Tassare i ricchi non è un furto!
Venerdì scorso i leader della sinistra di 12 Paesi europei si sono riuniti a Milano per l'evento Tax the Rich organizzato da European Left Alliance (ELA). È stato un momento di confronto utile e costruttivo per parlare di come sia giusto (dal punto di vista etico e morale) tassare non chi ha di più, ma chi ha molto di più.
Per riuscire a smontare i falsi miti della destra, è urgente sollevare questo dibattito dal basso.
Oggi in Italia il sistema fiscale è profondamente ingiusto: chi vive di rendite finanziarie o eredità paga spesso meno della metà delle tasse rispetto a un lavoratore dipendente o a un pensionato. Nel frattempo, i dati ufficiali di Banca d'Italia confermano che il 10% più ricco delle famiglie detiene oltre il 60% della ricchezza nazionale, mentre la metà meno abbiente si spartisce le briciole. Persino economisti, alti dirigenti ed esperti hanno ammesso che bisognerebbe alleggerire le tasse sul lavoro spostando il carico sulla ricchezza.
La proposta di legge sulla patrimoniale su cui si ista lavorando non tocca in alcun modo il ceto medio. Si rivolge esclusivamente ai grandi, grandissimi patrimoni. Si sta parlando di quella cerchia ristretta di ultraricchi che oggi utilizza holding familiari e scudi legali per pagare aliquote effettive irrisorie.
La destra al governo ripete come un mantra che una patrimoniale farebbe scappare i capitali. I dati dicono l'esatto contrario: paesi come la Norvegia, la Svizzera e la Spagna applicano tasse sulla ricchezza senza alcuna fuga catastrofica. Inoltre, la fetta più grande dei patrimoni italiani è bloccata in immobili, case e terreni che non si possono trasferire all'estero.
E mentre i paladini del capitale si preoccupano dei soldi dei miliardari, l'Italia perde ogni anno decine di migliaia di giovani che emigrano all'estero per sfuggire a stipendi da fame e precarietà.
È tempo di invertire la rotta: tassare i super-ricchi serve a finanziare la sanità pubblica, la scuola e i servizi che servono a tutte e tutti.
E adesso sentite quel che ha detto sulla patrimoniale questo disastrato della politica... il vicepremier, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, in occasione del congresso regionale del partito, in svolgimento a Cagliari:
"Con noi non ci sarà mai la patrimoniale, votiamo perché con la prossima manovra si possa abbassare ancora l’Irpef fino a 60 mila euro. Stiamo lavorando per abbattere anche le tasse sulle tredicesime, stiamo valutando iniziative che possano ridurre la pressione fiscale puntando sugli investimenti privati. Ci sono 1750 miliardi di risparmio privato da investire in parte, a cominciare dai fondi degli ordini professionali, i fondi pensione che possono finanziare infrastrutture permettendo allo stato di investire in altri settori".
Come è facile intuire, questo pseudo politico fa credere, non si sa bene a chi (forse a dei fessi?), che la patrimoniale sia una tassazione che riguarda tutti, mentre è invece rivolta solo ad una fascia di benestanti che vive di rendita e che, senza alcun disagio, potrebbe contribuire a migliorare la qualità della vita a persone che anche questo governo continua a costringere alla sopravvivenza con stipendi da fame e bollette da capogiro, senza neppure fornirgli i servizi garantiti dalla Costituzione.
Ma d'altronde, che cosa ci potremmo attendere da un servo sciocco, anzi sciocchissimo, come Antonio Tajani che va a prendere ordini a Cologno Monzese, dai proprietari del partito Forza Italia?
Un servo sciocco che pretende pure di rappresentare le idee liberali, quando difende il conflitto di interessi pluridecennale rappresentato dalle aziende della galassia Fininvest della famiglia Berlusconi?
Da quando il conflitto di interessi può essere scambiato come liberismo?
Questa gente, come Tajani, viene pagata dalle tasse degli italiani per difendere gli interessi di bottega di multi milionari che vogliono prendere senza nulla dare... confermandosi pure dei poveri idioti, perché migliorando la condizione sociale del Paese in cui operano, contribuirebbero pure a migliorare i conti delle loro aziende... compresi quelli personali.
E non vogliono una patrimoniale.