Economia

L’abolizione della Legge Fornero è stata la più grande presa in giro del Governo Meloni!

Questo che stiamo vivendo è il tempo delle promesse elettorali disattese, delle dichiarazioni roboanti, degli slogan urlati nelle piazze e nei talk show.

Tra questi, uno dei cavalli di battaglia del centrodestra era chiaro: abolire la Legge Fornero. Una promessa ripetuta fino allo sfinimento da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, presentata come una battaglia di giustizia sociale in favore dei lavoratori italiani, stanchi di dover lavorare sempre più a lungo per ottenere pensioni sempre più magre.

Giorgia Meloni aveva promesso in campagna elettorale di abolire la Legge Fornero, per assicurare e maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, con accesso facilitato alla pensione e favorire al contempo il ricambio generazionale, con uno stop all’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita.

Ma non finiva mica qui. Il vice premier e ministro, Matteo Salvini, aveva anche detto: “Se in un anno non cancelliamo la Legge Fornero, spernacchiatemi”!  Frasi forti, promesse che oggi suonano quasi come una beffa.

Perché, dopo quattro anni di governo, la realtà racconta una storia completamente diversa: la Legge Fornero non solo è ancora lì, ma è stata sostanzialmente peggiorata: l’età pensionabile continua a salire, arrivando a 67 anni e 6 mesi nel 2029, con possibilità di prolungamento volontario fino a 70 anni e persino a 72 per alcune categorie, come i medici ospedalieri.

Dov’è finita, dunque, quella promessa? Dove sono finite le garanzie di maggiore flessibilità in uscita dal lavoro? Dove sono le opportunità per i giovani, ai quali era stato detto che un pensionamento anticipato avrebbe favorito il ricambio generazionale?

La verità è semplice e amara: le promesse elettorali si sono infrante contro il muro dell’indifferenza, del silenzio e del chissenefrega! Un atteggiamento grave e inaccettabile. Perché promettere e poi non mantenere significa prendere in giro i cittadini. Significa alimentare illusioni per ottenere consenso, salvo poi scaricare il peso delle decisioni su chi lavora ogni giorno, paga le tasse e aspetta risposte concrete.

 Il paradosso diventa ancora più evidente quando si guarda ai privilegi della politica. Mentre un operaio, un impiegato o un insegnante devono fare i conti con carriere sempre più lunghe e pensioni sempre più incerte, i parlamentari continuano a godere di trattamenti decisamente più favorevoli: noi in pensione a 70 anni, loro a 60 anni dopo due legislature!

È inaccettabile chiedere sacrifici ai cittadini quando chi governa sembra vivere in un altro pianeta, dove le regole valgono solo per i comuni mortali.

Il problema, allora, non è soltanto la Legge Fornero. Il problema è la credibilità della politica. Ogni promessa tradita alimenta sfiducia, disillusione, rabbia. Ogni slogan smentito dai fatti allontana i cittadini dalle istituzioni e rafforza l’idea che la politica sia soltanto teatro.

Gli italiani non chiedono miracoli. Chiedono serietà. Chiedono che chi si candida a governare abbia il coraggio di dire la verità, anche quando è scomoda.

Altrimenti resteranno soltanto le “promesse da marinaio” utili solo fino al giorno delle elezioni, al netto del fatto che ormai gli elettori hanno aperto e gli occhi e più del 50 per cento degli aventi diritto… a votare non  ci va più!


L’Italia è il Paese UE con l’età pensionabile più alta: 67 anni e 6 mesi. 

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Autore Freeskipper Italia
Categoria Economia
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