I cannoni a microonde ad altissima potenza capaci di generare una cupola elettromagnetica invisibile sono pronti al dispiegamento militare.
Questa rivoluzionaria tecnologia supera definitivamente i limiti dei tradizionali sistemi di difesa, offrendo uno scudo istantaneo in grado di fondere i circuiti di qualsiasi minaccia robotica al solo costo dell'energia elettrica.
Una singola onda invisibile spegne l'attacco e mette in sicurezza l'area in un millisecondo. Nelle guerre moderne il pericolo maggiore è rappresentato dagli sciami di droni economici che viaggiano in massa per mandare in crisi le difese e finora i militari dovevano usare costosi missili da milioni di dollari per abbattere robot da pochi spiccioli.
Si tratta del sistema d'arma Leonidas, capace di generare la cupola protettiva. E' stato progettato, sviluppato e prodotto da Epirus, una compagnia tecnologica privata americana specializzata in sistemi di difesa a energia diretta.
Per la sua installazione su veicoli militari da combattimento terrestri e robotici, Epirus lavora in partnership con il colosso della difesa General Dynamics Land Systems (GDLS).
Parallelamente a Leonidas, le forze armate USA possiedono progetti simili nati nei laboratori militari, come il sistema THOR (Tactical High-power Operational Responder) sviluppato direttamente dalla Air Force Research Laboratory (AFRL).
La nuova tecnologia inverte questo squilibrio economico emettendo un fascio di energia concentrata che satura lo spazio circostante come una gigantesca cupola protettiva. Quando i droni penetrano in questo perimetro invisibile i loro chip di silicio subiscono un sovraccarico devastante che spegne i motori e li fa precipitare a terra come mosche inerti, salvaguardando le vite umane senza sparare un solo proiettile.
La transizione verso i sistemi d'arma a energia diretta basati su array di nitruro di gallio ad alta densità di potenza rappresenta un cambio di paradigma radicale rispetto alla cinetica d'intercettazione tradizionale.
Nel contesto della difesa a corto raggio contro minacce asimmetriche e sciami di droni a navigazione autonoma, il sistema opera mediante l'emissione di impulsi di microonde ad alta potenza a frequenza variabile. L'architettura software-defined consente la modulazione del fascio per focalizzare l'energia su un singolo vettore distante o per espandere il lobo di radiazione creando un campo di interdizione volumetrico.
A differenza dei sistemi di disturbo a radiofrequenza che agiscono sui protocolli di comunicazione, l'accoppiamento elettromagnetico dell'impulso con le tracce circuitali dei bersagli genera correnti parassite indotte che superano la tensione di breakdown dei semiconduttori, causando la distruzione termica e dielettrica irreversibile dei componenti logici di bordo, indipendentemente dal livello di schermatura o dall'autonomia della guida inerziale.
La corsa agli armamenti HPM è globale e vede coinvolte le superpotenze mondiali, impegnate a creare scudi elettronici sia terrestri che spaziali:
- Cina: È la nazione più aggressiva in questo settore insieme agli Stati Uniti. Gli scienziati del Northwest Institute of Nuclear Technology (NINT) e colossi statali come la China North Industries Group Corporation hanno già presentato e testato sistemi HPM avanzatissimi (come i sistemi mobili Hurricane 2000 e Hurricane 3000), progettati per la difesa delle città contro sciami di droni e per neutralizzare i satelliti nemici in orbita bassa.
- Russia: Possiede programmi storici di ricerca sulle armi a radiofrequenza ed è attivamente al lavoro per integrare generatori di impulsi elettromagnetici a microonde (sfruttando motori Stirling ad alta efficienza) sia per la difesa aerea a corto raggio sia per operazioni di guerra spaziale.
- Regno Unito e altri alleati NATO: Nel contesto dei programmi di difesa dell'Unione Europea e della NATO, l'Italia coordina ufficialmente lo sviluppo di un effettore modulare basato su armi a energia diretta (DEW). Questo progetto punta a creare un sistema d'arma energetico scalabile che possa essere installato su qualsiasi tipo di piattaforma mobile terrestre o navale dell'Esercito e della Marina.
Secondo i report macroeconomici del settore per il 2026, l'Italia - grazie a Leonardo - detiene una quota di circa l'8,5% dell'intero mercato europeo dei componenti e delle sorgenti a microonde ad alta potenza (HPM), posizionandosi subito dietro a giganti come Francia e Regno Unito.
L'Aeronautica Militare Italiana e l'Esercito hanno già avviato da anni programmi di studio e sperimentazione di dispositivi sia laser che a microonde da integrare nei sistemi nazionali di difesa aerea ravvicinata (Shorad e C-UAS) per la protezione delle basi. Le forze armate italiane valutano queste armi non cinetiche come uno strato intermedio fondamentale: le microonde servono a fare pulizia di massa bloccando l'elettronica degli sciami prima che si avvicinino, lasciando ai sistemi tradizionali il compito di abbattere eventuali minacce singole residue. (link)

