Tra i film più apprezzati dalla critica internazionale all'ultimo Festival di Berlino spicca Everybody Digs Bill Evans di Grant Gee, un biopic sperimentale sul pianista jazz Bill Evans, lodato per la sua estetica rigorosa in bianco e nero, i frammenti cromatici improvvisi e la struttura narrativa non convenzionale. Protagonista è Anders Danielsen Lie, che restituisce la fragilità e la profondità di Evans, affiancato da Bill Pullman e Laurie Metcalf.
La trama segue il musicista dopo la tragica morte del bassista Scott LaFaro, concentrandosi sul suo isolamento, la dipendenza dall’eroina e i conflitti familiari, e alterna momenti di estasi musicale a periodi di silenzio e decadenza.
Il film riflette sul rapporto tra genio e autodistruzione, esplorando come il dolore privato e la mediocrità quotidiana possano alimentare un’arte immortale. Come sottolinea il regista, “A volte un intervallo fa parte della musica”, trasformando il silenzio in un elemento narrativo centrale e rendendo l’opera una meditazione sul prezzo della creatività e sull’eredità eterna della musica di Evans.


