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Germania, riforma della sanità pubblica: approvata la legge per contenere la spesa e riequilibrare i conti delle casse malattia

Il Parlamento federale tedesco ha approvato il GKV-Beitragssatzstabilisierungsgesetz, la riforma con cui il Governo punta a riportare in equilibrio i conti dell'assicurazione sanitaria pubblica obbligatoria (Gesetzliche Krankenversicherung, GKV) e a frenare la crescita dei contributi versati da lavoratori e imprese. Dopo il via libera del Bundestag del 10 luglio, il provvedimento ha ottenuto anche l'approvazione del Bundesrat, completando così l'iter legislativo.

Si tratta di uno degli interventi più ampi degli ultimi anni sul sistema sanitario tedesco, costruito con l'obiettivo di affrontare il progressivo deterioramento dei bilanci delle casse malattia senza modificare il catalogo delle prestazioni garantite ai cittadini. La strategia del Governo federale consiste nel contenere la crescita della spesa sanitaria, collegandola più strettamente all'andamento dell'economia e delle entrate del sistema, piuttosto che ricorrere a tagli generalizzati ai servizi.

Secondo le stime dell'esecutivo, il pacchetto di misure consentirà di generare quasi 19 miliardi di euro di risparmi nel solo 2027, contribuendo a stabilizzare i conti della sanità pubblica e a limitare ulteriori aumenti delle aliquote contributive.

L'obiettivo della riforma: riportare in equilibrio la GKV
Negli ultimi anni l'assicurazione sanitaria pubblica tedesca ha registrato un crescente squilibrio finanziario, determinato dall'aumento dei costi legati all'invecchiamento della popolazione, all'innovazione terapeutica, alla crescita della domanda di assistenza e agli incrementi retributivi nel settore sanitario.

Per evitare un ulteriore aumento dei contributi obbligatori, il Governo ha scelto di intervenire su numerosi capitoli di spesa contemporaneamente, distribuendo gli sforzi tra Stato, ospedali, industria farmaceutica, assistenza territoriale e sistema delle compartecipazioni.

La ministra federale della Salute Nina Warken ha spiegato che il principio alla base della riforma consiste nel far evolvere la spesa sanitaria in linea con la crescita delle entrate del sistema.

Secondo la ministra, la legge non introduce una riduzione indiscriminata dei servizi sanitari, ma mira a limitare la crescita futura dei costi mantenendo invariati gli standard assistenziali.

Maggiore partecipazione finanziaria dello Stato
Una parte rilevante della riforma riguarda il ruolo del Governo federale nel finanziamento della sanità pubblica.

La legge rafforza infatti il contributo statale destinato alla copertura dell'assistenza sanitaria dei beneficiari del reddito minimo. Il trasferimento federale crescerà progressivamente fino a raggiungere 2,75 miliardi di euro annui a partire dal 2031.

Parallelamente viene attenuata la riduzione precedentemente prevista del contributo ordinario dello Stato alle casse malattia, consentendo di alleggerire almeno in parte il peso finanziario che grava sugli enti assicurativi.

L'intervento mira a riconoscere una maggiore partecipazione del bilancio federale nel finanziamento di prestazioni considerate di interesse generale.

Ospedali: limiti alla crescita della spesa
Uno dei capitoli economicamente più rilevanti riguarda il sistema ospedaliero. Per il triennio 2027-2029 la crescita dei costi ospedalieri sarà sottoposta a un limite massimo calcolato prendendo come riferimento l'indice salariale nazionale, dal quale verrà sottratto un punto percentuale.

Dal 2030 il sistema tornerà invece a utilizzare come parametro l'indice di orientamento previsto dalla normativa oppure, se inferiore, il tasso di crescita delle retribuzioni.

L'obiettivo è contenere l'incremento della spesa senza incidere direttamente sull'organizzazione delle cure o sull'accesso ai servizi.


Nuove regole per il personale sanitario

La riforma interviene anche sull'organizzazione delle risorse umane negli ospedali. Le strutture saranno tenute a garantire una dotazione di personale adeguata alla qualità delle prestazioni attraverso una norma generale, sostituendo parte del sistema precedente.

Contestualmente vengono abolite la Commissione nazionale incaricata della pianificazione del personale ospedaliero e le disposizioni che rendevano obbligatorio l'utilizzo degli strumenti di misurazione del fabbisogno di infermieri e medici.

Rimangono invece pienamente operative le soglie minime di personale infermieristico già previste dalla normativa.

La legge rafforza inoltre il sistema dei controlli e delle sanzioni nei confronti delle strutture che non rispettano tali standard, mantenendo l'attenzione sulla sicurezza dell'assistenza.

Più controlli sull'appropriatezza degli interventi chirurgici
Un altro intervento riguarda il controllo dell'appropriatezza delle cure. La riforma amplia il ricorso al secondo parere medico obbligatorio per una serie di interventi chirurgici che presentano un maggiore rischio di inappropriatezza prescrittiva.

Tra questi figurano:

  • interventi di protesi dell'anca;
  • chirurgia della colonna vertebrale;
  • colecistectomia;
  • isterectomia;
  • alcuni interventi ortopedici.

L'obiettivo è ridurre il numero di procedure non strettamente necessarie e migliorare l'utilizzo delle risorse disponibili, aumentando il coinvolgimento del paziente nelle decisioni terapeutiche.

Industria farmaceutica: aumenta lo sconto obbligatorio
Un contributo significativo al riequilibrio dei conti arriverà anche dal comparto farmaceutico. Il Governo ha deciso di sostituire il meccanismo dinamico degli sconti previsti per i medicinali con un incremento stabile dello sconto obbligatorio a carico dei produttori, portato al 15,5%.

La scelta punta a garantire maggiore prevedibilità economica alle aziende farmaceutiche, assicurando nello stesso tempo un beneficio immediato per le casse della sanità pubblica.

Per quanto riguarda i vaccini ancora coperti da brevetto, viene inoltre aumentato al 9% lo sconto aggiuntivo previsto dalla normativa.

La legge introduce anche un blocco dei prezzi per questi prodotti nel periodo compreso tra il 2027 e il 2030, limitando ulteriormente la crescita della spesa farmaceutica.

Psicoterapia e assistenza territoriale
La riforma dedica attenzione anche all'assistenza ambulatoriale e ai servizi territoriali. Gran parte delle prestazioni psicoterapeutiche rientrerà nuovamente nel budget ordinario dell'assistenza convenzionata, dopo anni durante i quali tali prestazioni erano remunerate fuori budget.

Secondo il Governo, questo meccanismo aveva determinato un forte incremento della spesa del settore, arrivata quasi a raddoppiare rispetto ai livelli precedenti.

Contestualmente vengono introdotte procedure che facilitano l'accesso ai percorsi psicoterapeutici per i pazienti dimessi dopo ricoveri psichiatrici, con l'obiettivo di garantire una maggiore continuità assistenziale.

La legge prevede inoltre il riconoscimento degli aumenti contrattuali per i servizi di assistenza domiciliare, riabilitazione e cure intermedie, assicurando la copertura economica degli adeguamenti salariali.

Famiglie e compartecipazione alla spesa

Il provvedimento modifica anche alcune regole relative alla copertura assicurativa gratuita dei familiari. Le nuove disposizioni ampliano le tutele per le famiglie con figli e per alcune categorie considerate particolarmente vulnerabili, mantenendo il principio della copertura familiare ma aggiornandone i criteri.

Sul fronte della compartecipazione economica degli assistiti vengono invece riviste le soglie e i tetti massimi previsti dalla normativa.

Gli importi aumentano del 50%, con l'obiettivo dichiarato di adeguarli all'evoluzione dei prezzi e delle retribuzioni registrata negli ultimi anni.

Continuità dell'assistenza odontoiatrica

Tra le misure settoriali figura anche il rafforzamento dell'assistenza odontoiatrica specialistica. La riforma introduce strumenti per garantire la continuità delle cure e assicurare la disponibilità delle prestazioni specialistiche, intervenendo su alcuni aspetti organizzativi e finanziari del settore.

Una riforma orientata alla sostenibilità finanziaria

Con il GKV-Beitragssatzstabilisierungsgesetz la Germania avvia una vasta operazione di riequilibrio del proprio sistema sanitario pubblico, distribuendo gli interventi su numerosi ambiti della spesa anziché concentrarli su un unico settore.

Il provvedimento combina un maggiore contributo dello Stato, limiti alla crescita dei costi ospedalieri, nuove regole per il personale, un maggiore coinvolgimento dell'industria farmaceutica, modifiche all'organizzazione dell'assistenza territoriale e un aggiornamento delle norme sulla compartecipazione.

L'obiettivo dichiarato dal Governo federale è contenere la dinamica della spesa sanitaria e stabilizzare nel tempo i conti dell'assicurazione sanitaria obbligatoria, mantenendo invariato il livello delle prestazioni garantite ai cittadini e limitando il ricorso a ulteriori aumenti dei contributi versati da lavoratori e imprese.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Esteri
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