Madame — DISINCANTO | Recensione Singolo
Tre anni. Tre anni di silenzio, di domande senza risposta, di un'artista che si è chiusa nel proprio mondo interiore fino quasi a sparire. E poi, senza troppi annunci, senza il circo mediatico che spesso precede i grandi ritorni, il 13 marzo è uscito DISINCANTO, il nuovo singolo di Madame che anticipa il suo omonimo terzo album in studio, in uscita il 17 aprile per Sugar Music.
Lo dico subito, DISINCANTO non è una canzone qualunque. È un atto poetico con cui Madame si mostra ancora una volta come una delle penne più potenti che abbiamo in Italia.
Francesca Calearo — questo il vero nome di Madame — ha sempre avuto una relazione viscerale con le parole. Ma con questo singolo fa un salto di qualità che pochi artisti italiani della sua generazione riescono a compiere. I suoi testi non descrivono semplicemente emozioni: le dissezionano, le ribaltano e le mettono sotto una luce cruda e quasi chirurgica.
C'è un passaggio potentissimo in cui ribalta il mito biblico:
Secondo Dio io sarei nata da una costola / Ma lui non sa che è nato dalla mia paura.
Una riga sola, e già ci troviamo in territorio che pochissimi osano esplorare nella musica pop italiana. Non è provocazione fine a sé stessa: è pensiero. È filosofia condensata in rima. Il disincanto, per l'artista, non è cinismo ma consapevolezza. Ogni verso è calibrato, ogni immagine ha un peso specifico.
A sostenere questa scrittura c'è una produzione che vale tanto quanto i testi. DISINCANTO è prodotto da BIAS (Nicolas Biasin), Mr. Monkey (Matteo Novi) e Lester Nowhere (Arturo Fratini), con il contributo di Lorenzo Brosio. Un team che dimostra di capire perfettamente la visione dell'artista. Il brano è infarcito di synth anni '80 che costruiscono un'estetica sonora eterea e sospesa, come se la voce di Madame fluttuasse in un limbo tra il sogno e la veglia. La forza della produzione sta nella sua sobrietà: ogni elemento c'è perché deve esserci, niente di più, niente di meno. È rara, questa disciplina, in un'epoca in cui si tende a riempire ogni spazio vuoto per paura del silenzio.
Negli ultimi anni Madame non era rimasta del tutto ferma, spicca infatti la collaborazione con Angelina Mango nel brano ioeio e il lavoro come autrice per Mara Sattei nel singolo Sopra di me, ma un suo progetto solista mancava, e il vuoto si sentiva. Dopo tre anni, a soli 24 anni, pare aver di nuovo un mondo in subbuglio da raccontare, e in questo brano quell'urgenza arriva con la forza della giovinezza, con frasi che vengono quasi urlate e che suonano come sentenze. DISINCANTO non è il classico singolo da radio. È denso, intenso, a suo modo problematico. Ed è esattamente questo che lo rende speciale: in un panorama musicale sempre più appiattito sulle esigenze dello streaming e dei trending topic, Madame si permette di essere difficile, di chiedere attenzione, di non scendere a compromessi.
È il tipo di canzone che cresce ad ogni ascolto, che porta a fare cose strane come mettere pausa e rileggere un testo come fosse una poesia, perché di fatto lo è. Madame non è tornata: si è evoluta. E DISINCANTO è la prova che i tre anni di silenzio non erano un abbandono, ma una trasformazione necessaria. Il disincanto come punto di rottura da cui nasce una nuova consapevolezza. Per Madame, quel punto di rottura ha generato il suo lavoro più maturo e coraggioso di sempre.
Voto: 8.5/10