I verdetti dei Make-Up Artists and Hair Stylists Guild Awards 2025 (MUAHS) hanno riacceso una delle sfide più imprevedibili della stagione: quella per l’Oscar al Miglior trucco e acconciatura. Se fino a poche settimane fa Frankenstein sembrava avviato a una marcia trionfale grazie a un dominio quasi incontrastato tra premi della critica e guild, il doppio colpo di Sinners nelle categorie chiave legate al trucco d’epoca ha rimesso tutto in discussione.

Storicamente, la sezione Period/Character Make-Up dei MUAHS è quella più predittiva in ottica Oscar, e il successo del film di Ryan Coogler in questo ambito pesa più di quanto suggerisca il bilancio complessivo della stagione. Il trionfo non solo conferma la forza dell’estetica anni ’30 ricostruita dal film, ma segnala anche un apprezzamento trasversale per un lavoro che fonde realismo storico e suggestioni sovrannaturali, trasformando il trucco in veicolo narrativo e politico.

Dall’altra parte, resta solidissima la candidatura del progetto di Guillermo del Toro, il cui Frankenstein continua a rappresentare il vertice della protesica contemporanea: un’opera di cesello materico in cui cicatrici e innesti definiscono non solo la creatura, ma il tono emotivo dell’intero film. La contrapposizione è dunque netta: da un lato l’espressività epidermica e storica di Sinners, dall’altro il virtuosismo tecnico e gotico di Frankenstein.

Con i MUAHS a spezzare l’inerzia dei precursori, la corsa all’Oscar si trasforma in un vero duello estetico. L’esito finale non è più scontato: la statuetta si deciderà sul filo sottilissimo tra impatto emotivo e perfezione artigianale.