Scienza e Tecnologia

Umidità, stress termico e crescita dei bambini nel Sud dell'Asia

 Il caldo estremo è da tempo riconosciuto come un rischio sanitario. Ma un nuovo studio evidenzia un aspetto a cui spesso spesso non viene dato rilievo: l’umidità. In un lavoro recente su Bangladesh, India e Nepal, ricercatrici e ricercatori mostrano che considerare caldo + umidità (non solo la temperatura) cambia drasticamente la stima degli impatti sulla salute dei bambini: l’effetto negativo del caldo sulle donne in gravidanza risulta molto più grande quando si usa un indicatore di stress termico che includa l’umidità.

Il punto chiave: non basta guardare i gradi °C
Il corpo umano si raffredda soprattutto evaporando sudore. Se l’aria è già carica di vapore acqueo, l’evaporazione rallenta e la dissipazione del calore diventa più difficile: lo stress termico può aumentare anche a temperature “non record”. Per questo, in ambito di salute e sicurezza si usano metriche come la Wet-Bulb Globe Temperature (WBGT), che combina temperatura, umidità, vento, irraggiamento solare e copertura nuvolosa.

Nella ricerca nel Sud dell'Asia, la differenza è sostanziale: tenere conto dell’umidità rende l’associazione tra esposizione prenatale a condizioni estreme e peggiori esiti di crescita infantile circa quattro volte più grande rispetto a un’analisi basata solo sulla temperatura.

Cosa è stato analizzato (e perché lo studio è credibile)
Gli autori collegano:

  • dati sanitari e demografici (survey DHS) su circa 200.000 bambini sotto i 5 anni in Bangladesh, India e Nepal,
  • con dati meteo giornalieri ad alta risoluzione,
  • per stimare quante giornate “estreme” siano ricadute nel periodo prenatale (e in quali trimestri), e come questo si associ alla statura per età (HAZ, height-for-age z-score), un indicatore standard di malnutrizione cronica e crescita compromessa (“stunting”).

Per isolare l’effetto del meteo da mille altri fattori (povertà, stagionalità, differenze locali di dieta o servizi), il disegno statistico confronta bambini nati nello stesso contesto locale e nello stesso mese, ma in anni leggermente diversi: così la variabilità meteo di breve periodo diventa una sorta di “esperimento naturale”.

Risultati: l’umidità amplifica l’impatto sullo sviluppo
Nel manoscritto tecnico (PDF) gli autori riportano che:

  • un aumento (di una deviazione standard) delle giornate caldo-umide nel terzo trimestre è associato a una riduzione della statura per età di circa 3,7%,
  • mentre un aumento comparabile di giornate “solo calde” (temperatura) è associato a circa 1,3%.

Il comunicato dell’Università che presenta lo studio evidenzia anche un messaggio pratico importante: i periodi più critici sembrano essere molto presto (anche intorno all’inizio della gravidanza) e molto tardi (verso il termine), quando cambiano vulnerabilità e meccanismi (sensibilità del feto vs suscettibilità materna allo stress termico). 

Le soglie “estreme” usate nello studio
Per rendere confrontabili “caldo” e “caldo-umido”, lo studio usa soglie che si verificano con frequenza simile nella regione:

  • Tmax > 35°C per il caldo “solo temperatura”
  • WBGTmax > 29°C per il caldo-umido (The Current)
  • Proiezioni al 2050: milioni di bambini in più a rischio di stunting

È la parte che ha acceso il dibattito: combinando gli effetti stimati con proiezioni climatiche, gli autori concludono che ignorare l’umidità può portare a sottostimare pesantemente il peso sanitario del riscaldamento.

Nel PDF tecnico si stima che l’aumento di caldo-umido potrebbe portare a oltre 2,2 milioni di bambini in più in condizione di stunting entro il 2050 (scenario di alte emissioni), contro circa 500.000 se si usa un modello basato solo sulla temperatura: un ordine di grandezza circa quadruplo.

Nel comunicato UCSB, riferito al paper pubblicato, la stima riportata per l’area di studio arriva a ~3,5 milioni (stesso orizzonte e scenario). Le differenze tra cifre (2,2 vs 3,5 milioni) sono verosimilmente legate a versioni del modello/assunzioni e al modo in cui viene presentato lo scenario; il messaggio centrale rimane: l’umidità cambia la scala del problema. 


Perché questo conta (molto) nel Sud dell'Asia
Il Sud Asia è uno dei principali epicentri globali della malnutrizione cronica infantile: UNICEF stima che la regione ospiti quasi 54 milioni di bambini con stunting (oltre un terzo del totale mondiale).
In parallelo, l’IPCC documenta che frequenza e intensità degli estremi di caldo sono aumentate e continueranno ad aumentare con ulteriore riscaldamento globale.

In altre parole: un rischio sanitario già enorme si sovrappone a un pericolo climatico in crescita, e le aree più umide (coste, valli fluviali) sono anche spesso le più densamente popolate. 

Implicazioni pratiche: misurare meglio, proteggere prima
Due conseguenze immediate emergono con forza:

  • Sorveglianza e allerte basate su stress termico, non solo temperatura.
  • Se il rischio biologico dipende anche da umidità, sole e vento, allora strumenti come WBGT dovrebbero entrare più stabilmente in sistemi di allerta, piani sanitari e linee guida operative (lavoro, scuole, cliniche). (National Weather Service)


Protezione mirata per la gravidanza (anche nelle fasi precoci)

Le autorità sanitarie sottolineano che la gravidanza aumenta la vulnerabilità a disidratazione e malattie da calore; ridurre esposizione nelle ondate di caldo-umido (idratazione, pause, ambienti più freschi) è una misura “banale” ma ad alto impatto, soprattutto dove l’accesso a raffrescamento è limitato. (CDC)


Limiti da tenere a mente (e perché non “smontano” il risultato)
Gli stessi autori riconoscono limiti tipici degli studi su grandi survey: date di nascita non sempre granulari, durata della gestazione non osservata perfettamente, e difficoltà nel misurare alcuni canali (per esempio la quota di parti pretermine). Ma riportano test di robustezza su soglie alternative e controlli aggiuntivi: il risultato qualitativo resta stabile. (The Current)

 

Fonti
Rapporto / manoscritto completo (PDF): Does humidity matter? Prenatal heat and child health in South Asia (McMahon et al.)
Comunicato di sintesi (UCSB): Hot, humid conditions during pregnancy undermine child health much more than heat alone
Approfondimento divulgativo: Hot, humid weather during pregnancy poses far greater risks to child health than heat alone

Autore Sandro Alioto
Categoria Scienza e Tecnologia
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