Un uomo di 39 anni ha aperto il fuoco da un'automobile attraversando diversi quartieri di Trappes e La Verrière. Tra i feriti una bambina di 12 anni colpita da numerosi proiettili. L'aggressore è stato arrestato. La procura antiterrorismo indaga su un possibile attacco motivato dall'odio razziale e religioso. La politica francese si divide sulle responsabilità del clima di intolleranza.
Una mattinata di terrore nella periferia occidentale di Parigi, dove un uomo armato ha seminato morte e panico sparando indiscriminatamente contro le persone incontrate lungo il proprio percorso. È accaduto venerdì 23 ottobre, intorno alle 10.30, nei comuni di Trappes e La Verrière, nel dipartimento delle Yvelines. In meno di un quarto d'ora, l'aggressore ha attraversato diversi quartieri a bordo di un'automobile, aprendo ripetutamente il fuoco contro i passanti.
Il bilancio iniziale, confermato dalle autorità francesi, è di un uomo di 26 anni ucciso e almeno quattro persone ferite, tra le quali una bambina di appena 12 anni, raggiunta da numerosi colpi di arma da fuoco e trasportata d'urgenza all'ospedale Necker di Parigi. Secondo quanto riferito dal sindaco di La Verrière, Nicolas Dainville, la bambina sarebbe stata colpita da otto proiettili, ma le sue condizioni risultavano stabilizzate nel pomeriggio. Le notizie sul numero complessivo dei feriti e sulla loro gravità non sono ancora del tutto concordanti.
Quindici minuti di terrore tra le strade della periferia
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo viaggiava a bordo di una Renault Clio grigia e sparava dall'abitacolo contro persone e luoghi pubblici. Le raffiche hanno raggiunto una stazione di servizio, un centro sanitario, un'area giochi e alcuni veicoli parcheggiati o in transito.
Il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, ha descritto l'aggressione come un tentativo di provocare una strage. Il comportamento dell'uomo, apparentemente diretto contro persone incontrate lungo la strada, ha fatto temere un bilancio molto più pesante.
La sequenza degli attacchi si è conclusa nella vicina Coignières, dove gli agenti della brigata anticriminalità sono riusciti a intercettare e arrestare il sospettato.
Nel veicolo è stato rinvenuto un mitra, descritto da alcune fonti investigative come un'arma risalente alla Seconda guerra mondiale, insieme a bombolette lacrimogene e guanti. Gli investigatori stanno ricostruendo il percorso dell'automobile e analizzando ogni episodio per comprendere se le vittime siano state scelte casualmente oppure individuate in base a caratteristiche precise.
Chi è il sospettato: 39 anni, precedenti penali ma nessuna segnalazione dell'intelligence
L'uomo fermato è un francese di 39 anni, identificato dalla stampa come Kevin T., residente a Plaisir, sempre nel dipartimento delle Yvelines.
Secondo il casellario giudiziario, riporta tredici precedenti per reati comuni, tra cui furti, consumo di stupefacenti e guida in stato di ebbrezza. L'ultimo episodio risalirebbe al 2013. Il sospettato era dunque conosciuto dalle forze dell'ordine, ma non risultava segnalato ai servizi di intelligence territoriale per attività estremiste o minacce alla sicurezza nazionale.
Nella sua abitazione sono state avviate perquisizioni con la partecipazione degli artificieri e delle unità specializzate del RAID, il reparto d'élite della polizia francese. Gli investigatori cercano armi, materiale ideologico, documenti e dispositivi elettronici che possano chiarire la preparazione dell'attacco e le intenzioni dell'autore.
L'assenza di precedenti legati al terrorismo non esclude un movente ideologico, ma rende particolarmente importante l'esame delle comunicazioni personali, delle frequentazioni e degli eventuali contenuti diffusi in rete.
La procura antiterrorismo indaga sul movente razzista e islamofobo
L'elemento più inquietante della vicenda riguarda la possibile motivazione dell'aggressione. La Procura nazionale antiterrorismo francese (PNAT) ha assunto la direzione delle indagini, ipotizzando i reati di omicidio e tentato omicidio in relazione a un'impresa terroristica, aggravati dalla possibile scelta delle vittime per la loro appartenenza reale o presunta a un determinato gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso.
L'inchiesta comprende anche il possesso di un'arma da guerra e l'ipotesi di associazione terroristica finalizzata alla preparazione di delitti contro le persone. A condurre gli accertamenti sono la sottodirezione antiterrorismo della polizia, la Direzione generale della sicurezza interna e la polizia giudiziaria.
Secondo il sindaco di Trappes, l'uomo ucciso era di origine africana, mentre almeno uno dei feriti più gravi sarebbe di origine nordafricana. Una circostanza che ha portato gli inquirenti a valutare la possibilità di un'aggressione fondata sull'odio verso persone percepite come straniere o musulmane.
La procura ha tuttavia invitato alla prudenza. Le origini delle vittime, da sole, non dimostrano una selezione intenzionale, e gli investigatori devono ancora stabilire se esistano elementi concreti a sostegno di un movente razzista o islamofobo.
Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez, arrivato sul luogo della strage, ha parlato esplicitamente di un «crimine terroristico», senza però attribuire all'aggressore una motivazione ideologica definitiva. Al momento non risultano rivendicazioni.
La strage scuote la Francia, la politica si divide sul razzismo
L'attacco ha provocato una reazione immediata nel mondo politico francese, in un Paese già attraversato da forti tensioni sociali e da un confronto sempre più aspro sui temi dell'immigrazione, della sicurezza e dell'identità nazionale.
Marine Le Pen, esponente del Rassemblement national, ha condannato quello che ha definito un atto barbaro, chiedendo che le motivazioni siano accertate e i responsabili severamente puniti. Sulla stessa linea Bruno Retailleau, ex ministro dell'Interno e candidato dei Repubblicani, che ha parlato di una violenza terrificante, esprimendo solidarietà alle vittime e riconoscenza agli agenti intervenuti.
Edouard Philippe, leader di Horizons, ha richiamato la necessità di combattere il terrorismo con assoluta determinazione.
Più esplicita la posizione di Gabriel Attal, esponente di Renaissance, secondo il quale l'eventuale conferma di una selezione delle vittime in base al colore della pelle trasformerebbe l'attacco nell'espressione di una barbarie razzista. Attal ha denunciato la capacità dell'odio di uccidere e dividere la società francese.
Jean-Luc Mélenchon, leader di La France insoumise, ha invece sottolineato direttamente il carattere mortale del razzismo, invitando tutti i cittadini a riconoscersi nella comune indignazione di fronte a un crimine di questa gravità.
Raphaël Glucksmann, candidato sostenuto dal Partito socialista e da Place publique, ha richiamato la necessità di difendere i valori repubblicani contro la violenza e l'intolleranza.
Ancora più dura Marine Tondelier, leader degli Ecologisti, che ha collegato l'aggressione al progressivo sdoganamento dei discorsi razzisti nel dibattito pubblico francese. Secondo Tondelier, alcuni responsabili politici hanno deliberatamente alimentato la paura degli stranieri, trasformando intere comunità in capri espiatori e contribuendo a rendere socialmente più accettabili parole e atteggiamenti discriminatori.
Anche Fabien Roussel, del Partito comunista francese, ha puntato il dito contro l'odio propagato dall'estrema destra, esprimendo rabbia per quanto accaduto.
Il problema dell'odio razziale e della violenza politica
L'ipotesi che un uomo possa aver attraversato le strade di una città francese sparando contro persone identificate per il loro aspetto o per la loro presunta appartenenza religiosa apre un interrogativo che va oltre la responsabilità penale del singolo aggressore.
Se il movente razzista dovesse essere confermato, non ci troveremmo soltanto di fronte a un gravissimo episodio di violenza armata, ma a un attacco diretto contro il principio fondamentale dell'uguaglianza dei cittadini, indipendentemente dall'origine, dal colore della pelle e dalla religione.
È anche per questo che la scelta della Procura nazionale antiterrorismo di assumere le indagini ha un significato importante. La definizione giuridica di terrorismo non dipende necessariamente dall'appartenenza a un'organizzazione strutturata o dall'adesione a un movimento religioso estremista. Anche la violenza ispirata da ideologie razziste o suprematiste può assumere carattere terroristico quando ricorrono i requisiti previsti dalla legge, compreso l'obiettivo di intimidire o terrorizzare la popolazione.
L'inchiesta dovrà soprattutto chiarire se l'aggressore abbia agito sulla base di un progetto ideologico, se abbia scelto deliberatamente le vittime e se abbia avuto contatti con ambienti estremisti.
Le dichiarazioni pubbliche di condanna, provenienti da quasi tutti gli schieramenti, non cancellano inoltre una questione politica più ampia: la responsabilità di chi contribuisce a normalizzare la rappresentazione degli immigrati e delle minoranze come una minaccia collettiva.
Non esiste, allo stato attuale, alcun elemento accertato che consenta di attribuire direttamente questo attacco a una specifica organizzazione o corrente politica. Ma l'eventuale conferma del movente razzista renderebbe inevitabile una riflessione sul rapporto tra radicalizzazione individuale, propaganda dell'odio e violenza.
Le indagini dovranno accertare se le vittime siano state scelte per la loro origine
Per gli investigatori francesi la priorità è ora ricostruire minuto per minuto la sequenza delle sparatorie, accertare la provenienza dell'arma e individuare le eventuali tracce di preparazione dell'attacco.
Un ruolo decisivo avranno le dichiarazioni del sospettato, attualmente sottoposto a fermo di polizia, e l'analisi del materiale sequestrato durante le perquisizioni.
Resta soprattutto da rispondere alla domanda centrale: perché quell'uomo ha deciso di percorrere le strade di Trappes e La Verrière sparando contro persone che apparentemente non conosceva?
La risposta determinerà non soltanto l'esatta qualificazione penale dei fatti, ma anche il significato di una violenza che ha sconvolto la Francia. Una cosa, però, è già certa: in pochi minuti un uomo è stato ucciso, una bambina è finita in ospedale e altri cittadini sono stati colpiti mentre svolgevano le normali attività quotidiane.
Se sarà dimostrato che a guidare quella mano è stato l'odio verso una diversa origine o religione, la strage costituirà un'ulteriore, drammatica dimostrazione di come il razzismo possa trasformarsi da ideologia di esclusione in violenza omicida.


