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Bari, dalla rinascita al terremoto giudiziario: i De Laurentiis indagati mentre il Napoli celebra il centenario, la Procura ipotizza bancarotta fraudolenta

Doveva rappresentare la rinascita del calcio barese dopo il fallimento del 2018. Otto anni più tardi, il rapporto tra la famiglia De Laurentiis e la città di Bari attraversa invece il momento più difficile della sua storia.

Alla retrocessione in Serie C, alle contestazioni sempre più dure della tifoseria e alle polemiche sulla multiproprietà si aggiunge ora un'inchiesta della Procura di Bari che coinvolge Aurelio e Luigi De Laurentiis, iscritti nel registro degli indagati nell'ambito della richiesta di liquidazione giudiziale della S.S.C. Bari.

L'ipotesi investigativa è particolarmente pesante: false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. Nel frattempo la Guardia di Finanza ha eseguito una serie di perquisizioni presso le sedi della S.S.C. Bari, della S.S.C. Napoli e della Filmauro S.r.l., la società della famiglia De Laurentiis che controlla entrambe le società calcistiche.

È importante precisare che l'iscrizione nel registro degli indagati rappresenta una fase delle indagini preliminari e non costituisce un accertamento di responsabilità penale. Saranno gli sviluppi dell'inchiesta e l'eventuale processo a stabilire l'effettiva fondatezza delle contestazioni formulate dalla Procura.

Dalla Serie D al sogno Serie A

L'avventura della Filmauro alla guida del Bari inizia il 31 luglio 2018. Dopo il fallimento del Bari 1908, il sindaco Antonio Decaro assegna il titolo sportivo alla società di Aurelio De Laurentiis. Alla presidenza viene nominato il figlio Luigi, con una missione precisa: riportare rapidamente il club ai massimi livelli del calcio italiano.

L'impatto iniziale sembra confermare le aspettative. Il Bari domina il campionato di Serie D, conquista immediatamente la promozione tra i professionisti e alimenta l'entusiasmo di una piazza che sogna un ritorno stabile nel calcio che conta.

Negli anni successivi il percorso, però, si rivela più complicato del previsto. I biancorossi sfiorano più volte la promozione in Serie B, fermandosi nei playoff di Serie C. Il salto di categoria arriva soltanto nel 2022.

Nel campionato successivo il Bari arriva a un passo dalla Serie A. La promozione sfuma solamente nei minuti di recupero della finale playoff contro il Cagliari, in quella che viene ancora oggi ricordata come una delle delusioni sportive più dolorose della storia recente del club.

La multiproprietà e la rottura con la tifoseria

È proprio dopo quella finale persa che il rapporto tra proprietà e ambiente barese comincia a incrinarsi in maniera sempre più evidente.

Al centro delle contestazioni finisce soprattutto il tema della multiproprietà. La famiglia De Laurentiis controlla infatti contemporaneamente il Bari e il Napoli, una situazione che, alla luce delle norme federali, impone la cessione del club pugliese nel caso in cui le due società militino in categorie incompatibili.

Per una parte consistente della tifoseria questa situazione rappresenta un limite strutturale allo sviluppo del Bari. Si diffonde infatti la convinzione che la società biancorossa non possa mai diventare una priorità assoluta rispetto al Napoli, alimentando dubbi sulle reali ambizioni del progetto sportivo.

Le critiche aumentano stagione dopo stagione. Le scelte di mercato, le decisioni tecniche e la gestione societaria vengono contestate con crescente intensità, fino all'esplosione del malcontento dopo la retrocessione in Serie C al termine della stagione 2025-2026.

La protesta assume dimensioni sempre più evidenti. In città compaiono striscioni e manifesti contro la proprietà, mentre anche il mondo istituzionale chiede maggiore chiarezza sul futuro del club, sul piano industriale e sulle prospettive legate proprio alla questione della multiproprietà.

L'inchiesta della Procura di Bari

L'ultimo e più delicato capitolo della vicenda è rappresentato dall'indagine coordinata dalla Procura di Bari.

Secondo quanto emerge dalle prime indiscrezioni investigative, i consulenti incaricati dalla Procura avrebbero analizzato i bilanci e le relazioni sulla gestione della S.S.C. Bari relativi al periodo compreso tra il 2019 e il 2025.

Le verifiche tecniche avrebbero evidenziato una situazione di perdita sistemica. Gli inquirenti ipotizzano infatti che il club abbia accumulato un disavanzo complessivo di circa 30 milioni di euro, senza che la proprietà abbia predisposto un adeguato piano di risanamento finanziario.

Proprio questo quadro economico costituisce uno degli elementi sui quali si fondano le contestazioni formulate nell'ambito dell'indagine, ancora nella fase delle investigazioni preliminari.


Sotto la lente il trasferimento di Elia Caprile

Tra gli episodi oggetto degli approfondimenti investigativi figura anche il trasferimento del portiere Elia Caprile.

Secondo la ricostruzione della Procura, l'operazione conclusa nell'estate del 2023 sarebbe stata strutturata in modo tale da privare deliberatamente la S.S.C. Bari di un significativo beneficio economico futuro, favorendo invece esclusivamente la S.S.C. Napoli.

In particolare, gli investigatori stanno esaminando il passaggio del portiere dal Bari al Napoli per circa 2,2 milioni di euro e la successiva cessione del calciatore al Cagliari per una cifra pari a circa otto milioni di euro.

Si tratta di uno degli aspetti centrali dell'inchiesta, sul quale gli investigatori stanno concentrando gli accertamenti tecnici e documentali.

Le perquisizioni tra Bari, Napoli e Filmauro

Nell'ambito delle indagini, la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni presso le sedi della S.S.C. Bari, della S.S.C. Napoli e della Filmauro S.r.l., acquisendo documentazione ritenuta utile per ricostruire la gestione economica e societaria oggetto dell'inchiesta.

L'obiettivo degli investigatori è verificare la correttezza delle operazioni contestate e ricostruire i rapporti economici intercorsi tra le società coinvolte durante il periodo preso in esame.

Il paradosso del centenario del Napoli

L'inchiesta arriva in un momento particolarmente simbolico per la famiglia De Laurentiis. Proprio nella serata di ieri, infatti, il Napoli, fondato il 1° agosto 1926, ha ufficialmente aperto la vendita della nuova maglia celebrativa dedicata al centenario del club, avviando così le iniziative per ricordare i cento anni di storia della società partenopea.

Mentre a Napoli si guarda ai festeggiamenti per un traguardo storico, a Bari l'attenzione è invece interamente concentrata sulle indagini della magistratura, sulle conseguenze dell'inchiesta e sulle prospettive di una società che, nel giro di pochi anni, è passata dall'entusiasmo della rinascita, dopo il fallimento, al clima di forte tensione che oggi accompagna il futuro del club.

Autore Mauro Sartini
Categoria Sport
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