È stato concordato un cessate il fuoco e il ritiro dell’esercito israeliano da Gaza, Hamas ha firmato la prima parte dell’accordo e ha dichiarato che l’amministrazione americana ha dato garanzie perché Israele rispetti le condizioni. Sin dall’origine, la bozza in 21 punti presentava delle criticità evidenti che sbilanciavano il principio di equità tra le due parti che costituisce il fondamento di qualsiasi trattato affinché rappresenti un punto di svolta per la soluzione della conflittualità in atto infatti vi sono delle condizioni “leonine” a favore di Israele.

Il contenuto del trattato non garantisce ai palestinesi nessuna pace ma solo una tregua dal massacro che ha sconvolto le coscienze di milioni di persone.

La storia ci ha elargito una lezione che non dobbiamo dimenticare mai che la concentrazione delle ricchezze, e il potere immenso che ne deriva, nelle mani di pochi costituisce un pericolo mortale per tutti i popoli che vogliono vivere in pace: un’equa redistribuzione della ricchezza è uno dei pilastri di tutte le Costituzioni democratiche. Occorre cancellare il riconoscimento della personalità giuridica al capitale e sciogliere le società di capitali per togliere ossigeno al disumano fenomeno delle multinazionali che sta annullando ogni principio morale e giuridico e mina mortalmente la civiltà.

Honoré de Balzac (1799 – 1850) che non si può tacciare di “comunismo” scrisse: “Dietro ogni grande fortuna si cela un crimine”, nel caso specifico non vi è stato neanche il pudore di celare decine di migliaia di civili uccisi e parliamo solo degli ultimi due anni.

Ciò che sta accadendo al popolo palestinese è la dimostrazione che il Diritto internazionale, le sentenze dei Tribunali penali internazionali, l’ONU con le sue delibere, relazioni sui fatti e condanne, i Trattati e le Convenzioni non hanno alcun valore perché domina la legge del più forte.  Abbiamo assistito alla disintegrazione di tutte le regole giuridiche, morali e civili e smascherato la viltà dei governi occidentali che alla civiltà hanno scelto la barbarie per difendere i meschini interessi economici dell’imprenditoria rapace che rappresentano.

In particolare il nostro attuale governo ha scelto di essere colluso con gli autori di un genocidio per garantire la continuità dei profitti alle imprese italiane coinvolte nel programma di pulizia etnica nei territori palestinesi come ad esempio la Leonardo S.p.A. - produttrice e venditrice di armi a livello internazionale - in barba alla nostra Costituzione che lo vieta tassativamente e, successivamente, per raccogliere le briciole che il comitato d'affare precostituito getterà alle imprese nazionali per la ricostruzione.

Perché una multinazionale decide di realizzare una speculazione edilizia su di un territorio appartenente ad un popolo da secoli utilizzando il genocidio e la deportazione come strumento di pulizia etnica? 

Perché ci vuole il riconoscimento degli stati occidentali affinché un territorio sul quale è stanziato da secoli un popolo sia considerato uno Stato: tale diritto appartiene solo alla storia! Si vuole cancellare con la violenza un diritto che spetta a tutti i popoli ma non ai palestinesi.

Hamas ha dichiarato che sono gli Stati Uniti a garantire il rispetto dell’accordo, si accorgerà che ha riposto la fiducia nel soggetto sbagliato perché proprio Trump, su consiglio di suo genero, ha diretto tutta l’operazione: Israele non avrebbe mai osato fare una simile carneficina se dietro non vi fosse stata una potenza mondiale come l’America a supportarlo anche nelle sedi internazionali.

Gli americani non mantengono la parola data, tradiscono quando fa loro comodo, nel caso specifico bisognerà solo aspettare visti i precedenti: il popolo curdo fece un patto con loro, morirono combattendo per avere un fazzoletto di terra sulla quale vivere e crescere i loro figli, dopo averli usati sono stati abbandonati al loro destino e il patto non fu rispettato.

Gli americani sono quelli che hanno usato il nucleare sulla popolazione civile giapponese; sono quelli che hanno invocato l’artico 5 del Trattato NATO per trascinare in Afganistan e in Iraq gli “alleati” europei in una guerra dichiarata con false accuse. 

Oggi, in nome della NATO, stiamo per essere trascinati nell’abisso di una guerra contro la Russia. Riporto l’introduzione del Trattato e gli articoli 1 e 5 e per constatare come lo spirito di quel trattato è stato calpestato e con esso il Diritto internazionale, l’Onu, i tribunali penali internazionali, Trattati, Convenzioni, libertà, diritti umani e quant’altro per gli interessi di pochi.

Washington DC, 4 aprile 1949

Gli Stati che aderiscono al presente Trattato riaffermano la loro fede negli scopi e nei principi dello Statuto delle Nazioni Unite e il loro desiderio di vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi. Si dicono determinati a salvaguardare la libertà dei loro popoli, il loro comune retaggio e la loro civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà individuali e sulla preminenza del diritto. Aspirano a promuovere il benessere e la stabilità nella regione dell’Atlantico settentrionale. Sono decisi a unire i loro sforzi in una difesa collettiva e per la salvaguardia della pace e della sicurezza. Pertanto, essi aderiscono al presente Trattato Nord Atlantico:

Articolo 1

Le parti si impegnano, come stabilito nello Statuto delle Nazioni Unite, a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale in cui potrebbero essere coinvolte, in modo che la pace e la sicurezza internazionali e la giustizia non vengano messe in pericolo, e ad astenersi nei loro rapporti internazionali dal ricorrere alla minaccia o all’uso della forza assolutamente incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite.

Articolo 5

Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

Sono decenni che i principi contenuti non solo in questo ma in tutti i Trattati sono andati disattesi in nome della realpolitik: tutto viene travolto e crolla se intralcia il sistema imprenditoriale e bancario predatorio che si cela dietro le massime cariche politiche che lo rappresentano.

Non è un caso che saranno gli americani a capo del processo di “normalizzazione” del territorio palestinese, spetterà sempre a loro organizzare e addestrare la polizia palestinese, saranno impiegati capitali e imprese straniere che ricostruiranno ad immagine dell’Occidente un paese raso al suolo, rispunterà la “Riviera del Medioriente” e il programma già deciso da anni continuerà imperterrito fino alla inevitabile conclusione: l’occidentalizzazione di un paese mediorientale.

Tutti i governi che hanno sorretto tale ignobile operazione potranno partecipare al banchetto per la ricostruzione mentre viene ignorato il riconoscimento dello Stato di Palestina ad un popolo che ha tutti i diritti di esistere e autodeterminarsi.  

Dove finirà la sentenza di condanna per genocidio emessa dal Tribunale penale internazionale nei confronti di Netanyahu? E i provvedimenti dell’ONU, e le denunce di genocidio che alcuni stati hanno depositato contro Israele nei vari Tribunali penali? Chi risponderà delle violazioni del Diritto internazionale e della Convezione di Ginevra in materia dei diritti umani? Chi renderà giustizia a tutti quei morti, chi porrà rimedio a quelle violenze, a quelle predazioni, a quelle umiliazioni, a quelle ingiustizie? 

Ormai l’impero americano è sorto e impone la legge del più forte a discapito del Diritto.     

Le flottiglie di mare e di terra devono continuare a navigare senza sosta trasportando istanze di verità, giustizia e solidarietà affinché la speranza per un futuro migliore non vada perduta e soprattutto perché la civiltà è in grave pericolo.