Uno degli effetti più sgradevoli che contornano i femminicidi sono la morbosità con cui viene trattato l'argomento e l'effetto moltiplicatore dei Media, specialmente se rimbalzano scoop vuoti di notizie, prima quotidianamente, poi settimanalmente o mensilmente, fino alla sentenza che arriverà anni dopo e magari oltre, seguendo la curva dei contatti on line e della resa pubblicitaria. 

Dunque, dalle notizie e dai commenti che ci arrivano da media e social è davvero difficile pe i cittadini farsi un'idea di come vanno le cose qui in Italia, quando a morire per mano d'altri è una donna, come diventa difficile capire cosa fare.
Quale è effettivamente il rischio di femminicidio e di violenza sulle donne in Italia?

In base ai dati ufficiali del Ministero dell'Interno aggiornati al 19 gennaio 2026, ecco i dettagli principali sulla situazione attuale (dati riferiti al 2025 e inizio 2026):

  • Numero assoluto di femminicidi: Nel corso del 2025 sono state uccise 97 donne, rispetto alle 118 del 2024. Nel 2025, i femminicidi sono diminuiti del 18% rispetto all'anno precedente.
  • Femminicidi in ambito familiare: Nel 2025 si è registrato un dato stazionario dei femminicidi commessi da partner o ex partner, passati da 61 (nel 2024) a 62 casi (-0,6%). Le donne uccise per mano del partner o di un ex partner nel 2025 rappresentano oltre il 60% del totale, mentre nel 2024 erano circa il 50%.
  • Femminicidi da parte di conoscenti o estranei: Il numero delle donne uccise da estranei è calato dal circa 45% del totale nel 2024 al circa il 35% nel 2025.

Quanto ai dati aggiornati al 2024 relativi alla violenza domestica, cioè le denunce, gli atti persecutori e gli accessi al Pronto Soccorso, i numeri dicono:

  • Denunce per maltrattamenti contro familiari e conviventi: Nel 2024 si è registrata una flessione del 9% rispetto al 2023, con circa 25.000 presentate (dato consolidato su base nazionale). 
  • Atti persecutori (Stalking): Nel 2024 le denunce sono state oltre 18.000, mentre nel 2023 sono state registrate 16.768 denunce, con un aumento del 7%.
  • Accessi al Pronto Soccorso: Nel 2024 sono stati registrati 19.518 accessi di donne con indicazione di violenza, un aumento del 15,2% rispetto al 2023 in cui si sono contati 16.896 accessi.

Volendo fare un confronto con i tre maggiori partner europei, l'Analisi dei dati dei Tassi di violenza sulle donne (Anno 2024) mostra:

  • Femminicidi: Italia, Francia e Germania hanno un tasso di femminicidi tra lo 3,9 e 3,6 ogni 1.000.000 di donne, mentre in Spagna è molto inferiore, 2,2 ogni 1.000.000 donne. 
  • Maltrattamenti: Il dato italiano (25.000 casi denunciati, cioè 82,6 casi ogni 100.000 donne) è surreale rispetto ai dati francesi, spagnoli e tedeschi che raccontano che ogni 100.000 donne i casi in Francia sono 694, in Spagna 787 e 598 in Germania.
  • Stalking: L'Italia è nella media con 59,5 casi ogni 100.000 donne, mentre la Francia ne conta 59,7, la Spagna 56,6 e la Germania 51,3, sempre ogni 100.000 donne.
  • Pronto Soccorso: L'Italia registra una casistica notevolmente inferiore con 64,5 casi ogni 100.000 donne, mentre la Spagna ne conta addirittura 114, seguita a stretto giro da Francia (100) e Germania (98)
  • Stupri e violenze sessuali: L'Italia registra 20 casi ogni 100.000 donne e con la Germania (20 su 100.000) si distacca notevolmente dai pesanti dati di Spagna (77 su 100.000) e della Francia che ne conta addirittura 97 ogni 100.000 donne. 

Arrivando alle conclusioni:

  • Rischio Omicidio: Su base 100.000 donne, l'Italia (0,39) presenta un rischio letale sovrapponibile a quello di Francia e Germania, cioè relativamente basso, ma comunque quasi doppio rispetto alla Spagna (0,22). E' in calo il rischio per il femminicidio da parte di conoscenti o estranei, ma il numero delle vittime uccise in ambito familiare o affettivo rimane costante.
  • Il divario delle denunce: Il dato dei maltrattamenti evidenzia una sproporzione enorme. In Spagna vengono denunciati circa 787 casi ogni 100.000 donne, contro gli 82 dell'Italia. Questo conferma che in Italia il "filtro" tra violenza subita e denuncia è ancora molto alto: solo una piccola frazione delle vittime arriva a formalizzare l'accusa rispetto ai vicini europei.
  • Violenza Sessuale: Il dato francese (91,1) indica che quasi 1 donna ogni 1.000 denuncia una violenza sessuale ogni anno. In Italia il dato è di circa 1 ogni 5.000, un valore che molti centri antiviolenza ritengono sottostimato rispetto alla reale diffusione del fenomeno nel Paese.
  • Accessi al Pronto Soccorso: È un indicatore oggettivo della violenza fisica subita. Il fatto che in Spagna e Francia i tassi siano quasi il doppio di quello italiano suggerisce che i sistemi sanitari di questi paesi abbiano protocolli di identificazione della violenza di genere più consolidati.

In una situazione come quella fotografata dai dati del 2024 e del 2025, i media hanno la responsabilità di andare oltre la cronaca nera (il singolo caso) per fornire una chiave di lettura strutturale.

I media dovrebbero incoraggiare l'emersione dei segnali prima che la violenza diventi letale. Ad esempio, evidenziare che il numero di denunce per maltrattamenti in Italia è drasticamente più basso (circa 1/9 rispetto alla Spagna).
Eliminare dal linguaggio giornalistico espressioni come "raptus", "gelosia accecante" o "delitto d'amore".  La violenza sulle donne è un fenomeno di potere e controllo, non di perdita di controllo. 
 Ogni articolo o servizio televisivo dovrebbe sempre concludersi con i riferimenti pratici per chiedere aiuto.

I media parlano quasi esclusivamente delle vittime, ma dovrebbero dare più spazio al destino dei cosiddetti "orfani speciali".
La violenza domestica non colpisce solo la donna, ma distrugge l'intero nucleo familiare. Sensibilizzare sulla violenza assistita dai figli aiuta a far capire agli uomini violenti la gravità dei "semplici" maltrattamenti.
Per invertire la rotta è necessario diffondere l'idea che la violenza è un comportamento che può e deve essere fermato all'origine.