Gli italiani stanno sempre peggio, ma Fitch migliora il rating del debito pubblico dell'Italia
Nell'ultimo report disponibile della Banca d'Italia sul debito pubblico italiano del 15 settembre, relativo ai dati di luglio 2025, da Palazzo Koch si segnala che il debito pubblico italiano è sceso a 3.056,3 miliardi di euro, con una riduzione di 14,5 miliardi rispetto al mese precedente. La diminuzione è attribuita principalmente a un avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche.
Sarà forse anche questo che ha suggerito a Fitch di alzare il rating sul debito italiano da BBB a BBB+, mantenendo l'outlook stabile? Chissà? Ufficialmente, secondo l'agenzia, la decisione si basa su una "migliorata performance fiscale" e su una "maggiore stabilità politica". Fitch ha sottolineato che il deficit di bilancio del 2024 è stato del 3,4% del PIL, inferiore all'obiettivo del 3,8%, e ha evidenziato l'implementazione di un nuovo quadro di pianificazione pluriennale come fattori chiave per l'aggiornamento del rating.
Nonostante il miglioramento del rating, il debito pubblico italiano rimane tra i più alti al mondo. Nel 2024, il rapporto debito/PIL era pari al 135,3%, più del doppio della mediana del 54,7% per i Paesi con rating BBB assegnati da Fitch, che riconosce questa elevata esposizione, ma non sembra considerarla un ostacolo significativo alla sostenibilità fiscale a lungo termine.
L'agenzia guarda positivamente anche alla salute degli istituti di credito, ma non prende minimamente in considerazione le persistenti debolezze strutturali dell'economia italiana, come la bassa crescita, la scarsa produttività e l'invecchiamento demografico... tutti fattori che limitano la capacità del Paese di ridurre il debito in modo sostenibile nel lungo periodo.
Sebbene Fitch menzioni la stabilità politica come un fattore positivo, non considera appieno le potenziali incertezze derivanti da future elezioni o cambiamenti nelle politiche fiscali. Questo governo di ministri inadeguati che pensa solo a servire gli interessi di bottega di Giorgia Meloni che, a sua volta, pensa unicamente a soddisfare gli input che vengono dagli Stati Uniti, non ha un dirizzo politico oltre la propria soporavvivenza e non ha neppure un'idea di Paese, a parte licenziar norme che possano garantire la propria sopravvivenza al potere. Come questo possa favorire la sostenibilità del debito pubblico è un mistero.
E lo diventa ancor di più quando la "banda" Meloni si troverà a dover dar conto a Bruxelles dei soldi ricevuti per il PNRR e non spesi, che finora sono serviti quasi esclusivamente a tappare i buchi di bilancio.
Evidentemente è più l'impronta politica, (post) fascista, a supportare le decisioni di Fitch e di altre agenzie analoghe.