Il muro criminale eretto per coprire l’orrore delle contaminazioni purtroppo irreversibili dei territori del centro-sud dell’Italia fu abbattuto da Carmine Schiavone al quale molti dovrebbero gratitudine per quello che tentò di fare tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90: fermare anche con le armi quello scempio.
Gli industriali del “civile e benestante” Nord dopo aver finito di interrare rifiuti nei loro territori (e costruirci scuole sopra condannando a morte bambini e adulti) iniziarono a distruggere l’habitat naturale del centro-sud chiaramente per perseguire il nobile intento di aumentare il proprio profitto a tutti i costi mandando il conto da pagare alle vittime tenute all’oscuro della situazione per decenni.
Dietro all’orrenda operazione vi era una catena di società finanziarie che gestiva tutta la rete delle discariche dislocate sul territorio nazionale a capo della quale vi era un vecchietto di più di 80 anni che non sapeva di essere il monarca di quell’orrido impero: una banda di rispettabili assassini senza scrupoli, con parenti stretti e complici annidati nelle istituzioni e alla guida del governo e di un partito “barzelletta”, usava uno schema mafioso per celarvisi dietro e per deviare l’opinione pubblica dalla reale situazione.
Ancora più ripugnante fu il governo pro-tempore che, informato del fatto, fece del tutto per tutelare gli autori di quello scempio coprendo con il segreto di stato le dichiarazioni di chi, come Carmine Schiavone, ebbe il coraggio di testimoniare la verità, lasciando che quegli assassini continuassero e addirittura ampliassero i loro agghiaccianti traffici.
Non si doveva convivere con una situazione così devastante ma si doveva e poteva combatterla strenuamente per le terribili ed irreversibili conseguenze per l’ambiente e per il patrimonio umano che ne era e ne è tutt’ora a contatto ma in questo “incomprensibile” Paese tutto ciò che ha un inizio non ha mai una fine contravvenendo ad una incontrovertibile legge della fisica. Chi iniziò e continua a gestire questa infamia appartiene alla casta economico-politica antidemocratica che ha sempre guidato questo sfortunato Paese, non dimentichiamo che il primo colpo di stato portato a termine con successo in Italia fu ad opera degli “alleati” vincitori. Subito dopo il varo della nostra Costituzione, vi fu una reale restaurazione del regime fascista con tanto di criminali di guerra reinseriti nelle istituzioni di uno “Stato democratico”. Furono allontanati persino dai posti di lavoro tutti coloro che non erano di fede fascista visto che la Costituzione conteneva disposizioni chiaramente “antifasciste”.
Il programma della loggia P2 continua il suo inesorabile cammino per affermare quei principi liberticidi che costituiscono la sua base e che offendono la dignità e ledono il diritto alla vita di ogni essere vivente.
Nessuno di loro fu mai chiamato ad assumersi la responsabilità di questa strage che continua indisturbatamente e chi gli si oppone viene spazzato via impietosamente. Coloro che hanno pagato, stanno pagando e pagheranno saranno gli inermi che sono costretti a vivere nei territori che sono stati scelti (o che in futuro saranno scelti) per allocare gli interramenti di queste sostanze fatali per la salute e l’integrità del patrimonio genetico. Oggi il processo di contaminazione delle falde acquifere e dei territori prodotto dalle sostanze tossiche, contaminanti e radioattive lasciate interrate continua tra l’indifferenza, la mancanza di coscienza civile e di spirito di servizio verso lo Stato di chi permane nelle istituzioni a vario titolo.
La nostra Costituzione prevede due tipi di referendum, l’abrogativo e il propositivo, usiamoli correttamente per superare “i muri di gomma” che le caste economico-politiche erigono tra il rispetto dei nostri diritti e i loro interessi. Alle loro violenze ed ingiustizie opponiamoci pacificamente proponendo leggi giuste e abrogando quelle ingiuste e antidemocratiche. La democrazia, il rispetto della dignità, della vita di tutte le creature e dell’habitat naturale hanno bisogno di noi.
È necessario curare e liberare l’organismo del nostro Paese da certi pericolosi virus che lo hanno infettato con delle buone dosi di onestà, coraggio, creatività e soprattutto con la nostra presenza fattiva e pacifica sul territorio e nelle istituzioni.
Cominciamo a dare il buon esempio noi cittadini comportandoci con rispetto e onestà reciproca; evitiamo di pagare per farci comprare ricordandoci che il lavoro è un diritto e non un favore; evitiamo di costruire abusivamente; rifiutiamo di chiedere ciò che non ci spetta ed evitare di pagare mazzette per ottenerlo; incominciamo a smettere di lavorare al nero perché mandiamo in rovina chi lo svolge pagandoci le tasse e imposte che mandano avanti lo Stato sociale, pagano le pensioni e gli stipendi pubblici, forniscono i fondi per le opere pubbliche, ecc. ecc.; iniziamo a combattere con serietà l’evasione fiscale, l’assenteismo nel pubblico impiego; pretendiamo verità e diveniamo veicoli di verità soprattutto di quelle inconfessabili perché la verità ci renderà liberi: l’elenco è lunghissimo. C’è tanto da fare, c’è un mondo da curare, ricostruire e proteggere.
C’è una memoria ricorrente nella celebrazione del natale: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”, che cosa ci chiede un Dio che è venuto a stare con noi: la buona volontà! Dimostriamo di essere una forza “diversa” iniziando ad ignorare i seminatori di odio e paura che costantemente tentano di manipolarci e dividerci (e spesso ci riescono) e usare correttamente il nostro pensare, riflettendo su cose concrete per cercare di trovare la migliore soluzione per tutti. Quando possiamo aiutare il prossimo abbiamo il dovere di farlo, la vita ci ripagherà con la stessa moneta.
Credo che sia giunto il tempo che ognuno di noi – personalmente e collettivamente – risponda alla domanda fondamentale se vuole essere un cittadino o un suddito.

