Influenza e Covid: l’inverno che ci aspetta rischia di travolgere il Servizio Sanitario Nazionale
Nell’emisfero australe, dove ora è inverno, i ricoveri per influenza sono aumentati del 50% rispetto allo scorso anno. Se lo stesso scenario si ripetesse in Italia, il nostro sistema ospedaliero, già fragile, rischierebbe di andare in tilt.
Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, il problema non riguarda solo l’aumento dei casi, ma anche la natura dei virus in circolazione: due varianti influenzali particolarmente aggressive, A/H3N2 e B/Victoria, che mostrano capacità di diffusione elevata e di eludere in parte le difese immunitarie. A questo si aggiunge il ruolo di altri virus respiratori — come parainfluenzali, adenovirus e soprattutto il virus respiratorio sinciziale — che colpiscono bambini piccoli, anziani e adulti fragili con sintomi anche severi.
Non basta: anche il Covid torna a farsi sentire. La variante LP.8.1, soprannominata Stratus, sta mostrando una capacità preoccupante di sfuggire all’immunità pregressa. Nei giovani sani può sembrare una banale raucedine, ma negli anziani e nei fragili provoca forme severe. Pregliasco ribadisce la necessità assoluta dei richiami vaccinali sia contro l’influenza sia contro il Covid.
Qui arriva il vero punto debole: i numeri. Il Ministero della Salute ha appena reso noto che solo il 52% degli over 65 si è vaccinato contro l’influenza nell’ultima stagione, un calo rispetto all’anno precedente. L’obiettivo minimo fissato è il 75%, quello ottimale il 95%. Tra la popolazione generale va ancora peggio: appena il 19% di vaccinati.
Mario Guarino, vicepresidente Simeu (Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza), è lapidario:
“In Italia gli over 65 sono 15 milioni. La metà di loro non vaccinata è un numero enorme. Con questi dati il virus influenzale avrà un’ampia diffusione.”
Il presidente nazionale Simeu, Alessandro Riccardi, parla senza mezzi termini di “emergenza inverno”, prevedendo la stagione peggiore degli ultimi vent’anni, nonostante la definizione di emergenza sia impropria per eventi del tutto prevedibili.
Fabio De Iaco, past-president Simeu, rincara la dose:
“Tra pochi mesi vedremo ambulanze in fila davanti ai pronto soccorso, ospedali sovraffollati e professionisti stremati. Succede ogni anno, ma questa volta rischiamo record negativi mai visti prima. L’unica via d’uscita è la vaccinazione.”
Simeu lancia un allarme netto: senza una massiccia campagna vaccinale, l’Italia si troverà a fronteggiare non solo più malati ma anche ritardi gravi nelle cure di chi arriva in ospedale per altre emergenze.
Due i concetti chiave che i cittadini devono capire:
- La vaccinazione è l’unico vero scudo individuale per anziani e fragili.
- Una copertura ampia è l’unica arma collettiva per evitare il collasso degli ospedali.
Il messaggio finale è semplice e diretto: vaccinarsi subito, vaccinare i propri familiari fragili o anziani, sia contro l’influenza che contro il Covid.
Alle istituzioni, Simeu chiede uno sforzo straordinario di comunicazione e responsabilità: diffondere informazioni chiare, corrette e tempestive per convincere una popolazione ancora troppo scettica o distratta.
La conclusione dei medici d’emergenza è amara ma realistica: il rischio di una nuova crisi del Servizio Sanitario Nazionale non è un’ipotesi remota, è una certezza se non si agirà subito.