Il rapper milanese torna con un album sincero e senza filtri: 14 tracce in cui rap e country si incontrano per raccontare Alessandro Aleotti tra successi, cadute, affetti, errori e nuove consapevolezze.

 

Ci sono momenti in cui la vita sembra aver finalmente trovato una direzione. Poi arriva una caduta, qualcosa cambia e tutte le certezze si rimettono in discussione. È proprio da questo spazio, sospeso tra ciò che si è stati e ciò che si è diventati, che nasce “Vita Morte Miracoli”, il nuovo album di J-Ax. A 54 anni, l'artista milanese, al secolo Alessandro Aleotti, sceglie di mettersi ancora una volta a nudo, lasciando da parte ogni sovrastruttura e trasformando la propria storia in un racconto musicale diretto, ironico e profondamente personale. Quattordici tracce nelle quali le sonorità rap si intrecciano con quelle country, dando forma a un disco che attraversa identità, fama, fallimenti, amicizie, affetti e cambiamenti.

 

“Quando mi chiedono di cosa parla il nuovo disco non so cosa rispondere, perché non parla di una cosa sola”, racconta J-Ax. E forse è proprio questa la chiave per comprendere il progetto. “Vita Morte Miracoli” non è il racconto di una singola esperienza, ma il bilancio di un percorso. È la fotografia di una vita fatta di svolte improvvise, errori, persone incontrate e altre lasciate andare. “Parla di tutte quelle volte che pensi di aver capito tutto, invece la vita ti dà due schiaffi e cambia le carte, parla di quando cadi, parla di quando ti rialzi, di quando sbagli, di quando impari”, spiega l'artista. E poi arriva la consapevolezza che dà senso all'intero album: “Noi non siamo solo i nostri successi, ma siamo soprattutto le nostre cadute”. Una frase che diventa quasi un manifesto generazionale e che J-Ax trasforma in materia creativa. Perché, come suggerisce il rapper, proprio dagli inciampi possono nascere le storie più autentiche e, forse, anche le canzoni migliori.

 

“Vita Morte Miracoli” è così un viaggio dentro Alessandro Aleotti, ma anche dentro la società che lo circonda. Il disco alterna confessione e provocazione, bilanci personali e satira sociale, mantenendo intatto quello spirito ribelle che da sempre caratterizza J-Ax. La fama, il tempo che passa, il valore degli affetti autentici, le contraddizioni della contemporaneità e il rapporto con i propri errori diventano alcuni dei temi attraverso cui l'artista costruisce un autoritratto senza sconti. Non c'è soltanto il J-Ax conosciuto dal pubblico, quello delle grandi hit e delle provocazioni, ma soprattutto l'uomo che guarda alla propria storia con maggiore consapevolezza. Un artista che non ha paura di raccontare le proprie fragilità e che trova, nelle imperfezioni, una nuova forma di forza.

 

Nel nuovo album, trovano spazio anche due brani già entrati nel repertorio più recente dell'artista. C'è “Italia Starter Pack”, il singolo con cui J-Ax ha partecipato alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, successivamente certificato disco d'oro. Accanto a questo c'è “Hippy Ya Yo (Però Anche No)”, pubblicato alla fine di maggio 2026 e costruito come un netto rifiuto della violenza e degli estremismi. Due canzoni che contribuiscono a delineare la traiettoria di un album capace di muoversi tra dimensione personale e osservazione della realtà.

 

A fare da biglietto da visita all'album è la title track “Vita Morte Miracoli”, scelta anche come nuovo singolo in radio. Nel brano, J-Ax affronta alcuni dei nodi più profondi della propria esperienza: il rapporto con la fama, il peso dei fallimenti, il tempo che scorre e la consapevolezza dell'inevitabilità della morte. Una riflessione sulla vita che non rinuncia, però, all'ironia e alla cifra personale che hanno sempre contraddistinto la sua scrittura. In contemporanea, arriva anche il videoclip del singolo, diretto da Luca Tartaglia e girato nelle campagne di Asti. Tra campi coltivati e paesaggi rurali, J-Ax veste i panni di un cowboy contemporaneo, rigorosamente a cavallo, mentre il presente dialoga con le diverse versioni di sé stesso incontrate lungo una carriera lunga e prolifica. È un'immagine semplice, ma potente: l'artista di oggi attraversa il paesaggio insieme agli uomini e alle maschere che è stato nel corso degli anni. Un modo visivo per raccontare il senso più profondo del nuovo progetto.

 

Per J-Ax, insomma, vita, morte e miracoli non sono tre parole separate, ma tre tappe dello stesso viaggio. Un viaggio fatto di vittorie e sconfitte, cadute e ripartenze. Perché dietro ogni successo c'è una storia, ma spesso è proprio dietro una caduta che si nasconde quella che vale la pena raccontare.