La CIA rivela l'insabbiamento dell'amministrazione Biden sugli affari poco chiari di Hunter
La CIA ha desecretato dei documenti finiti sotto chiave all’epoca dell’amministrazione Biden. Il materiale concerne gli affari poco chiari dell’ex presidente e di suo figlio in Ucraina. O meglio, contiene i commenti dei funzionari e dei politici ucraini sulla sua attività da vicepresidente di Obama e inviato speciale a Kiev. Costoro esprimevano sconcerto e delusione per il discorso tenuto da lui nella capitale nel dicembre 2015.
Erano i collaboratori dell’allora presidente Poroshenko, col quale Biden non volle parlare, ma preferì esortarne pubblicamente il governo a praticare riforme estensive per combattere la corruzione endemica del Paese, in nome dei valori democratici occidentali. Gli ucraini che lo ascoltavano sapevano bene che proprio suo figlio Hunter si trovava in una situazione molto delicata sotto questo aspetto, per dirla con un eufemismo.
Dunque commentarono sottolineando l’ipocrisia dell’amministrazione Obama e l’atteggiamento sfrontato dello stesso Biden, il quale in seguito intimò a Poroshenko di far rimuovere un certo magistrato che indagava sulla compagnia energetica di cui Hunter era dirigente. Se non lo avesse licenziato, Washington non avrebbe concesso una tranche di aiuti da 1 miliardo di dollari, indispensabile per tenere in piedi l’Ucraina.
Oggi la CIA rende nota l’email nella quale un funzionario della Casa Bianca chiedeva cortesemente di non diffondere il rapporto contenente quel materiale. Secondo il nuovo direttore dell’agenzia John Ratcliffe, si tratta di un caso intollerabile di politicizzazione dell’intelligence.
Dunque ha deciso di seguire una linea di trasparenza con cui pubblicare questo genere di documenti segreti. Anche il deputato repubblicano James Comer commenta sdegnato l’insabbiamento che ha caratterizzato la presidenza Biden a proposito degli affari sporchi condotti in Ucraina.
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