Il nuovo capitolo discografico di Ditonellapiaga arriva accompagnato da un doppio livellodi attenzione: quello giuridico e quello artistico. Il Tribunale di Roma ha, infatti, stabilito che il titolo "Miss Italia" può essere utilizzato senza violare il marchio dello storico concorso di bellezza Miss Italia, riconoscendo nell’operazione un legittimo esercizio della libertà d’espressione. Una decisione che libera il campo da polemiche e consente all’artista di concentrare l’attenzione sul cuore del progetto: la musica.
Uscito il 10 aprile per BMG/Dischi Belli, "Miss Italia" rappresenta il terzo album in studio della cantautrice romana e arriva dopo la forte esposizione mediatica seguita alla sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026. Il disco si inserisce in continuità con quanto già costruito in "Flash" (2024), rafforzandone l’identità sonora: un elettropop raffinato, ricco di dettagli produttivi e sostenuto da linee vocali dinamiche e mai banali.
Dal punto di vista musicale, il lavoro convince. Le produzioni sono curate, stratificate, capaci di restituire un immaginario coerente e contemporaneo. Ditonellapiaga dimostra, ancora una volta, di avere un gusto preciso nella costruzione delle atmosfere, riuscendo a muoversi tra suggestioni pop, elettroniche e incursioni più ibride, come nell’r’n’b contaminato di "Bibidi bobidi bu" o nelle sfumature trip-hop di "Hollywood", uno dei momenti più riusciti dell’album, che richiama certe atmosfere care a Lana Del Rey.
Se la forma funziona, però, il contenuto lascia qualche perplessità. I testi appaiono spesso ancorati ad un immaginario che sembra guardare al passato recente più che al presente. Già in "Che Fastidio!" emergevano riferimenti a “tronisti” e “giornalisti perbenisti”, elementi che evocano un contesto culturale ormai superato. Questa sensazione si ripresenta in più punti del disco: dalla title track, che richiama una figura di Miss Italia ormai distante dalla cultura pop contemporanea, fino a "Tropicana Hotline", dove il racconto del chiacchiericcio online sembra fermo agli albori del web.

Il risultato è un contrasto evidente: da un lato, una produzione musicale moderna e ben costruita, dall’altro, una scrittura che fatica a restituire la stessa freschezza. Non mancano, comunque, momenti in cui le due dimensioni si incontrano con efficacia, dimostrando il potenziale dell’artista quando riesce a far dialogare forma e contenuto.
"Miss Italia" resta così un lavoro in equilibrio, un compromesso consapevole tra passato e presente, tra nostalgia e contemporaneità. Un “camouflage”, per citare il debutto, che torna come cifra stilistica: un modo di tenere insieme pubblici diversi, mascherando le contraddizioni sotto una superficie sonora elegante e accattivante.


