Si sapeva che… e quindi?
Un paio di considerazioni su quanto è accaduto sabato a Torino.
Partiamo da quel… si sapeva che, cosa che ho sentito ripetere spesso. Così come ho letto e sentito diverse persone, a tutti i livelli, sostenere che, visto che si sapeva quel che sarebbe accaduto, meglio evitare di partecipare a certe manifestazioni. Anzi, una sorta di complicità o affiancamento, è stata adombrata da esponenti del governo.
Migliaia, o decine di migliaia, di cittadini hanno tutto il diritto, in democrazia, di manifestare il loro pensiero, qualunque sia, purché lo facciano pacificamente e seguendo regole e autorizzazioni.
Poco o niente conta il fatto che si condividano o meno le loro motivazioni; non gli si può dire che siccome si temono violenze devono evitare di farlo. Sarebbe come dire di non andare allo stadio perché ci sono gli ultrà, non prendere la metro perché ci sono i borseggiatori e via di seguito.
Sarebbe una vergognosa resa ai violenti, e alla illegalità, da parte di uno Stato a cui fa capo il dovere di proteggere e garantire la sicurezza di chi esercita un suo preciso diritto.
E qui veniamo appunto allo Stato che, visto che si sapeva, cosa ha fatto? Ha disposto migliaia di poliziotti a scortare il corteo e a presidiare tutti gli accessi laterali. Bene. Come è potuto accadere allora che nessuno si accorgesse di centinaia di persone, tutti vestiti di nero, con cappucci e caschi, mazze e maschere anti-gas, e pesanti zaini, potessero liberamente raggrupparsi in formazioni para-militari, estremamente visibili e identificabili, per poi inserirsi nel corteo?
C’erano anche elicotteri che volteggiavano per controllare la situazione; visto nulla? Neanche una vistosa macchia nera tra i coloratissimi manifestanti? Perché nessuno tra chi poteva, visto che si sapeva, ha dato l’ordine di isolarli per tempo, anche con i blindati, e arrestarli in flagranza di reato.
Perché non si va certamente a un corteo con uno zaino pieno di bombe carta. Invece sono stati lasciati tutti, civili e poliziotti, esposti a una inaudita, evitabile e cieca violenza. C’è qualcuno che si assuma uno straccio di responsabilità per questo o ci arrendiamo alla ineluttibilità di certi eventi, più che previsti.
Infine in molti si interrogano su chi siano, e perché agiscano così, queste squadracce, limitandosi a strumentalizzazioni a fini politici, mentre se magari fermati, e interrogati, forse qualcosa in più, di certo, lo si saprebbe!