La nuova traccia della band romana è un viaggio musicale che fonde bassi pulsanti e ritornelli rituali. In questa intervista, i RUT! raccontano come nasce il loro sound e cosa significa per loro evolversi restando fedeli a se stessi. Perché la musica, dicono, è da vivere anche con il corpo.

Ragazzi, il vostro singolo sembra muoversi come una spirale: parte basso, cresce, poi esplode. È un metodo ricorrente nel vostro processo di scrittura?
Dipende dal pezzo… spesso parte tutto da un riff di basso o di chitarra che nasce da solo, e da lì decidiamo come farlo crescere e dare vita ad un nuovo brano.
Qual è stato il momento più “strano” o inaspettato della registrazione di “Dawn”?
Il momento più strano? Il ritornello! 😆
Ha cambiato forma diverse volte finché non abbiamo trovato il giro giusto.
L’hangover descritto è potente. Che cosa rappresenta per voi, a livello personale?
Per noi, l’hangover è un passaggio tra quello è un “post-felicità” e quella sottile tristezza che arriva quando un momento di spensieratezza finisce e si torna alla monotonia dei giorni. Ma vorremmo tenere sempre con noi il vivo ricordo di quel momento, quel senso di leggerezza da trascinarci dietro durante le giornate.
Nel videoclip, quanto ha influito il vostro immaginario e quanto la mano del regista Brace Beltempo?
Diciamo che c’è stato un 50 e 50 , l’idea è partita da noi , ma poi ci siamo lasciati trascinare dal regista ! Che dire ? È stata una esperienza molto divertente !
https://open.spotify.com/intl-it/track/0HVEm7pfJifjbLpizBiKmi?si=ace4c55a72774874

