"In questi giorni, a seguito della diffusione sui social di notizie riguardanti la presunta presenza di militari israeliani e delle manifestazioni che si sono svolte davanti a una struttura ricettiva del nostro territorio, sono stata contattata da diversi giornalisti in attesa di una mia dichiarazione ufficiale.Non per mancanza di fiducia verso le rispettabili testate giornalistiche, ma per una questione di possibilità di avere a disposizione il giusto spazio per poter esprimere con chiarezza il nostro pensiero, senza equivoci, ho ritenuto più opportuno comunicare sul mio profilo Facebook personale. Ritengo doveroso fare chiarezza su alcuni punti fondamentali, nel pieno rispetto del ruolo istituzionale che ricopro.Il Sindaco non ha né competenze, né strumenti per conoscere le generalità, la provenienza o l’attività di ogni singolo ospite che soggiorna nel nostro territorio, né tantomeno può valutare eventuali implicazioni legate a problematiche di natura internazionale o di sicurezza per poi provvedere ad un eventuale allontanamento dal territorio. Questi compiti sono esclusivamente demandati alle Forze dell’Ordine, che operano con costanza e professionalità a tutela della sicurezza pubblica.Nonostante ciò, appresa la notizia delle manifestazioni dai social, mi sono tempestivamente informata presso il titolare dell’hotel interessato e presso le alte autorità competenti, per comprendere con esattezza cosa stesse accadendo. Mi è stato riferito che le manifestazioni erano state organizzate per contestare la presenza di alcuni ospiti civili israeliani, ritenuti dai manifestanti militari inviati in Sardegna per una “vacanza relax”. Tuttavia, secondo quanto riferito dalle Forze dell’Ordine, non è emerso alcun elemento che faccia pensare alla presenza di militari né a situazioni irregolari.Troviamo inaccettabile che, senza prove concrete, siano stati rivolti insulti gravi a persone che, fino a prova contraria, sono a tutti gli effetti ospiti civili e regolari di una struttura privata, nel pieno rispetto delle leggi italiane. Ricordiamo, infatti, che in Italia non esiste alcuna legge che vieti la libera circolazione o il soggiorno di cittadini israeliani, così come di altri cittadini stranieri regolarmente in possesso dei requisiti previsti dalla normativa nazionale ed europea. È quindi necessario ribadire che attribuire a questa Amministrazione responsabilità o competenze in merito all’arrivo e alla presenza di ospiti israeliani, così come la possibilità di impedirlo, è del tutto infondato.Se ci viene chiesto da che parte stiamo, rispondiamo senza esitazione e con fermezza: NOI STIAMO DALLA PARTE DELLA PACE, CONTRO TUTTE LE GUERRE.
Proprio in quest’ottica, il Consiglio Comunale di Santa Teresa Gallura, dunque maggioranza e minoranza, ha trasmesso una nota all’ANCI Sardegna e all’ANCI Nazionale, con la quale si propone l’adozione, da parte di tutti i Comuni italiani, di una delibera di Consiglio unitaria contenente i seguenti punti:
• Esprimere una ferma condanna contro tutte le guerre;
• Condannare la gravissima crisi umanitaria in corso a Gaza, riconoscendo come disumani gli attacchi nei confronti della popolazione civile palestinese;
• Richiedere un immediato cessate il fuoco, l’apertura di corridoi umanitari permanenti e l’attivazione di solidarietà concreta verso le comunità colpite;
• Promuovere il riconoscimento internazionale dello Stato palestinese;
• Trasmettere tale documento alle principali istituzioni nazionali e internazionali.Solo attraverso una voce collettiva, unitaria e autorevole, possiamo conferire il giusto peso a un appello che riguarda i diritti umani fondamentali, la dignità delle persone e la responsabilità delle istituzioni nel contribuire a una pace giusta e duratura fra i popoli.Ma sia chiaro: NOI NON CI SCHIEREREMO MAI CONTRO UN INTERO POPOLO, PERCHÉ QUESTO RAPPRESENTEREBBE LA PIÙ GRAVE E INACCETTABILE FORMA DI RAZZISMO. La storia ci insegna che i popoli, e non i governi, sono i primi a subire le conseguenze delle guerre. La nostra comunità è, e continuerà a essere, una comunità accogliente e rispettosa, dove i valori della democrazia e della convivenza civile permettono di distinguere tra le persone e le scelte dei governi, tra le opinioni diverse e le situazioni di conflitto.
Con senso di responsabilità.
Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale"
Questo è quanto Nadia Matta, sindaca di Santa Teresa Gallura, e la sua "amministrazione comunale" hanno pubblicato oggi su Facebook in relazione al caso dei (presunti) militari israeliani ospiti nel resort Mangia's di Santa Reparata. Una dichiarazione arrivata dopo l'iniziale rifiuto di rilasciare commenti sul caso, divenuta però non più rimandabile dopo che la vicenda ha assunto carattere nazionale negli ultimi due giorni.
A farlo per primo è stato il Fatto Quotidiano riportando che soldati israeliani, per rilassarsi tra un genocidio e l'altro, vengono mandati in vacanza in una struttura delle Marche e in una della Sardegna.
Così Marco Grasso e Mauro Lissia, autori dell'articolo, hanno descritto il "relax" in Sardegna:
"Ragazzi e ragazze, tutti israeliani, che ballano con cocktail mano. Connazionali più maturi in drappelli, tatuati e ben piazzati, che si scambiano pacche fraterne e selfie. Il contesto è un resort 5 stelle con spiaggia privata, tre ristoranti, piscina a sfioro e Spa. E poi massaggi, pilates, hata yoga. Ecco, da questa distanza, Gaza vi sembrerà lontanissima.Siamo al Mangia’s resort Curio Collections di Santa Teresa di Gallura, hotel del gruppo Hilton. Costo medio 4-500 euro a notte, 200 posti, la metà occupati da un unico gruppo di israeliani. La metà sono single fra i venti e i trent’anni, si conoscono tutti. La località si chiama Santa Reparata, nome perfetto per chi è in cerca di anonimato e cerca un rifugio per rimarginare le ferite di guerra.Chi sono ce lo svela una fonte che lavora nella struttura: “Sono soldati israeliani, purtroppo”. Lo sottolinea due volte: purtroppo. “Sono quelli di cui parlano i giornali. Abbiamo la polizia che sorveglia costantemente l’ingresso. Proteggono loro, ma proteggono anche noi. Alcuni si comportano bene, altri dopo che bevono diventano molesti. Urlano, e insultano, sono arroganti e con segni evidenti di stress”. ... Non indossano kippah o segni religiosi. Quando scendono in paese, le stesse persone che prima si parlavano in ebraico adesso le sentiamo parlare fra loro in inglese. ... Non passano proprio inosservati. Un gruppo di ragazze ieri avrebbe preso a male parole una bancarella che esponeva iniziative palestinesi.... Nei giorni scorsi la notizia è rimbalzata fra le chat di attivisti Pro Pal ed è stata rilanciata da un quotidiano locale online, Sardegna 24: ci sono comitive di soldati dell’Idf mandati in Gallura a “decomprimere”, cioè a curare lo stress postraumatico della guerra, sindrome di cui soffrono 3770 soldati sui 130 mila impiegati, con 16 suicidi nel solo 2025 ... Ieri un corteo di protesta si è affacciato davanti al Mangia’s. Gli attivisti hanno raccolto screenshot di chat interne tra dipendenti della struttura e i loro superiori, in cui si invita a negare ai giornalisti che gli ospiti siano militari ... Ieri, dopo l’articolo pubblicato dal Fatto sul caso Marche, altra meta scelta per viaggi organizzati dell’Idf, la parziale ammissione riportata dall’Ansa, che cita “fonti informate”: “I soldati dell’Idf in Italia sono tutelati perché considerati obiettivi sensibili".
Sulla vicenda si è mossa anche la politica:
"Presenteremo una interrogazione parlamentare sulla presenza di decine militari israeliani in vacanza in Italia", ha dichiarato la dem Laura Boldrini. "Mentre il premier spagnolo Sanchez annuncia nuove misure per fermare il genocidio a Gaza, compreso il divieto di transito di combustibile e armi destinate a Israele dai porti e dagli aeroporti spagnoli e il divieto di entrare nel territorio spagnolo per chiunque sia coinvolto nel genocidio in corso nella Striscia, apprendiamo dalla stampa che in Sardegna e nelle Marche sono ospitate decine di militari dell'Idf, con tanto di protezione delle forze dell'ordine italiane.Questo non solo conferma la complicità del governo Meloni con le politiche genocidarie di Netanyahu, ma evidenzia come questo governo si schieri troppo spesso dalla parte dei criminali. Dopo avere rimpatriato Almasri permettendogli di sfuggire alla Corte penale internazionale, adesso decine di militari reduci da Gaza, dalla distruzione della Striscia, dall'uccisione di decine di migliaia di civili palestinesi inclusi 20mila bambini possono soggiornare in vacanza in Italia e godere, per di più, della protezione delle nostre forze dell'ordine.Il governo deve rispondere in aula di tutto questo su cui non accetteremo i soliti balbettii e i soliti tentennamenti".
Se il governo italiano avesse offerto protezione a militari israeliani che hanno partecipato al genocidio a Gaza sarebbe gravissimo, non solo da un punto di vista etico/morale, ma anche da un punto di vista del rispetto del diritto internazionale.
C'è una fondazione, la Fondazione Hind Rajab (HRF), che da mesi si impegna a spezzare il ciclo dell'impunità israeliana e a onorare la memoria di Hind Rajab e di tutti coloro che sono morti nel genocidio di Gaza, cercando di inchiodare gli autori dei crimini di guerra alle loro responsabilità e di garantire che le storie delle vittime non vadano mai perdute .
Attraverso la sua opera, la HRF mira a costruire un mondo in cui tali tragedie non siano solo ricordate, ma anche prevenute, cercando di favorire un futuro radicato nella responsabilità, nella dignità e nella giustizia per tutti.
Se il governo Meloni avesse deciso di destinare forze di polizia a protezione di delinquenti dello Stato ebraico sarebbe un'ulteriore schiaffo alla CIG, alla CPI e allo Statuto di Roma.


