Una notte di festa si è trasformata in una tragedia senza precedenti nel rinomato resort sciistico svizzero di Crans-Montana. Nelle prime ore del 1 gennaio, un violento incendio ha devastato il bar “Le Constellation” durante una festa di Capodanno, provocando decine di vittime e circa 100 feriti, la maggior parte dei quali in condizioni gravi.
Le fiamme sono divampate intorno all’1:30 del mattino in un locale molto frequentato da giovani e adolescenti. In un primo momento si era parlato di un’esplosione, ma le autorità svizzere hanno chiarito che, allo stato attuale delle indagini, l’ipotesi più probabile è quella di un incidente e non di un atto doloso o addirittura terroristico.
Secondo fonti della polizia elvetica, il numero dei morti è indicato come “decine”, mentre il ministero degli Esteri italiano, citando informazioni ricevute dalle autorità svizzere, parla di circa 40 vittime. Le autorità locali hanno evitato di fornire cifre definitive, sottolineando la difficoltà di identificare i corpi, molti dei quali gravemente ustionati.
Testimoni oculari hanno descritto scene di puro caos. Video diffusi sui social mostrano ambulanze in fila e numerosi elicotteri impegnati nel trasporto dei feriti verso ospedali e centri specializzati in ustioni in diverse città svizzere.
Persone che si accalcano una sull'altra per uscire fino a creare un groviglio umano che fa da tappo e questi subumani qua fuori invece di aiutare riprendono con il cellulare. #Svizzera #CransMontana pic.twitter.com/xm8PMOhegi
— Karmateve (@karmiamoci) January 1, 2026
Secondo la testimonianza di due giovani francesi, presenti nel locale al momento dell’incendio, il rogo sarebbe partito dal piano interrato dopo che una bottiglia con una candela pirotecnica, usata per festeggiamenti, è stata avvicinata troppo al soffitto in legno. Le fiamme si sarebbero propagate in pochi istanti, raggiungendo rapidamente anche il piano terra e impedendo a molte persone di fuggire.
Altre ricostruzioni parlano dell’accensione di un piccolo fuoco d’artificio all’interno del bar, che avrebbe innescato l’incendio del soffitto. Le immagini mostrano persone in strada che corrono e urlano mentre il fuoco si estende all’edificio.
Le vittime e i feriti provengono da diversi Paesi. L’ambasciatore italiano in Svizzera ha confermato la presenza di numerosi stranieri tra gli avventori del locale, anche se al momento non è stata ufficializzata la nazionalità delle vittime.
Sarebbero 16 gli italiani al momento dispersi in seguito all'incendio e una quindicina quelli ricoverati in ospedale. Tre di loro hanno riportato "ustioni gravi" e saranno presto trasportati in Italia.
Molti feriti sono stati soccorsi in centri di triage improvvisati allestiti in un bar vicino e persino in una filiale bancaria. Alcuni avrebbero subito gravi shock termici passando dal calore estremo del locale all’aria gelida della notte.
I soccorritori, arrivati sul posto in pochi minuti, si sono trovati di fronte a una scena definita “drammatica e caotica” dalle autorità del Canton Vallese. Sono stati impiegate circa 40 ambulanze e 10 elicotteri.
Nelle ore successive, la zona attorno al locale è stata transennata e sono state installate tende forensi per le operazioni di identificazione. Alcuni ristoratori della zona hanno riferito che i soccorritori hanno chiesto lenzuola e tovaglie per coprire i corpi ed evitare che fossero visibili ai passanti.
Il procuratore locale ha annunciato l’apertura di un’inchiesta completa sull’accaduto. Il bar, secondo i registri ufficiali, sarebbe di proprietà di una coppia francese. Le autorità ribadiscono che, al momento, non vi sono elementi che facciano pensare a un attacco intenzionale.
Il presidente della Confederazione Svizzera, Guy Parmelin, ha espresso profondo shock e cordoglio, sottolineando come “un momento di gioia si sia trasformato in lutto per l’intero Paese”. Messaggi di condoglianze sono arrivati anche da diversi governi stranieri.
Mentre proseguono le indagini e il difficile lavoro di identificazione delle vittime, Crans-Montana si è svegliata in un silenzio irreale, segnato da fiori, lacrime e domande senza risposta. Una tragedia che lascia una ferita profonda non solo nella comunità locale, ma ben oltre i confini svizzeri.


