Serie A. Inter, rimonta show a San Siro: da 0-2 a 6-2, è Dimarco a cambiare la partita
Nona vittoria nelle ultime dieci di campionato per i nerazzurri, che provano l'allungo nel turno in cui le prime quattro inseguitrici si affrontano tra loro. Ma la serata si apre nel peggiore dei modi: doppio schiaffo di Moreo, poi la reazione furiosa e un secondo tempo a senso unico.
San Siro vede un'Inter che vince ancora e prova a mettere pressione al campionato, ma lo fa passando prima dentro un incubo di venti minuti. Gli ospiti partono come se avessero in tasca la partita: al 15' Moreo inventa un tiro dalla distanza “da highlights” e trova il varco nella porta lasciata troppo scoperta da Sommer, decisamente complice. È uno di quei gol che gelano lo stadio: non solo per la bellezza della conclusione, ma per la sensazione di leggerezza difensiva che la accompagna.
E non è finita. Al 23' arriva anche il raddoppio: ancora Moreo, stavolta di testa, con una girata su calcio d'angolo che punisce una marcatura troppo morbida. In un attimo l'Inter si ritrova sotto 0-2, sorpresa e costretta a inseguire contro una squadra che, fin lì, corre e colpisce con precisione.
La svolta, però, porta un nome e un minuto: Chivu capisce che serve cambiare ritmo e struttura, e al 34' inserisce Dimarco. L'effetto è immediato, quasi elettrico. L'esterno sinistro alza il volume del gioco, costringe Scuffet alla respinta e da lì nasce l'azione che porta al rigore: Zielinski non sbaglia dal dischetto al 39' e riapre la partita. San Siro si risveglia, l'Inter pure.
Passano due minuti ed è ancora Dimarco a confezionare l'assist perfetto: cross teso, misura giusta, e Lautaro Martinez arriva puntuale per l'incornata del 2-2. Da quel momento la gara cambia volto: i nerazzurri prendono campo, fiducia e ferocia. Prima dell'intervallo la rimonta si completa: traversone di Bastoni, stacco potente di Esposito e 3-2. L'Inter torna negli spogliatoi avanti dopo essere stata sotto di due gol: non è solo un ribaltone, è un messaggio.
Nella ripresa il copione è ancora più netto. Gli ospiti provano a resistere, ma la pressione nerazzurra diventa continua. Scuffet si salva come può, opponendosi a due conclusioni ravvicinate di Esposito e Dimarco; poi lo stesso Dimarco colpisce anche un palo con un tiro deviato da Calabresi. È un assedio fatto di ritmo alto, seconde palle e qualità sulle corsie.
Il premio alla prestazione di Dimarco arriva all'82': sinistro al volo e 4-2 che chiude di fatto ogni discorso. Nel finale Bonny firma il 5-2 con uno slalom in area e un diagonale nell'angolo, mentre nel recupero Mkhitaryan appoggia in rete la palla del definitivo 6-2, punto esclamativo su una serata iniziata male e finita in trionfo.
È una vittoria che vale molto più del risultato, già pesante di suo: perché arriva dopo uno svantaggio doppio, perché racconta capacità di reazione e profondità di gioco, e perché si incastra nel turno che mette di fronte tra loro le inseguitrici, con la possibilità di uno strappo decisivo in classifica.