Una violenta esplosione verificatasi ieri mattina in un distributore di GPL in via dei Gordiani, nel quartiere Prenestino, ha scosso la capitale, provocando un bilancio provvisorio di 45 feriti, di cui 18 tra le forze dell'ordine – inclusi 11 agenti di polizia e un carabiniere. Il boato, udito a chilometri di distanza, ha frantumato vetri di abitazioni e locali circostanti, causando lesioni a residenti e passanti colpiti dai frammenti.
Secondo quanto comunicato dalla ASL Roma 2, sono state attivate immediatamente tutte le procedure d'emergenza per gestire l'afflusso dei feriti nelle strutture ospedaliere del territorio. I pazienti erano principalmente codici gialli, mentre preoccupa il quadro clinico di due persone in prognosi riservata, ricoverate in condizioni critiche.
All'Ospedale Sandro Pertini, tre pazienti sono stati inizialmente presi in carico: due hanno riportato traumi ortopedici causati dalla caduta dovuta all'onda d'urto, mentre il terzo – un ustionato – versa in condizioni gravi ma stabili. In mattinata, il reparto ha dichiarato conclusa la fase di emergenza, con i pazienti dimessi in buone condizioni generali.
Diverso il bilancio al Pronto Soccorso dell'Ospedale Sant'Eugenio, dove tre persone ferite sono arrivate con codici rosso e arancione per fratture e lesioni da schegge di vetro. Anche qui il personale sanitario ha assicurato l'immediata presa in carico e la stabilizzazione dei pazienti.
La situazione più critica riguarda però due pazienti ustionati attualmente ricoverati presso l'Unità Operativa Complessa Grandi Ustioni del Sant'Eugenio: entrambi in ventilazione meccanica assistita, con ustioni di terzo grado che interessano rispettivamente il 55% e il 25% del corpo. A queste si aggiungono lesioni polmonari da inalazione e barotrauma, causate da un'esposizione diretta all'esplosione. La prognosi per entrambi resta riservata.
In parallelo, l'ARPA Lazio ha avviato le verifiche sulla qualità dell'aria, con particolare attenzione all'eventuale rilascio di diossine. In attesa dei risultati ufficiali, la ASL Roma 2, in coordinamento con il Municipio di competenza, ha predisposto comunicazioni preventive da diffondere alla cittadinanza.
Maurizio Zega, presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma, ha espresso solidarietà ai feriti e ringraziato i soccorritori: "Fra loro ci sono anche colleghi infermieri, alcuni forse feriti. La capacità di reagire con razionalità ed efficacia è frutto di un impegno quotidiano. La popolazione deve essere consapevole del lavoro silenzioso ma fondamentale che questi professionisti svolgono, anche nelle piccole emergenze, non solo in quelle drammatiche come oggi".
Quello che è successo a Roma non è solo un incidente: è un campanello d'allarme. Serve chiarezza sulle cause dell'esplosione e responsabilità, ma soprattutto serve prevenzione vera. Nel frattempo, i soccorritori e il personale sanitario stanno facendo ciò che deve essere fatto: lavorare senza sosta, anche a rischio della propria salute, per salvare vite. E questa non è retorica, è un dato di fatto.
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