Il Festival di Sanremo non è solo musica, abiti eleganti e televoto acceso: è un evento che muove centinaia di milioni di euro, trasformando una settimana di spettacolo in un vero motore finanziario. L’edizione del 2026 ne è la prova lampante.
Secondo le analisi di Ernst & Young, l’impatto economico complessivo del Festival è di circa 252 milioni di euro, cifra che comprende tutto ciò che l’evento genera, dalle produzioni televisive alla spesa dei visitatori, passando per le attività economiche indirette lungo tutta la filiera. Di questo ammontare, circa 96 milioni rappresentano il valore aggiunto reale, l’equivalente del PIL creato grazie a Sanremo, una misura di quanto l’evento “produce” in termini di ricchezza netta per il Paese.
Organizzare il Festival non è economico. La RAI, principale responsabile della produzione, sostiene spese consistenti che si aggirano attorno ai 48 milioni di euro, considerando scenografie, allestimento del Teatro Ariston, personale tecnico e artistico, sicurezza e cachet di conduttori e ospiti. Questa cifra non rappresenta uno stanziamento diretto dello Stato, ma deriva anche dal canone che i cittadini versano annualmente alla televisione pubblica, rendendo Sanremo un investimento indiretto del servizio pubblico.
Infatti, la RAI, essendo il principale organizzatore e broadcaster di Sanremo, incassa la maggior parte dei ricavi diretti dall’evento, principalmente tramite pubblicità, sponsor e partnership. Nel 2026 i dati stimano circa 70 milioni di euro di entrate dirette dalla pubblicità, a cui si aggiunge l’effetto moltiplicatore delle sponsorizzazioni, che porta a un impatto economico complessivo legato ai partner di circa 176 milioni. (forbes.it)
Se semplifichiamo, il “guadagno netto” della RAI può essere stimato così: dai 70 milioni di ricavi pubblicitari si sottraggono i 48 milioni di costi di produzione, portando a circa 22 milioni di euro di margine operativo direttamente legato al Festival.
Il Festival di Sanremo non porta benefici solo alla televisione, ma crea un vero e proprio indotto economico per l’intera città e per la regione Liguria. Ogni anno, migliaia di spettatori arrivano da tutta Italia e dall’estero, e ciascuno di loro spende in media circa 500 euro al giorno tra hotel, ristoranti, bar, trasporti, souvenir e servizi vari.
Questo flusso di denaro genera un volume d’affari enorme per le imprese locali, che per una settimana raggiungono ricavi normalmente distribuiti su mesi interi. Gli hotel registrano il tutto esaurito, le strutture ricettive alternative come B&B e appartamenti turistici vedono crescere la domanda, mentre ristoranti e bar lavorano a pieno ritmo. Anche negozi, taxi, autonoleggi, agenzie di viaggio, produttori locali e fornitori di servizi accessori traggono benefici concreti dall’evento.
Ma l’impatto economico non si limita ai servizi più visibili. In totale, si stima che più di 1.300 posti di lavoro temporanei vengano attivati ogni anno, tra addetti alla sicurezza, tecnici, camerieri, autisti, personale di produzione e staff organizzativo.
Il Comune di Sanremo, dal canto suo, incassa direttamente circa 8 milioni di euro, frutto di tasse di soggiorno, convenzioni con la RAI e una quota dei ricavi pubblicitari legati all’evento.
Anche lo Stato trae benefici indiretti. Pur non stanziando fondi specifici per Sanremo, incassa tasse e contributi derivanti dall’attività economica che l’evento genera. IVA, imposte dirette e indirette, contributi previdenziali e tributi sulle imprese collegate al Festival generano entrate fiscali sicuramente rilevanti, tra 25 e 45 milioni di euro.
Sanremo, quindi, non è soltanto uno spettacolo televisivo o un concorso di canzoni: è una macchina economica che genera ricavi pubblicitari, benefici fiscali, indotto turistico e occupazione. Gli sponsor e i grandi artisti in gara contribuiscono a diffondere il brand e a moltiplicare il valore economico, mentre le imprese locali e il Comune raccolgono ricadute tangibili. Anche la RAI, pur affrontando costi elevati, ottiene ricavi significativi dalla pubblicità e dalle partnership, mantenendo sostenibile la produzione di uno degli eventi più seguiti della televisione italiana.
In sintesi, Sanremo 2026 è una risorsa produttiva, un’industria nazionale e un simbolo del potenziale economico che l’intrattenimento può generare.

