E’ ritornato il Meeting di Rimini (46.a edizione), il tradizionale appuntamento che anticipa la stagione autunnale dei numeri (la legge di bilancio) e porta sul palcoscenico leader politici del presente e Politici dal passato prestigioso – studiosi - uomini di Chiesa - testimoni della società civile a dibattere del presente e di quali “mattoni nuovi” utilizzare per costruire il futuro. L’obiettivo 2025, fissato dal presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz è: “rendere presenti esperienze di condivisione e di accoglienza, di riconciliazione e di positività nei deserti della solitudine e della rassegnazione, dei conflitti e delle guerre. Ci proponiamo di incoraggiare ad affrontare con fiducia le sfide difficili che ci attendono, per creare relazioni autentiche in un mondo sempre più frammentato e polarizzato”.
Il 22 agosto, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aprendo il Meeting, segnala che servono “nuovi costruttori” perché le stagioni che cambiano richiedono forze, idee, energie nuove. “Abbiamo bisogno di costruttori di comunità. Costruttori di convivenza, di pace, di partecipazione, di solidarietà. Costruttori di una società capace di governare i mutamenti restando umana nelle fondamenta e nella civiltà. Le stagioni che cambiano richiedono forze, idee, energie nuove”. L’ex Governatore Bankitalia – Presidente Bce – Premier Mario Draghi spiega che i mattoni che mancano sono le Istituzioni ed i Politici europei (peraltro il meglio dei Premier e dei Politici nazionali). Si sono cullati nell’illusione di contare e si sono accorti che non contano nulla. “C'è stata una sveglia molto brutale che ci ha dato Trump, le relazioni con gli Usa hanno cambiato tutto. Per anni l'Unione Europea ha creduto che la dimensione economica, con 450 milioni di consumatori, portasse con sé potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali. Quest'anno sarà ricordato come l'anno, in cui questa illusione è evaporata. Hanno dovuto subire i dazi. “Abbiamo dovuto rassegnarci ai dazi imposti dal nostro più grande partner commerciale e alleato di antica data, gli Stati Uniti”. Infatti non appare un successo per l’Ue la dichiarazione congiunta Ue-Usa del 21 agosto (ma non si tratta ancora di un punto di arrivo ideale o finale) che, formalizzando l’intesa del 27 luglio in Scozia tra la Presidente Von der Leyen e il Presidente Trump, fissa una tariffa orizzontale del 15% per il settore dell’auto – per settori strategici (farmaceutici, semiconduttori, legname) e l’esenzione per settori quali aereonautica, farmaci generici, principi attivi e precursori chimici (proseguirà l’impegno per la revisione delle tariffe per il settore agroalimentare al 15%, l’acciaio e l’alluminio al 50%).
Nel pacchetto dazi sono compresi anche la no web tax, l’acquisto di energia per 750 miliardi, investimenti per 600 miliardi nei settori strategici, 40 miliardi per acquistare chip e per importare prodotti alimentari non necessariamente allineati agli standard europei. Si ritrovano marginalizzati (esclusi dagli incontri per la pace in Ucraina nonostante sostengano il maggior costo) ed ininfluenti (solo chiacchiericcio mentre viene affamato ed evacuato il popolo palestinese per l’incapacità di neutralizzare il manipolo di terroristi di Hamas). “Siamo stati spinti dallo stesso alleato ad aumentare la spesa militare, una decisione che forse avremmo comunque dovuto prendere -ma in forme e modi che probabilmente non riflettono l'interesse dell'Europa. L’Ue, nonostante abbia dato il maggior contributo finanziario alla guerra in Ucraina, e abbia il maggiore interesse in una pace giusta, ha avuto finora un ruolo abbastanza marginale nei negoziati per la pace. L’Europa è stata spettatrice anche quando i siti nucleari iraniani venivano bombardati e il massacro di Gaza si intensificava. Questi eventi hanno fatto giustizia di qualunque illusione che la dimensione economica da sola assicurasse una qualche forma di potere geopolitico”.
Non si sono accorti che il mondo è cambiato e non hanno in cantiere nuovi modelli (28.o Stato e debito comune ma solo “buono”). “Mentre prima c'era il rispetto delle regole, oggi c'è l'uso della forza militare e della potenza economica per proteggere gli interessi nazionali. Serve un “ventottesimo regime che opera al di sopra della dimensione nazionale, per esempio con un accordo su progetti di comune interesse europeo e con il loro finanziamento comune, condizione essenziale perché raggiungano la dimensione tecnologicamente necessaria ed economicamente autosufficiente. Anni fa proprio qui al vostro Meeting ricordai come c'è debito buono e debito cattivo. Il debito cattivo finanzia il consumo corrente lasciandone il peso alle future generazioni. Il debito buono serve a finanziare investimenti nelle priorità strategiche e nell'aumento della produttività. Esso genera la crescita che servirà a ripagarlo. Oggi in alcuni settori il debito buono non è più possibile a livello nazionale poiché gli investimenti fatti in isolamento non possono raggiungere la dimensione necessaria per aumentare la produttività e giustificare il debito”. Non è certamente debito buono spendere per un Airbus italiano o costruirsi uno Starlink italiano (decisioni di luglio-agosto).
Servono cambiamenti decisivi adesso. “Devono mettersi d'accordo su come finanziare i giganteschi investimenti necessari in futuro, stimati in circa 1/2 trilioni di euro all’anno. In breve, devono ritrovare unità di azione e non dovranno farlo quando le circostanze saranno divenute insostenibili, ma ora quando abbiamo ancora il potere di disegnare il nostro futuro”. E serve più pragmatismo. L’ex Presidente Bce che ha salvato l’euro ricorda “scrissi la mia laurea sostenendo che la moneta unica era una gran sciocchezza", cioè "non ho un europeismo che parte dai grandi principi della visione europea”. Ricorda anche che il cancelliere tedesco Helmut Schmidt rispondeva a chi gli chiedeva "ma lei non ha una visione?: se tu cerchi una visione vai dall'oculista”. Cioè, serve un "europeismo molto coi piedi per terra". Cioè, nel 2022 è salito sul treno per Kiev e adesso il pragmatismo gli suggerirebbe di scendere? Certamente indisponente uno Zelensky che inguaia chi paga e lo arma facendo saltare il pipeline Nord stream e colpendo l’oleodotto Druzhba che serve Ungheria e Slovacchia perché non gli piacciono, è indisponibile a trattare una tregua se non gli viene fornita e pagata una rete di sicurezza di suo gradimento ed il 23 agosto si veste da guerriero dichiarando, nella giornata della bandiera Ucraina, “non cederemo la nostra terra agli occupanti” e presentando Flamingo (missile da 3mila chilometri) mentre tutti stanno lavorando per un incontro di pace. Il Presidente Trump pensa pragmaticamente di rinunciare “a mescolare olio e aceto”, cioè all’incontro di pace (“vedremo se ci dovrò essere anche io, ma preferirei di no”).
Il 23 agosto, il Ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti toglie ogni illusione ai contribuenti, colpiti da caro energia-caro carrello-caro tutto e dai dazi-dalla guerra in Ucraina, dichiarando che è impegnato (è costretto dalla Procedura di infrazione Ue) a trovare i mattoni che rimettono in sesto i conti pubblici (le società di rating premiano l’impegno) e finora ha trovato solo il mattone che permette a famiglie e imprese di indebitarsi a costi più contenuti. "Come dicono i nostri vecchi non si può costruire una casa partendo dal tetto, bisogna costruire una casa partendo dalle fondamenta, lavorando con serietà, con responsabilità e anche con umiltà, portando un mattone dietro l'altro e partendo dal basso. E’ quello che abbiamo fatto e anche i dati cominciano a vedersi, cominciano a vedersi quelle che sono le fondamenta solide su cui costruire e arricchire la casa. Gli effetti su spread e rating del lavoro del governo hanno prodotto risultati positivi sia per le imprese che per le famiglie e anche per le banche”.
Il 27 agosto, il Premier Giorgia Meloni (accolta da un’ovazione perché si impegna a fare quello che i contribuenti si aspettano che faccia) rivendica il merito di avere portato “mattoni nuovi nella postura internazionale dell’Italia”. “Sono fiera che l’Italia non venga più considerata la grande malata d'Europa, ma addirittura un modello di stabilità-di serietà di Governo, che gli investitori internazionali ci considerino una Nazione sicura, tanto che ormai i tassi di interesse che paghiamo sul nostro debito sono in linea con quelli che si pagano in una Nazione come la Francia, che le istituzioni comunitarie certifichino che l’Italia è la prima in Europa per l’attuazione del PNRR o che la stampa internazionale, che non è mai stata particolarmente benevola verso di noi, sia portata spesso a considerarci un 'anomalia positiva. La nostra casa, a cui aggiungere mattoni nuovi, è l'Occidente (guidato da Trump): un sistema di valori nato dall'incontro tra la filosofia greca, il diritto romano e l’umanismo cristiano”. Ricorda il contributo alla pace per l’Ucraina (“la proposta italiana, basata su un meccanismo ispirato all’articolo 5 della Nato, è attualmente la principale sul tavolo”). Non spiega quanto ci è costato e ci costerà sostenere l’Ucraina fino a che la Russia non sarà costretta a ridurre la forza d’attrito. Chiede la pace a Gaza (“Noi non abbiamo esitato un solo minuto nel sostenere il diritto alla sicurezza e all’autodifesa di Israele dopo il massacro del 7 ottobre, però non possiamo tacere ora di fronte a una reazione che è andata oltre il principio di proporzionalità, chiediamo a tutti di fare ogni pressione possibile su Hamas affinché rilasci gli ostaggi israeliani, siamo il primo paese non musulmano al mondo per evacuazioni sanitarie da Gaza”).
Possiamo anche fare i fenomeni perché abbiamo posti letto liberi e medici disoccupati! Sottolinea le iniziative innovative: Piano Mattei per l’Africa (in attesa di cofinanziamento Ue), contrasto all’immigrazione irregolare (in attesa di sostegno Ue) - Cpr in Albania (in attesa di decisioni Ue). Condivide quanto “ha giustamente rilevato Draghi” per l’Ue (“sempre più condannata all’irrilevanza geopolitica, incapace di rispondere efficacemente alle sfide di competitività poste dalla Cina e dagli Stati Uniti”) e sottolinea che “tornare protagonisti della storia e del proprio destino non è facile, non è indolore, non è gratis”. “Bisogna, ad esempio, essere disposti a pagare il prezzo della propria libertà e della propria indipendenza, dopo che per decenni noi abbiamo appaltato agli Stati Uniti la sicurezza europea, a costo di una inevitabile dipendenza politica” (c’è “esigenza di una colonna europea della Nato, di pari forze e dignità rispetto a quella americana”).
Elenca i “mattoni nuovi” che ha potuto piazzare (con attenta selezione dei beneficiari) per “la scarsa disponibilità di risorse che avevamo” (è costretta ai bonus perché non riesce a ridurre le tasse). Intervento contro il degrado e le mafie solo a Caivano, sostegno simbolico al mondo delle comunità-dei servizi-dei volontari come San Patrignano, primi interventi volti a “ricostruire una società amica della famiglia, amica della natalità, nella quale la genitorialità sia un valore socialmente riconosciuto, protetto e sostenuto”, il milione di posti di lavoro (a bassa remunerazione) con il record di occupazione femminile (“per troppo tempo, prima di noi, chi ha governato l'Italia, ha confuso il diritto al lavoro con il diritto a un reddito), solo una legge sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione d'impresa, risorse record alla sanità (ma non ha ancora risolto il problema delle liste d’attesa e dei Comuni che devono confidare sull’elicottero del 118, quando e se può arrivare), sostegno delle imprese (ne lamentano l’insufficienza) e del potere d'acquisto dei lavoratori con redditi più bassi (ma non copre l’inflazione), delle famiglie più fragili (ma mancano i servizi pubblici che, in periodi normali, migliorano la qualità-le condizioni di vita dei contribuenti e, in emergenza, ammortizzano i disagi ed i maggiori costi obbligati per famiglie ed imprese). Non spiega perché, pur avendo i fondi Pnrr, non è ancora riuscita a dotare i Comuni del servizio civile-digitale universale e ad attrezzarli per fornire i servizi territoriali.
Annuncia che “ora è tempo di “nuovi mattoni”! Piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie, riduzione delle tasse al ceto medio, riduzione del costo dell’energia per le imprese (e i dazi?), impegno serio per l'educazione e la formazione, effettiva parità scolastica (pubblico-privato) e riforme (premierato, autonomia differenziata-Roma capitale, giustizia). Chiude con “ciascuno prenda il suo cemento e i suoi mattoni, perché è ora di costruire insieme” ma non dice che non ha e non sa dove trovare i soldi per comperare il cemento ed i mattoni.
5 giorni di Meeting sui “mattoni”, 5 giorni extra Meeting di mattonate tra Politici su argomenti marginali per i contribuenti (il rimpatrio di Almasri, la liberazione degli imputati per scempio urbanistico a Milano, lo sgombero del Leoncavallo, il dibattito Salvini-Macron su chi deve attaccarsi al tram, i proiettili contro le Ong, la separazione delle carriere in Magistratura e, soprattutto, la scelta dei candidati per conquistare lo stipendio dei contribuenti). Troppo impegnati a negare gli indubbi meriti di Meloni e troppo affaccendati in geopolitica (anche se nessuno li degna di attenzione) da non avere il tempo di spiegare a Meloni dove trovare i soldi per fare quello per cui Istituzioni e Politici sono stipendiati (la mancanza di soldi è il vero problema del Governo già in affanno per la Procedura di infrazione).
La domanda del Meeting ai contribuenti: il problema dei “mattoni nuovi” e dei soldi per comprarli potrà essere risolto dalle stesse Istituzioni e dagli stessi Politici che hanno contribuito a determinarlo?

