Pensioni, la Fornero scricchiola ma non crolla: riforma nel 2026?
Il centro destra in campagna elettorale, tra le tante promesse, aveva messo tra le priorità anche e soprattutto il superamento della Legge Fornero.
E finalmente in questi giorni, dopo tre anni di governo, qualcosa sembra iniziare a muoversi.
Si ipotizza infatti che il 2026 potrebbe essere l’anno in cui la riforma Fornero potrebbe... andare in pensione!
Alcuni lavoratori potrebbero accedere al pensionamento anticipato grazie a misure attualmente in fase di definizione. Tuttavia, parlare di una vera “fine della Fornero” è ancora prematuro.
Il modello Fornero, per quanto criticato e poco amato dai lavoratori italiani, resta il fulcro normativo su cui si basa il sistema pensionistico del Paese. Vincoli di bilancio, direttive europee e condizioni macroeconomiche rendono infatti molto difficile un superamento netto di quella riforma, varata nel 2011 in piena crisi economica per mettere in sicurezza i conti pubblici. È quindi probabile che le riforme previdenziali, da Dini a Fornero, non spariranno del tutto, continuando a rappresentare il quadro di riferimento per molti lavoratori.
Nonostante questo, qualcosa si sta muovendo. La novità più significativa potrebbe essere l’estensione della pensione anticipata a 64 anni anche a chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996. Finora riservata ai soli lavoratori con sistema contributivo puro, questa misura diventerebbe così più inclusiva.
Anche in questo caso, però, ci sono dei paletti importanti. Il primo riguarda il requisito contributivo: almeno 25 anni di versamenti. Il secondo riguarda l’importo dell’assegno pensionistico, che dovrà essere almeno pari a tre volte l’importo dell’assegno sociale, circa 1.620 euro mensili.
Chi non raggiunge questa soglia potrà integrare con una rendita da fondo pensione o convertire il TFR in una pensione mensile, rinunciando così alla liquidazione in un’unica soluzione.
Il vero “botto” sulle pensioni, però, è atteso a fine legislatura: alle soglie delle prossime elezioni politiche, se il centrodestra vorrà confermarsi a Palazzo Chigi, dovrà necessariamente allentare i cordoni della borsa per mettere più risorse su stipendi e pensioni.