Gli "otto" morti di Gerusalemme? Il risultato di chi continua a non voler fare i conti con la storia
È di sei morti il bilancio delle vittime dell'attacco terroristico a Gerusalemme. Quattro persone sono state dichiarate morte sul posto dal servizio di ambulanza Magen David Adom. La quinta è morta allo Shaare Zedek Hospital, mentre la sesta è stata dichiarata morta all'Hadassah Hospital Mount Scopus. Altre sei vittime sono state dichiarate in gravi condizioni. I due autori dell'attacco, saliti su un autobus della linea 62 sparando all'impazzata, Sono stati uccisi da un soldato che si trovava sul posto.
Tra il mare di dichiarazioni delle autorità israeliane a commento di quanto accaduto si riporta quella del ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, che ha condannato quello che ha definito come "terribile" attacco terroristico indicandolo come prova della necessità di impedire la creazione di uno Stato palestinese sotto l'Autorità Nazionale Palestinese, perché i due attentatori provenivano dalla Cisgiordania:
"Stamattina c'è stato un terribile attacco terroristico nella nostra capitale, Gerusalemme. Due terroristi palestinesi hanno assassinato degli ebrei sugli autobus", ha detto Sa'ar aggiungendo: "Preghiamo per loro. Siamo in guerra contro il terrorismo islamico radicale. L'Europa e la comunità internazionale, ogni Paese, devono ora fare una scelta chiara. Sono dalla parte di Israele o sono dalla parte dei jihadisti?Respingiamo fermamente gli attuali tentativi di costringere Israele ad accettare uno stato terroristico palestinese nel cuore della nostra piccola terra. Non accadrà. I terroristi che hanno colpito questa mattina provenivano dai territori dell'Autorità Nazionale Palestinese. La creazione di uno Stato del genere avrebbe un solo obiettivo: l'eliminazione dello Stato di Israele.Bisogna chiarire che l'Autorità Nazionale Palestinese non ha mai reciso i suoi legami con il terrorismo", prosegue, sostenendo ciò ripetendo le accuse che aveva mosso ieri insieme alla sua controparte danese, secondo cui l'Autorità Nazionale Palestinese non è riuscita a combattere il terrorismo, ad affrontare le preoccupazioni relative alla sicurezza o a porre fine all'incitamento al terrorismo nelle strutture scolastiche. In base alle sue azioni, l'Autorità Nazionale Palestinese non merita uno Stato", afferma il ministro degli Esteri.Il riconoscimento di uno Stato palestinese non farà altro che destabilizzare la regione".
Dopo che la comunità internazionale per decenni non ha fatto nulla per fermare l'apartheid e il genocidio dello Stato ebraico di Israele che fin dal 1947 (quindi già mesi primi della sua nascita ufficiale) ha messo in atto una politica coloniale di tipo insediativo nei confronti del popolo palestinese, gli attentati sono una conseguenza naturale della situazione che si è creata.
Ben Gurion ha da sempre cercato di attuare l'occupazione completa del territorio palestinese e tramite Haganah, Palmach, Irgun, Lehi e altre sigle di organizzazioni che al pari di quelle citate erano da considerarsi terroristiche hanno promosso l'uccisione dei palestinesi e la distruzione di case e proprietà da loro possedute... un piano di pulizia etnica iniziato dopo la seconda guerra mondiale che oggi il governo Netanyahu cerca di portare a termine.
Al numero 8 di via Avraham Stern (precedentemente via Mizrahi), nel quartiere Florentin di Tel Aviv, si trova il Museo Lehi, noto anche come Beit Yair. Il museo è all'interno della casa in cui Stern, il 12 febbraio 1942, morì dopo esser stato arrestato dalla polizia britannica (secondo fonti ebraiche invece venne assassinato da chi lo aveva arrestato per vendicarsi degli atti terroristici da lui fatti a partire dal 1940 contro l'autorità britannica).
Avraham Stern dopo aver fatto saltare in aria centinaia di palestinesi quando era membro dell'Irgun fino alla fine degli anni '30 perché questa in quel momento era da lui ritenuta l'unica possibilità per poter creare uno Stato ebraico, dopo la pubblicazione del terzo libro bianco in cui il Regno Unito constatava l'impossibilità oggettiva di far nascere uno Stato ebraico dentro la Palestina, Stern nel 1940 fondò il Lehi per iniziare ad assassinare i rappresentanti del Mandato britannico.
Stern aveva una visione nazionalista radicale, con tratti messianici e autoritari. Riteneva che la fine del dominio britannico dovesse giustificare qualsiasi alleanza tattica, inclusa quella con la Germania nazista (il nemico del mio nemico è mio amico).
Dopo il 1945, la politica del Lehi venne praticata anche dalle altre sigle armate degli ebrei residenti in Palestina. Dopo il riconoscimento dello Stato di Israele da parte dell'ONU, i gruppi armati sionisti smisero di assassinare i britannici e iniziarono a massacrare i civili palestinesi.
Perché ricordare, seppur così brevemente, quanto accadde più di ottanta anni fa in Palestina?
Per ricordare agli ignoranti odierni che Stern - così come i vari Begin, Shamir, Rabin, Dayan, ecc. - risponde in tutto e per tutto alla definizione di terrorista... non era niente di più e niente di meno rispetto a Yahya Ibrahim Hassan Sinwar, che la retorica occidentale ci mostra come male assoluto.
Però, dato che Israele e la sua propaganda hanno nascosto e ridisegnato la realtà, oggi il terrorista Stern, un delinquente di prim'ordine per le atrocità di cui si è reso responsabile, (lo stesso si può dire per la quasi totalità di coloro che oggi lo Stato ebraico celebra come eroi nazionali), viene esaltato come esempio da seguire.
È un assurdo.
Se la comunità internazionale, oltre ad indignarsi per l'attentato odierno, agisse in base a realtà e giustizia (cioè in base al diritto internazionale) riconoscendo e risarcendo i torti, i soprusi, le prepotenze, gli abusi, le prevaricazioni, le vessazioni subite per decenni dal popolo palestinese... in Medio Oriente non ci sarebbero né guerre, né attentati.
Invece, la comunità internazionale fa finta di credere che la "sicurezza di Israele" sia raggiungibile con lo sterminio e la deportazione dei palestinesi, non con il riconoscimento dei diritti che sono stati negati loro prima dagli ebrei sionisti e dopo dagli ebrei israeliani.
La stessa comunità internazionale accusa i "terroristi" palestinesi di essere responsabili di usare la violenza per rispondere alla violenza di cui sono vittime da decenni.
Non sarebbe giunto il momento, considerando quello che sta accadendo in Palestina, di fare i conti con la storia e, soprattutto, di farli fare ai fanatici israeliani e ai fanatici all'estero che li supportano?