Il vicepresidente della Commissione Europea, Raffaele Fitto, è intervenuto al convegno “Energia e ambiente per progettare città digitali e sostenibili” organizzato al Teatro Nazionale di Firenze dal Quotidiano Nazionale in collaborazione con Plures nel quadro del progetto Cohesion Challenge. Ha ribadito che il progetto europeo è fondamentale per il futuro e richiede investimenti per la difesa e la competitività, come proposto dal bilancio pluriennale della Commissione.
Contro le polemiche e gli scontri ideologici, Fitto ha ricordato che la riuscita del progetto europeo richiede capacità di sintesi e di compromesso, sottolineando inoltre che l’abitudine di attribuite alla Commissione ogni responsabilità non è corretta, perché l’esecutivo UE fa le proposte, ma le decisioni sono prese in una dialettica con il Parlamento europeo e il Consiglio. Fitto ha difeso le recenti decisioni che aumentano flessibilità rispetto al settore dell’automotive, come utili anche a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa.
Il vicepresidente esecutivo della Commissione UE responsabile per la Coesione, considera cruciale la Nuova Agenda europea delle città, nata da un ampio confronto con i territori. Sia per reagire al sovraffollamento delle aree urbane, e affrontare l’emergenza casa, che lo spopolamento delle aree interne e rurali.
Fitto ha rivendicato che la riforma del bilancio pluriennale proposta dalla Commissione miri a superare l’eccessiva rigidità che impedisce quella flessibilità necessaria ad affrontare le sfide che di volta in volta emergono. Ha sottolineato che la politica di coesione rappresenta circa un terzo del bilancio europeo, e che anch’essa abbia bisogno di semplificazione e flessibilità. Al riguardo ha messo in evidenza che la priorità data in molti Paesi ai Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza – nel quadro del Next Generation EU – ha prodotto ritardi nella spesa dei fondi di coesione, che ora andrebbero spesi su priorità definite nel 2021. Per questo la Commissione ha aperto la possibilità di rimodularli sulle priorità attuali su base volontaria, ed entro dicembre arriveranno le proposte di Stati e regioni in merito.
Il vicepresidente esecutivo della Commissione UE ha rimarcato che per venire incontro alle tante diversità dei territori europei, sono state individuate 5 nuove priorità, tra cui anche le tecnologie e infrastrutture duali, utili anche per la difesa. E sottolineato l’importanza di sostenere le regioni dei confini europei, oggi in grave crisi a causa dell’invasione russa dell’Ucraina.
Fitto ha poi ricordato che le prospettive di crescita per 2027 si riducono a causa della fine del Next Generation EU e ciò rende ancora più importanti i fondi della politica di coesione. La proposta della Commissione mira a riorganizzarli e semplificarli anche alla luce del successo del NGEU, prevedendo i nuovi Piani Nazionali Regionali, un po’ sul modello dei PNRR. La proposta di semplificazione del bilancio prevede soli 4 grandi capitoli: la gran parte ai Piani Nazionali Regionali; poi innovazione, ricerca e competitività, gestiti a livello europeo; global Europe, cioè la dimensione esterna; e infine il funzionamento e l’organizzazione interna dell’UE.
Fitto ha sottolineato che per continuare a sostenere il progetto europeo, che è decisivo per il futuro, l’investimento nella difesa è oggi indispensabile. Ha invitato ad affrontare sia la situazione immediata, decisiva, con l’invasione di uno Stato sovrano, che è una violazione dei principi e valori fondamentali del progetto europeo; ma anche la capacità strutturale dell’Unione di stare in modo competitivo sul piano mondiale, il che richiede una vera autonomia strategica. Ciò implica superare dipendenze eccessive, come quella energetica dalla Russia nel 2022; completare il mercato interno; rafforzare la proiezione esterna dell’UE; investire su settori fondamentali, come la difesa, che porta anche innovazione, sicurezza, competitività.
Rispetto al Consiglio Europeo di domani ha evidenziato che la Commissione ha fatto due proposte – sull’utilizzo dei fondi russi congelati e sul debito europeo – per garantire un adeguato sostegno all’Ucraina. Ma poi servono anche investimenti di lungo periodo per la sicurezza e la competitività, fondamentali anche per il futuro.

