Scienza e Tecnologia

Riconoscimento facciale: come il nuovo DDL Sicurezza colpirà il diritto all'anonimato

Il tessuto urbano delle metropoli contemporanee si sta trasformando in un immenso database biologico a cielo aperto, ma l'avvento di queste tecnologie rafforza la dicotomia già esistente tra sorveglianza di massa e il diritto all'anonimato.
In Italia, il nuovo disegno di legge per vietare l'occultamento del volto con veli o bandane rischia di criminalizzare paradossalmente anche chi gira a viso scoperto utilizzando accessori tecnologici per sottrarsi al riconoscimento facciale automatizzato delle telecamere.

Andiamo per ordine.

La notizia di questi giorni è il recente piano di implementazione della polizia di Londra, che unisce droni tattici e sistemi di Live Facial Recognition (LFR), segna un punto di non ritorno: la transizione dalla sorveglianza passiva (registrare per verificare ex-post) alla sorveglianza predittiva e biometrica in tempo reale. A questa accelerazione panottica risponde un ecosistema di resistenza tecnologica altrettanto sofisticato, che si muove nel campo della moda "cyber-mimetica" e delle tecnologie anti-tracciamento.

Importante ricordare che il riconoscimento facciale moderno non è una semplice sovrapposizione ad altissima velocità di immagini, finché non arriva una conferma (matching): si tratta di un processo matematico multistrato basato su Reti Neurali Convoluzionali (CNN). 
E a  Londra diventerà 'predittivo': ricordate il film "Minority Report" con Tom Cruise? Ci stiamo avvicinando ...

Quando un drone o una telecamera di sicurezza inquadra una folla, il software esegue tre passaggi software istantanei:

  • Face Detection (Localizzazione): L'algoritmo scansiona il frame video alla ricerca di pattern geometrici che indichino la presenza di un volto (la disposizione standard di occhi, naso, bocca).
  • Facial Landmark Extraction (Mappatura): Una volta isolato il volto, la rete neurale estrae decine di punti di riferimento geometrici (landmarks), come la distanza tra le pupille, la curvatura della mascella, la profondità delle orbite e la larghezza del setto nasale. Questi dati vengono tradotti in un vettore numerico univoco, chiamato Faceprint (impronta facciale).
  • Real-Time Matching (Confronto): Il faceprint viene confrontato in millisecondi con una watchlist (banca dati di ricercati o sospetti). I sistemi LFR londinesi utilizzano telecamere ad alta definizione capaci di processare decine di volti contemporaneamente, anche in condizioni di scarsa luminosità o movimento.

L'integrazione sui droni aggira il limite storico delle telecamere fisse (l'angolo di ripresa): il drone può posizionarsi zenitalmente o inseguire il soggetto, ottimizzando l'angolo di incidenza della luce sul volto per annullare i tentativi di camuffamento tradizionali come cappelli o occhiali da sole.

A questa accelerazione panottica risponde un ecosistema di resistenza tecnologica e manifattura di nicchia. Il limite biologico del software è ormai evidente: un pattern digitale stampato su una giacca efficace oggi può essere neutralizzato da un aggiornamento software domani. Per questo motivo, l'industria tessile e ingegneristica d'avanguardia ha spostato la battaglia dal livello logico a quello fisico-ottico, dove le leggi della rifrazione della luce e dell'energia termica rimangono costanti.

Ecco l'analisi tecnica dei cinque sistemi più sofisticati sul mercato, i loro principi di funzionamento e i marchi che li producono.

1. Adversarial Patches (La Soluzione Software)
Sfrutta l'Adversarial Machine Learning per attaccare la logica delle reti neurali (CNN).
Funzionamento: Il tessuto è stampato con immagini generate da reti GAN per imitare i vettori matematici di un volto. La telecamera subisce un corto circuito logico: individua decine di "falsi volti" sul tessuto, saturando la capacità di calcolo o ingannando la classificazione (l'uomo viene scambiato per borsa o auto).
🟢Nota bene:  il dispositivo non impedisce attivamente l'identificazione.
Produttori: Urban Privacy, Capable Design. [1]

2. Tecnologia Anti-Infrarosso (Riflessione e Assorbimento NIR)
I droni notturni e le telecamere LFR mappano i volti in 3D usando lo spettro dei raggi infrarossi vicini (NIR).
Funzionamento: Materiali retroriflettenti industriali e lenti a oscuramento rimandano il fascio invisibile verso l'obiettivo. Questo acceca il sensore con un bagliore bianco, mentre le lenti assorbono gli infrarossi impedendo la scansione dell'iride e della distanza interoculare.
🔴 Nota bene:  l'azione ricade pienamente nel divieto della Legge Reale, poiché impedisce attivamente l'identificazione.
Produttori: Reflectacles.

3. Tessuti Termo-Attivi e Dinamici (Shedding Geometrico)
Mimetismo dinamico temporaneo per superare l'obsolescenza dei pattern statici.
Funzionamento: All'interno di capi apparentemente normali vi sono micro-resistenze e inchiostri termocromatici. Vicino alle telecamere, un impulso elettrico scalda la fibra in 50 secondi, facendo emergere il pattern antagonista. Superato il varco, il capo torna anonimo. 
🟡Nota bene: se l'attivazione del pattern crea distorsioni ottiche visibili anche dall'occhio umano, comporta la contestazione del reato di travisamento.
Produttori: Urban Privacy, Stone Island.

4. Schermatura Termica in Aerogel e Grafene (Camouflage IR)
Contrasta la termografia dei droni avanzati che individuano la firma calorica umana prima del volto.
Funzionamento: Strati isolanti in aerogel di silice e grafene intrappolano il calore e ne uniformano la dispersione. All'obiettivo termico la silhouette perde la forma antropomorfa calda assumendo la temperatura dell'ambiente (muri, asfalto), scomparendo dai radar.
🟢Nota bene:  il dispositivo non impedisce attivamente l'identificazione.
Produttori: Vollebak.

5. Proiettori LED a Infrarossi Attivi (Dazzling Hardware)
Contromisure elettroniche attive nascoste per creare barriere di luce invisibili all'uomo.
Funzionamento: Micro-LED in visiere o cappucci emettono luce infrarossa nello spettro delle telecamere (850nm-940nm). Per i sensori ottici l'effetto è come una torcia puntata contro la lente: il volto viene sovraesposto da una macchia bianca che cancella i dati biometrici.
🟡Nota bene: l'uso di un fascio attivo per accecare le telecamere pubbliche  comporta la contestazione del reato di interruzione di pubblico servizio o disturbo di sistemi informatici statali.
Produttori: Urban Ghost.

I recenti disegni di legge presentati al Senato (promossi in particolare dalla Lega nel marzo 2026) mirano a modificare in modo restrittivo l'articolo 5 della Legge Reale del 1975, introducendo una stretta senza precedenti sull'occultamento del volto nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. 
Nella sostanza, l'intenzione del Governo è quella di eliminare le deroghe al divieto di travisamento in presenza di un "giustificato motivo" (come le motivazioni religiose o culturali ampiamente riconosciute dalla giurisprudenza). Ma, sebbene i parlamentari abbiano redatto il testo pensando principalmente alla sicurezza urbana e alla tutela delle donne dalle imposizioni culturali, la formulazione così rigida ("uso di indumenti o altri oggetti che impediscano l'identificazione") finirà inevitabilmente - se non corretta o emendata - per colpire anche gli accessori tecnologici come gli occhiali anti-infrarosso Reflectacles o le visiere oscuranti attive.

In altre parole, la nuova legge contro l'uso di veli e bandane per coprire il volto comporterà anche che chiunque- pur girando a visto ben scoperto - utilizzerà hardware per sottrarsi ai sistemi di identificazione del Grande Fratello rischierà denunce penali dirette.
 


 

Autore scienzenews
Categoria Scienza e Tecnologia
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