Politica

A testa alta con gli ebrei... che tifano per il genocidio in atto in Palestina

La manifestazione, organizzata da Setteottobre, aveva il compito di denunciare il fatto che gli ebrei, nel mondo, sono tornati ad essere perseguitati.

"Leader politici e sindacali cavalcano l'onda d'odio esplosa in piazze, atenei, autogrill (!!!), aeroporti, negli eventi sportivi, nei festival culturali. Giornalisti, intellettuali e opinion leader si sentono liberi di dire senza pudore ciò che la retorica della memoria teneva nascosto. Dobbiamo reagire prima che sia troppo tardi. A testa alta con gli ebrei!"

Con queste parole, Stefano Parisi, fondatore di Setteottobre, ha denunciato il fatto che gli ebrei nel mondo - e in Italia - devono essere liberi di poter applaudire il genocidio (la pulizia etnica) che lo Stato ebraico di Israele sta compiendo a Gaza, a Gerusalemme Est e in Cisgiordania (territorio occupato dal 1967 che i suoi correligionari israeliani riconoscono solo come Giudea e Samaria).

Pertanto, ieri in Piazza Santi Apostoli a Roma, alcune centinaia di persone si sono riunite per rivendicare il proprio diritto di tifare a favore dei crimini commessi da Israele, dovuti e giustificati, perché Israele è lo Stato degli ebrei. 

Sono intervenuti i soliti noti: Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma; Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma; Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano; Noemi Di Segni, presidente UCEI. Sul palco anche i giornalisti Tommaso Cerno, Flavia Fratello, dal versante istituzionale e politico, Elena Bonetti, Maria Elena Boschi, Maurizio Gasparri, Lucio Malan, Simonetta Matone, Giulio Terzi Di Santagata, Pina Picierno. L'esponente dem è stata particolarmente applaudita: la sua decisione di esporsi – nel contesto del Pd di oggi – ha valore doppio dicono gli organizzatori, dimenticando di ricordare che la parlamentare europea dialoga di soppiatto con le lobby israeliane di estrema destra, per poi correre a registrare i colloqui  - in base alle regole di Bruxelles - una volta scoperta (se ne era dimenticata!). Da non dimenticare neppure la partecipazione di Luca Spizzichino (UGEI) e Pietro Balzano, che hanno rivendicato università e spazi pubblici liberi dall'intimidazione.

Insomma... il solito "chiagni e fotti" all'ombra della stella di Davide.

Perché citare l'evento? Perché fa da introduzione ad un episodio che inquadra lo "spirito" della manifestazione e di chi vi ha partecipato... nel comunicato stampa di Byoblu (di seguito riportato), a firma di Claudio Messora (editore), di Virginia Camerieri (direttore responsabile) e della Redazione: 

Nel corso della manifestazione contro l’antisemitismo svoltasi ieri in p.zza SS. Apostoli a Roma, la collega Giulia Bertotto è stata vittima di una grave aggressione fisica e verbale mentre si trovava nel pieno svolgimento del proprio lavoro di giornalista. Ricostruiamo i fatti, come pienamente riscontrabili dal servizio pubblicato nelle scorse ore dalla collega: nella serata del 30 ottobre si stava svolgendo a Roma la manifestazione “Per la nostra libertà, a testa alta con gli ebrei”, convocata dall’Associazione Setteottobre e condotta dal giornalista Antonino Monteleone. La collega si è recata nella piazza con l’intento di raccogliere le voci dei manifestanti e delle numerose figure politiche di spicco che vi prendevano parte. Consapevole del clima di contrapposizione che caratterizza le posizioni genericamente definibili come “pro-Israele” e “pro-Palestina”, la collega si è limitata a porre domande generiche ai partecipanti: “perché ha deciso di scendere in piazza?”, “percepisce un clima di antisemitismo nella società?”Quando uno dei manifestanti rispondendo all’intervista ha detto: “dovreste chiedere ai palestinesi se vogliono andare in Yemen, se vogliono andare in Sudan o se preferiscono stare in Israele”, la collega ha posto un’ulteriore domanda: “e se i palestinesi dicessero che vogliono restare in Palestina cosa gli rispondiamo?” A quel punto è intervenuto un altro manifestante che ha stretto il polso della collega mentre riprendeva e l’ha insultata urlando: “tu non sei una giornalista, sei un rotta in c…”. Un’altra manifestante è intervenuta accusando la collega di “fare domande non neutrali” e un altro ancora ha lanciato dell’acqua su di lei. Nel frattempo è intervenuta la polizia che, invece di identificare i soggetti che l’avevano insultata e strattonata, l’ha accompagnata fuori dalla piazza chiedendole di mostrare il tesserino e annotando le sue generalità.Oltre a manifestare la piena solidarietà alla collega aggredita, riteniamo indispensabile sottolineare che i fatti accaduti in piazza SS. Apostoli rappresentano un’inquietante lesione alla libertà di stampa, sancita dall’articolo 21 della Costituzione, dall’articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, così come l’articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. La gravità dei fatti è resa ancora più evidente dalla presenza in piazza di diversi esponenti politici, membri del Parlamento italiano ed europeo, di maggioranza e di opposizione, oltre che di diversi colleghi giornalisti, tra cui alcuni direttori di testata.Riportiamo le parole della direttrice della nostra testata Virginia Camerieri in merito all’accaduto: “L’aggressione alla collega Giulia Bertotto non è solo un atto di violenza contro una giornalista. È un oltraggio al diritto dei cittadini di essere informati, un tentativo di intimidire chi esercita il dovere, prima ancora che il diritto, di fare domande. Il dovere di cronaca non si piega alle minacce, né agli insulti, né alla violenza e Byoblu non si piega a nessuna intimidazione. Continueremo a fare domande, a cercare risposte. Perché la libertà d’informare non si difende con il silenzio, ma con il coraggio di esserci.”A seguito di questo episodio la collega Giulia Bertotto è comprensibilmente scossa, ma determinata a portare avanti il proprio lavoro come ha sempre fatto. Invitiamo le cariche istituzionali, le forze politiche e tutti i colleghi che ancora hanno a cuore la libertà di stampa a prendere posizione e condannare quanto accaduto.

Non ci credete? E allora guardate il video della giornalista... ovviamente ANTISEMITA!

Autore Egidio Marinozzi
Categoria Politica
ha ricevuto 356 voti
Commenta Inserisci Notizia