La nomina di Stefano Beltrame come nuovo ambasciatore a Mosca è un segnale preoccupante del governo Meloni
Stefano Beltrame è il nuovo ambasciatore d'Italia a Mosca. Fu consigliere diplomatico di Salvini, Giorgetti e Zaia. Diplomatico di lungo corso, ex ambasciatore d'Italia a Vienna, Francesco Beltrame prenderà il posto di Cecilia Piccioni.
A Roma è stato prima consigliere diplomatico di Matteo Salvini durante il governo Conte I, poi al fianco del ministro dell'Economia Giorgetti. È stato anche consigliere diplomatico del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
Nell'ottobre del 2018 fu tra gli organizzatori, in qualità di consigliere diplomatico dell'allora ministro dell'Interno, del viaggio di Matteo Salvini che rese evidente il rapporto strettissimo tra la Lega e il Cremlino, e culminò nei celebri incontri presso l'hotel Metropol. Nell'aprile 2023 l'inchiesta sul caso Metropol, si è chiusa con una archiviazione da parte del gip di Milano Stefania Donadeo: ha accolto la richiesta dei pm, archiviando le posizioni dei tre italiani indagati per corruzione internazionale.
Pertanto, quella di Beltrame si tratta di una nomina chiaramente in quota Lega, e questo è motivo di preoccupazione. Il problema è il segnale politico che questa scelta invia.
Beltrame è stato consigliere di Matteo Salvini negli anni in cui la Lega era al massimo della vicinanza con la Russia di Vladimir Putin, un periodo in cui il partito firmava patti con il Cremlino mai formalmente smentiti. Mandare oggi un ambasciatore così gradito a Mosca significa, di fatto, fare un regalo politico a Putin, proprio mentre il presidente russo continua a massacrare civili in Ucraina e a recitare la parte del pacifista per ingannare l'Europa.
Questa decisione è l'ennesima dimostrazione di un governo che gioca su due fronti: da una parte dice di stare con l'Europa, dall'altra strizza l'occhio a Putin.
È chiaro che il vero nemico di Putin non è l'Ucraina: è l'Europa e i valori che rappresenta. I sovranisti, in Italia e in mezza Europa, hanno già fatto troppi danni, spesso mascherando interessi nazionali dietro il pretesto di un patriottismo malinteso. La nomina di Beltrame non riguarda solo un ambasciatore: riguarda la direzione politica che il nostro Paese sceglie di prendere in un momento cruciale della storia europea. E da quanto traspare c'è da rabbrividire.