Che cosa dobbiamo porci come obiettivo...
Le due persone uccise ieri a Washington DC sono state identificate dal Ministero degli Esteri israeliano come Yaron Lischinsky e Sarah Lynn Milgrim. Entrambi lavoravano presso l'ambasciata israeliana nella capitale degli Stati Uniti. Secondo l'ambasciatore israeliano, il giovane aveva comprato un anello questa settimana e aveva in programma di fare la proposta di matrimonio la settimana successiva a Gerusalemme.
La coppia aveva partecipato a un evento organizzato dall'American Jewish Committee presso il Capital Jewish Museum. L'evento è stato descritto come un cocktail serale per giovani professionisti ebrei, aperto alla comunità diplomatica di Washington. L'organizzatore afferma che l'evento mirava ad aiutare la popolazione di Gaza.
Lischinsky e Milgrim sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco intorno alle 21:05 ora locale, mentre stavano lasciando l'evento.
A proclamarsi responsabile dell'omicidio - manca ancora l'ufficialità da parte delle autorità - è stato un 30enne originario di Chicago, Elias Rodriguez. L'organizzatrice dell'evento a cui hanno partecipato le vittime ha affermato che, dopo la sparatoria, Rodriguez è entrato nel Capital Jewish Museum con un'aria "molto sconvolta" e gli ha dato dell'acqua.
Il capo della polizia, Pamela Smith, ha dichiarato che Rodriguez è stato visto camminare avanti e indietro fuori dal museo prima di aprire il fuoco con una pistola su un gruppo di quattro persone. Il sospettato è poi entrato nel museo, dove è stato trattenuto. Secondo la polizia, durante la custodia ha gridato "Palestina libera, libera".
L'indagine è condotta dal Dipartimento di Polizia Metropolitana. L'FBI afferma di stare indagando su "legami con potenziali attività terroristiche o motivazioni basate su crimini motivati da pregiudizi o crimini d'odio".
Elias Rodriguez è nato e cresciuto a Chicago, Illinois, e ha conseguito una laurea in inglese presso l'Università dell'Illinois. Rodriguez è stato ricercatore di storia orale presso The History Makers, dove ha redatto dettagliate linee di ricerca e biografie di importanti leader della comunità afroamericana.
Secondo quanto riportato da fonti locali, Elias è noto per il suo attivismo nel Partito per il Socialismo e la Liberazione e per il suo coinvolgimento nel movimento Black Lives Matter.
Nel 2017, ha partecipato a una protesta davanti all'abitazione dell'allora sindaco di Chicago Rahm Emanuel, tenutasi in occasione dell'anniversario dell'omicidio di Laquan McDonald da parte della polizia locale. Secondo Rodriguez la candidatura della città ad ospitare la sede centrale di Amazon e la morte di McDonald erano questioni interconnesse, parlando di razzismo sistemico e disuguaglianza economica.
A commento dell'accaduto, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, ha detto che l'omicidio di due dipendenti dell'ambasciata israeliana a Washington è una conseguenza diretta del crescente antisemitismo e dell'incitamento anti-Israele a livello globale:
"Le mie condoglianze vanno alle loro famiglie e al personale dell'ambasciata israeliana a Washington. Sa'ar ha fatto sapere di aver detto al padre di Lischinsky che "suo figlio era un guerriero sul fronte diplomatico che è caduto proprio come un soldato sul campo di battaglia"."Questo è il risultato diretto dell'incitamento antisemita tossico contro Israele e gli ebrei in tutto il mondo", avvertendo che le missioni e i rappresentanti israeliani sono sempre più presi di mira da attacchi terroristici che hanno "superato tutte le linee rosse"."Ero preoccupato... che potesse succedere qualcosa del genere, e così è stato", ha aggiunto Sa'ar.
Sa'ar ha attribuito l'attacco alla retorica antisemita e anti-israeliana, descrivendolo come "moderne accuse di sangue".
"Questo è ciò che accade quando i leader di tutto il mondo si arrendono alla propaganda terroristica palestinese. Smettete di incitare contro Israele. Smettete di lanciare false accuse".
Secondo quanto riportato da Radio 3, le accuse erano indirizzate ai leader di Francia, Regno Unito e Canada.
"Non ci arrenderemo al terrorismo", ha dichiarato Sa'ar annunciando una conferenza internazionale contro l'antisemitismo che si terrà a Gerusalemme la prossima settimana, alla quale parteciperanno i ministri degli stati membri dell'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA).
Quello appena riportato è indicativo e vale come esempio della reazione del governo israeliano...
Questo, invece vale come esempio delle reazioni delle comunità ebraiche internazionali. Le parole seguenti sono del presidente della Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun:
"Sgomento e preoccupazione. È questo che proviamo dopo la terribile notizia dell'assassinio a sangue freddo e a distanza ravvicinata di due funzionari dell'Ambasciata di Israele a Washington. Anche in Italia sta montando da troppi mesi, nell'indifferenza generale, un antisemitismo che si manifesta sui social, nelle piazze dei Pro Pal, ma anche nelle affermazioni di politici e leader di partito. Parole che chiamano in causa non solo Israele e il suo governo, ma le comunità ebraiche e le sue figure di spicco, ancora una volta confondendo le acque e contribuendo a creare e alimentare un clima di odio antiebraico che ci angoscia profondamente. Nel discorso pubblico è stata superata la linea rossa dell'antisemitismo, che già in passato ha anticipato azioni violente. Tutti noi le ricordiamo. Come presidente della Comunità ebraica di Roma, lancio un appello a tutte le forze politiche a evitare le generalizzazioni e a comprendere fino in fondo la portata delle parole che vengono scelte. Mi riferisco a ‘genocidio' e a ‘complicità'. Nei presìdi di ieri abbiamo visto cartelli e slogan che chiamano in causa gli ebrei italiani. Si tratta di propaganda ideologica razzista pericolosissima. Ci sono stati anni di piombo anche per la Comunità ebraica di Roma. Ci auguriamo che non tornino e che l'intera classe politica abbia un sussulto di coscienza e si renda conto di una deriva antisemita che comincia sempre dalle parole e non si sa dove finisca. Da cittadino italiano, e da Presidente della Comunità ebraica di Roma, dico: basta antisemitismo, prima che sia troppo tardi".
E il governo italiano che cosa ha detto al riguardo?
Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ha espresso dura condanna per il vile attentato in cui sono rimasti vittima a Washington due dipendenti dell'Ambasciata d'Israele e manifestato la sua solidarietà al Ministro degli Esteri Gideon Sa'ar e alle famiglie delle vittime. "La violenza antisemita figlia dell'odio contro gli ebrei non è accettabile e va fermata. Siamo vicini a Israele e ai suoi cittadini in questo momento".
L'Italia conferma il suo impegno per combattere ogni forma di odio e discriminazione:"La lotta contro l'antisemitismo è una priorità assoluta mia personale, del Governo e di tutto il Paese, da sempre impegnato a promuovere una cultura del rispetto e della coesistenza pacifica attraverso l'educazione, la memoria e la ferma difesa dei diritti umani" ha concluso Tajani.
Il ministro Tajani, per l'appunto, parla di ferma difesa dei diritti umani… eppure non ha fatto nulla per fermare lo Stato ebraico di Israele dall'interrompere il genocidio in atto a Gaza, a Gerusalemme est e in Cisgiordania.
Lo Stato ebraico, dopo essersi macchiato del crimine di apartheid, ha deciso di mettere in atto anche un genocidio nei confronti del popolo palestinese… e, secondo l'attuale governo, chi denunci tali crimini che contravvengono alle norme del diritto internazionale è un antisemita.
Sulla stessa linea (per la maggior parte) gli ebrei delle comunità internazionali che pretendono manifestazioni di solidarietà e cordoglio nel caso in cui le vittime di violenza siano degli ebrei israeliani, mentre accusano di antisemitismo chiunque denunci e/o chieda loro di esprimere un giudizio sui crimini commessi dagli ebrei israeliani!
In sostanza, quanto accaduto a Washington nelle scorse ore riporta all'attenzione un leitmotiv ormai consolidato: l'ebreo può commettere qualsiasi crimine ed è sempre giustificato nel farlo… chi reagisce a tali crimini è un terrorista, antisemita, che vuole il genocidio degli ebrei, oltre ad essere un negazionista, un neonazista e chi più ne ha, più ne metta.
È la propaganda sionista, genocidaria, in base alla quale gli ebrei devono avere il diritto di occupare la Palestina dal fiume al mare, cacciandone chi lì viveva da sempre. E tale propaganda non guarda in faccia a niente, facendo persino leva sulla morte degli stessi ebrei, che diventano due volte vittime... perché il fine giustifica i mezzi…
Difficile dire se questa sia una sorta di pazzia collettiva o meno che riguarda chi professi la fede ebraica… di certo è logico che chi è vittima di quelli che sono evidenti crimini che rimangono impuniti dal 1948 possa anche tentare di ribellarsi… compresi coloro che si ergono a paladini dei diritti non riconosciuti, tanto da compiere gesti estremi.
È impossibile fermare tale spirale? No... è invece semplicissimo, anzi sarebbe semplicissimo se si volesse fare.
Quel tale che impropriamente occupa la carica di ministro degli Esteri del nostro Paese ha avuto il coraggio di ergersi a fermo difensore dei diritti umani. Se effettivamente lui avesse voluto o volesse realmente agire in tal senso, avrebbe chiesto al governo e alla comunità internazionale di applicare sanzioni a Israele… ma non lo ha fatto. E non lo hanno fatto neppure altri governi di Paesi che pretendono di rappresentare e difendere il diritto internazionale, a partire da quello umanitario.
Con che risultati?
Supportando uno Stato come quello ebraico che da una parte commette un genocidio e dall'altra usa i propri morti per giustificarlo. Ha senso? È giusto? No.
Allora che cosa dobbiamo porci come obiettivo perché tutto ciò abbia fine? Chiedere che il diritto internazionale venga applicato in toto e immediatamente anche a Israele, così come è stato applicato nei confronti della Russia. Se non si vuole fare, si è complici delle violenze che ne sono conseguenti e responsabili delle vittime, a qualunque campo appartengono.
Non è così difficile comprenderlo… eppure…