Si sono incrinati gli equilibri tra gli alleati occidentali
Finalmente si è verificata una svolta importante, la Francia, la Gran Bretagna, l’Australia e il Canada hanno dichiarato pubblicamente che riconosceranno lo Stato della Palestina durante l’assemblea dell’ONU che si terrà in settembre a New York. Ma non saranno soli anche Andorra, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Malta, San Marino (onore al merito).
Prima del 2025 i Paesi membri delle Nazioni Unite che avevano riconosciuto lo Stato di Palestina erano 147 su 193, tra coloro che sono contrari figurano Stati Uniti, Italia, Germania, Giappone e Corea del Sud, in particolare gli USA hanno usato il loro veto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu su una risoluzione che avrebbe aperto la strada alla piena adesione della Palestina alle Nazioni Unite. La Francia, il Regno Unito e poi il Canada sono stati i primi Paesi del G7 a riconoscere lo Stato di Palestina. Anche il Vaticano lo riconosce ma stranamente non parla di genocidio. Ho una grande nostalgia di Papa Francesco!
La tragica situazione che si è creata nella Striscia di Gaza è stato il risultato di una decisione unilaterale imposta dai Paesi colonialisti occidentali a un popolo al quale veniva sottratto non solo una parte consistente del suo territorio ma non gli veniva neanche riconosciuta alcuna giurisdizione sull’area residua.
Mentre nel ‘900 i paesi europei ignorarono lo sterminio degli armeni, degli ebrei, delle popolazioni nomadi, dei malati di mente e dei disabili, dei dissidenti, dei "desaparesidos", le pulizie etniche nei Balcani, gli stermini in Africa e in Sud America e...... oggi stanno commettendo lo stesso errore: lasciano che un altro popolo venga decimato e deportato. Non possiamo più voltarci dall'altra parte, tollerare o peggio giustificare.
I piccoli velieri carichi di “umanità”, di cibo e medicinali che stanno avvicinandosi a Gaza sono riusciti a dare un impulso alle coscienze della gente comune che è scesa nelle piazze di tutto il mondo a testimoniare la loro solidarietà ad un popolo indifeso e la volontà di “fermare tutto” se i governi non fanno cessare quella crudele mattanza.
Tutti noi siamo chiamati a porci dinanzi alle nostre coscienze e valutare con onestà morale ed intellettuale che valore rivestono nelle nostre esistenze come singoli e come comunità la libertà, il rispetto della vita e della dignità di ogni essere umano a prescindere dalla religione, censo, istruzione, età, colore della pelle, mentalità, lingua ma, non solo, il rispetto per la natura e tutte le sue creature e questo per non perdere la nostra umanità.
Anche se non vogliamo ammetterlo, siamo testimoni di eventi tragici che non si sono verificati casualmente, abbiamo anche noi tutti delle responsabilità morali per non essere stati vigili e presenti nello svolgimento di questi eventi. Siamo chiamati a testimoniare la verità e combattere per la giustizia - per quel poco che possiamo fare - altrimenti diverremo complici di quei crimini per scelta.