Il nuovo accordo commerciale tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti, firmato domenica in Scozia, ha scatenato una bufera politica tra i leader europei. Mentre alcuni governi esultano per aver evitato una guerra commerciale, la Francia denuncia una capitolazione davanti alle minacce tariffarie di Donald Trump. Il primo ministro francese François Bayrou ha definito l'intesa una "giornata nera" per l'Unione, accusando Bruxelles di essersi piegata ai ricatti di Washington.

"È un giorno buio quando un'alleanza di popoli liberi, unita da valori comuni, si rassegna alla sottomissione", ha scritto Bayrou su, questo lunedì.


L'Accordo: Cosa Prevede?

L'intesa prevede l'imposizione di dazi del 15% sulla quasi totalità delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti, incluse le automobili. Si tratta di un aumento netto rispetto all'attuale tariffa media del 4,8%, ma ha il vantaggio – se così si può chiamare – di evitare l'implementazione di tariffe punitive del 30% che Trump aveva minacciato di introdurre entro il 1 agosto.

La Commissione Europea, per bocca del commissario al Commercio Maros Sefcovic, ha presentato il compromesso come un "passo avanti" per scongiurare una guerra commerciale. Germania e Italia si sono allineate: il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di un modo per "evitare un'escalation inutile", mentre la premier Giorgia Meloni ha sottolineato i "rischi devastanti" che un'escalation avrebbe comportato per l'economia europea.


La Francia rompe il fronte comune

Ma Parigi non ci sta. L'assenza di commenti del presidente Emmanuel Macron e l'intervento frontale di ministri chiave come Benjamin Haddad, ministro per i rapporti con l'Europa, e Laurent Saint-Martin, ministro per il Commercio estero, segnalano una profonda frattura politica. Haddad ha chiesto l'attivazione dello "strumento anti-coercizione" dell'UE per rispondere a quella che definisce una resa. Saint-Martin è stato ancora più esplicito:

"Trump capisce solo la forza", ha dichiarato alla radio France Inter. "Avremmo dovuto reagire subito, mostrando la nostra capacità di ritorsione. L'accordo avrebbe potuto avere un aspetto molto diverso".

Le Concessioni: Chi Vince e Chi Perde?

L'accordo non è uniforme: prevede esenzioni per settori strategici come la componentistica aeronautica, alcuni prodotti chimici, attrezzature per semiconduttori e una manciata di prodotti agricoli (ad esempio il sughero!). L'industria farmaceutica europea, vitale per paesi come Germania, Irlanda e Belgio, è riuscita a ottenere una moratoria sui dazi, almeno finché non sarà conclusa un'indagine americana sulla sicurezza nazionale in ambito farmaceutico. Anche in caso di futuri dazi, Trump ha promesso un tetto massimo del 15%.

Ma non tutto è stato risolto: acciaio, vini e alcolici europei restano sotto la minaccia di tariffe più elevate (fino al 50% per l'acciaio), mentre sulle importazioni agricole USA si attende un elenco finale di prodotti esenti, in gran parte inesistenti nella produzione europea (tra cui frutta secca, alcuni pesci lavorati, latticini e cibo per animali).


Mercati in subbuglio

Lunedì i mercati azionari europei hanno inizialmente reagito positivamente alla notizia, con l'indice Stoxx 600 ai massimi da marzo, ma l'entusiasmo è svanito dopo le dure dichiarazioni francesi. L'euro ha perso quasi l'1% contro il dollaro, segnale che gli investitori temono un'Europa divisa e debole nel fronteggiare Trump.


Un Successo per Trump?

Gli analisti non hanno dubbi: Trump ha ottenuto ciò che voleva. Berenberg Bank ha dichiarato che l'accordo "mette fine a una paralisi dannosa", ma ha definito il risultato "peggiore dello status quo prima dell'inizio della guerra commerciale". L'UE ha concesso troppo, e l'intesa è chiaramente sbilanciata.

"Il risultato è asimmetrico. Gli Stati Uniti aumentano drasticamente i dazi sulle importazioni UE, e ottengono ulteriori concessioni. Per Trump è una vittoria", ha scritto l'economista Holger Schmieding. Anche UniCredit ha fatto eco a questo giudizio, definendo l'accordo "pesantemente squilibrato".


Al di là delle dichiarazioni ufficiali e dell'apparente tregua commerciale, l'accordo tra l'UE e Trump apre una stagione di tensione interna a Bruxelles. La Francia, tradizionalmente co-leader dell'Europa insieme alla Germania, sembra pronta a giocare una partita diversa, meno conciliatoria. Se altri Stati membri seguiranno Parigi, il fragile equilibrio raggiunto in Scozia potrebbe saltare prima ancora di diventare legge.

Nel frattempo, Trump – con la sua politica di forza – si porta a casa un altro punto a favore, dimostrando ancora una volta che il suo approccio muscolare trova terreno fertile anche nel cuore dell'Europa.



Fonte: The Guardian