Arma, attrezzo, simbolo: la beidana è un oggetto unico e difficile da definire. Nata nelle Valli Valdesi per armare le comunità locali durante le persecuzioni, si ispirava agli attrezzi agricoli dei montanari e contadini. Sabato 14 febbraio alle 16,30 al Museo Valdese di Torre Pellice, in via Beckwith, si inaugura la mostra promossa dalla fondazione Centro Culturale Valdese, visitabile fino a domenica 21 giugno, per riscoprire origine e uso di questo strumento la cui fabbricazione segnò profondamente le vicende storiche dei protestanti delle Valli piemontesi tra Seicento e Settecento. La sua duplice natura, a metà tra lavoro e arma, ne definisce l’unicità. Alla fine dell’Ottocento divenne simbolo della resistenza valdesi, significato consolidato nel tempo, fino a dare il nome a una rivista tuttora pubblicata dal 1985.

La mostra, patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, ripercorre la storia della beidana dalle origini alla trasformazione in simbolo identitario. Per la prima volta, fonti storiche e numerosi esemplari originali offrono una lettura critica dell’oggetto. L’esposizione risponde a interrogativi come: dove e perché nacque? Con quale nome era conosciuta? Fu usata solo dai valdesi? Quanti esemplari sono giunti fino a noi? Come e da chi veniva prodotta? Secondo Giorgio Dondi (1974, “Armi antiche: bollettino dell'Accademia di San Marciano”), l’oggetto divenne arma vera durante le persecuzioni di Emanuele Filiberto (1560-1561) e la guerra per il Marchesato di Saluzzo, rendendo i Valdesi una popolazione guerriera e determinata nell’autodifesa.

La mostra “Le Beidane delle Valli Valdesi” è visitabile dal giovedì alla domenica, 15-18,30. Info e prenotazioni: [email protected]