"Un sogno a Istanbul": Un Amore oltre i Confini del Tempo e dello Spazio. Una ballata teatrale di passione e memoria. Al Menotti
*_©Angelo Antonio Messina
Teatro Menotti di Milano ospita una rappresentazione che promette di essere non solo un evento teatrale, ma un vero e proprio viaggio emotivo: "Un sogno a Istanbul"
Dal 24 febbraio al 1° marzo, il Teatro Menotti di Milano ospita una rappresentazione che promette di essere non solo un evento teatrale, ma un vero e proprio viaggio emotivo: "Un sogno a Istanbul", ballata teatrale ispirata all’illustre romanzo di Paolo Rumiz, “La cotogna di Istanbul”. La riscrittura scenica di Alberto Bassetti offre un'opportunità unica per esplorare i temi dell'amore, della memoria e dell'identità attraverso la storia di Max e Maša, due anime in cerca di connessione in un contesto storico intriso di conflitti e contraddizioni.
La trama, ambientata nell'inverno del 1897, si apre con l'ingegnere austriaco Maximilian von Altenberg, il quale si trova a Sarajevo per un sopralluogo. Qui incontra Maša Dizdarević, una figura enigmatica e seducente che incarna le complessità e le sfide della femminilità nella società dell'epoca. Maša non è solo un personaggio da cui Max è attratto, ma rappresenta anche un simbolo di libertà e di sofferenza, essendo vedova e madre di due figlie lontane. La loro relazione, che inizia come una scintilla potenziale, è destinata a rimanere incompiuta per tre lunghi anni, segnalando l'intermittenza dell'amore e le sue difficoltà, specialmente in un contesto storico marcato dalla tensione politica e sociale.
Il titolo stesso, "Un sogno a Istanbul", evoca una città carica di suggestioni romantiche ma anche politiche, un crocevia di culture e storie che hanno forgiato l’Europa. Questa dimensione è riflessa nel modo in cui il regista Alessio Pizzech affronta la narrazione, cercando di restituire un racconto scenico che parli alle nuove generazioni. Pizzech sottolinea il suo desiderio di mantenere viva la memoria di un'Europa travagliata e dei suoi conflitti, utilizzando l'amore tra Max e Maša come un paradigma universale. In questo senso, la storia non è solo un racconto privato, ma diventa una metafora della condizione umana, dell'aspettativa e della perdita che tutti noi possiamo vivere.
La forza del testo di Bassetti è la sua capacità di mescolare il linguaggio poetico con la prosa drammatica, permettendo agli spettatori di immergersi completamente nei sentimenti dei protagonisti. Frasi evocative e descrizioni intense creano un'atmosfera sospesa tra il sogno e la realtà, un'esperienza che trascende i limiti temporali e culturali. L’appello di Maša verso Max — quando lo descrive nel canto che diviene simbolo del loro amore — acquista un significato profondo, perché racconta di un desiderio che si intreccia con il dolore della separazione e la speranza di un futuro insieme.
Il cast è composto da attori di grande talento, tra cui Maddalena Crippa e Maximilian Nisi, che portano in scena non solo la bellezza estetica dei personaggi, ma anche la loro vulnerabilità. A supporto di questa narrazione, la musica originale composta ed eseguita dal vivo da Mario Incudine aggiunge una dimensione ulteriore alla performance. Le melodie, ricche di sensibilità, si fondono con il dialogo, creando un intenso tessuto sonoro che accompagna gli spettatori in un viaggio emozionale. La musica diventa, quindi, un ulteriore personaggio nello spettacolo, capace di comunicare ciò che le parole talvolta non possono esprimere.
Ma ciò che rende "Un sogno a Istanbul" particolarmente affascinante è la sua capacità di evocare riflessioni più ampie sulla storia europea e sulle sue fratture. In un momento storico in cui l'Europa si trova a dover affrontare sfide identitarie e culturali, la rappresentazione dei due protagonisti diventa un invito a riscoprire l'importanza dell’empatia e della comprensione reciproca. Il messaggio di Alessio Pizzech è chiaro: il passato non deve essere dimenticato, ma piuttosto riconosciuto e compreso affinché le generazioni future possano costruire un'Europa più consapevole delle proprie radici.
Il tema dell'amore, in tutte le sue forme e sfumature, si intreccia con quello della guerra e della violenza, rendendo la storia di Max e Maša non solo una narrazione d'amore, ma anche una riflessione sulla fragilità della pace. La "violenza dei sentimenti" di cui parla il regista è presente in ogni scena, richiamando alla mente come le relazioni umane siano spesso influenzate da fattori esterni, quali il contesto sociale e politico. Il conflitto interiore tra il desiderio personale e le aspettative sociali è rappresentato abilmente nella relazione caratterizzata da tensione tra passione e paura.
"Un sogno a Istanbul" rappresenta un’opera di grande rilevanza culturale e storica. Attraverso la riscrittura di Alberto Bassetti e la regia di Alessio Pizzech, il pubblico è invitato a riflettere su questioni importanti come la memoria, l’amore e il conflitto. Questo spettacolo diventa così un’importante occasione per esplorare il nostro passato e le sue ripercussioni sul presente. Con una capacità di coinvolgimento rarefatta, la narrazione ci guida in un percorso ricco di emozioni, dove ogni battuta e ogni nota musicale si intrecciano per dare vita a un'esperienza indimenticabile, che invita a sognare e a credere in una connessione più profonda tra gli esseri umani, al di là dei confini e delle divisioni.
STAGIONE 2025 | 2026
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano - tel. 0282873611
24 febbraio | 1° marzo
PRIMA MILANESE
UN SOGNO A ISTANBUL
Ballata per Tre Uomini e una Donna
MADDALENA CRIPPA, MAXIMILIAN NISI
Di Alberto Bassetti liberamente ispirato al romanzo "La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna " di Paolo Rumiz, edizioni Feltrinelli
Con Maddalena Crippa, Maximilian Nisi
E con Mario Incudine, Adriano Giraldi
Regia Alessio Pizzech
Scene e costumi Andrea Stanisci
Musiche originali di Mario Incudine eseguite dal vivo
Luci Eva Bruno
Produzione La Contrada Teatro Stabile di Trieste
Testo - Foto:*_©barbara_rigon
ORARI SPETTACOLI SALA GRANDE
Dal martedì al sabato ore 20 Domenica ore 16.30 - Lunedì riposo
biglietteria@teatromenotti.org
_*_©Angelo Antonio Messina_
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STAGIONE 2025 | 2026
ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo
Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
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