E' domenica 29 novembre 1981 e si mangia un boccone prima di andare alla partita : c'è Avellino- Cesena, rientra Juary. Lui è col suo amico Emanuele Giacoia, escono dal ristorante. Un imbecille gli urla "Così impari a fare u' criticone...." Poi l'imbecille gli spara alle spalle. Sono tre colpi. Uno a vuoto, gli altri due lo centrano, alle gambe e al gluteo.

In ospedale la prognosi è di 30 giorni, ma lui ha un pensiero fisso : Avellino - Cesena. Non lo fermano, niente da fare . Prende un telefono e dalla barella chiama il collega Ravel, perché c'è Avellino- Cesena da coprire./p>

A Novantesimo minuto quel pomeriggio Paolo Valenti si fa serio e racconta tutto. Poi consegna la linea proprio a Ravel, che sembra fuori posto. Descrive con toni bassi Avellino - Cesena, risultato finale 2-0 con gol di Juary e Chimenti, ma tranquillizza tutti perché presto tornerà Luigi Necco./p>

E in ospedale lo chiamerà Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica.
Quando la domenica c'erano i professionisti.
E niente poteva fermarli, figuriamoci un imbecille.

Fonte Facebook: Il Calcio Latino