha raggiunto livelli senza precedenti: oltre 64.000 palestinesi sono stati uccisi secondo le autorità sanitarie locali, più del 90% delle abitazioni risulta danneggiato o distrutto, e i sistemi sanitari e di approvvigionamento di base sono al collasso. Gli esperti dell'ONU hanno dichiarato una carestia a Gaza City.
Il ministero degli Esteri israeliano ha respinto categoricamente il rapporto, definendolo "distorto e falso" e accusando i commissari di agire come "proxy di Hamas". Israele sostiene che il documento si basi su "menzogne già ampiamente smentite".
Un portavoce militare israeliano ha liquidato le conclusioni come "infondate", sottolineando che nessun altro esercito avrebbe fatto tanto per evitare vittime civili in condizioni così difficili. Israele insiste nel presentare il genocidio iin atto a Gaza come un'operazione di autodifesa, lanciata in risposta all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che ha provocato 1.139 morti e 251 prigionieri.
La commissione aveva già riconosciuto in precedenza che Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno commesso crimini di guerra e violazioni gravi del diritto internazionale. Tuttavia, il nuovo rapporto definisce le azioni israeliane come atti di genocidio attribuibili allo Stato.
La Corte internazionale di giustizia (ICJ) sta attualmente esaminando un caso avviato dal Sudafrica che accusa Israele di genocidio. Tel Aviv ha definito l'iniziativa "priva di fondamento" e basata su "affermazioni false e di parte".
Intanto, organizzazioni per i diritti umani, esperti indipendenti dell'ONU e diversi studiosi hanno avanzato accuse simili, rafforzando la pressione internazionale.
Il rapporto rappresenta la presa di posizione più dura e autorevole mai formulata da un organo delle Nazioni Unite sul conflitto in corso, pur non impegnando ufficialmente l'intera organizzazione. Gli esperti avvertono che anche gli altri Stati hanno l'obbligo, in base alla Convenzione sul genocidio del 1948, di prevenire e punire tali crimini, pena il rischio di essere considerati complici.