Politica

Elly Schlein e quel complesso di inferiorità strisciante

Secondo un recente sondaggio realizzato per il giornale online Affaritaliani, da Roberto Baldassari, direttore generale dell'Istituo demoscopico Lab21, Il 64,1% degli italiani - quasi due su tre - giudica positivamente l'operato di Giorgia Meloni come presidente del Consiglio a tre anni dalle elezioni politiche che hanno visto il trionfo del Centrodestra e in particolare di Fratelli d'Italia. Giudica negativamente l'azione della premier solo il 35,9% del campione. Nello stesso sondaggio si evidenzia con la domanda su chi voterebbero come presidente del Consiglio gli italiani oggi in caso di elezioni politiche: Ebbene qui il paragone pare davvero umiliante per la segretaria del Pd: il 69,8% , infatti, voterebbero per la leader di Fratelli d'Italia e solamente il 30,2% per la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Questo per dire come attualmente nella realtà dei fatti sembra davvero non esistere confronto tra i due possibili contendenti per le prossime politiche. Il voto nelle Marche, con la nettissima vittoria di Francesco Acquaroli, sul candidato del centrosinistra Matteo Ricci, ha allargato il solco che per ora sembra essere ampissimo tra le due, si sul piano della leadership sia su quello dell'autorevolezza. 

Elly Schlein pare ormai avere perso da tempo quell'alone di novità e di brillantezza che aveva permesso al partito democratico di salire nei sondaggi, durante i primi mesi della segreteria. Ora sono ormai mesi che i dem restano ancorati intorno al 21% e da lì faticano a muoversi. Fdi rimane stabilmente il primo partito italiano, con ben otto punti di vantaggio dai democratici (il sondaggio su Affaritaliani del 28 settembre addirittura lo vede la 30.3%  con oltre 10 punti di vantaggio dal Pd). Ora la situazione chiaramente rimarrà più o meno congelata in attesa delle altre Regioni al voto, ma certo è che presto sara quasi obbligato un chiarimento tra la ala riformista del partito e la segretaria sulla nuova linea certamente più a sinistra imposta dalla Schlein, che sembra non pagare in termini di consenso. 

E' come se ora la segretaria del pd avesse perso molte delle sue ( poche direbbe qualche maligno) certezze che aveva. La sconfitta nelle Marche e la forza del governo e della premier, devono aver convinto anche lei, che la sfida per riuscire solo ad arrivare a contendere alla premier Palazzo Chigi tra due anni, si fa durissima. Difficile capire come uscirne, dal momento che la sua linea testardamente unitaria e testardamente indirizzata verso le posizioni di Avs e 5 stelle, non paga e mette anche il primo partito della opposizione nella scomoda posizione di farsi dettare l'agenda da chi ha la meta o un terzo dei consensi. Ed ecco allora che forse ora per la Schlein più che l'armocromista, qualcuno maliziosamente e scherzosamente (ma nemmeno troppo forse) ha detto che servirebbe  uno psicologo che possa aiutarla a non cadere in quel sentimento di inadeguatezza e di perdita di autostima e fiducia nelle proprie capacità, che il celebre psicoterapeuta austriaco Alfred Adler definì agli inizi del novecento come complesso di inferiorità.

Autore Vincenzo caccioppoli
Categoria Politica
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