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L'olio e Pantelleria, i due grandi amori di Fabio Capello dopo il calcio

Pantelleria non è solo un 'buen retiro' per Fabio Capello: è un luogo che lo ha trasformato, un territorio che gli ha insegnato a osservare la natura con occhi nuovi. L’ex allenatore ha trovato sull’isola una dimensione diversa, fatta di silenzi, vento e lavoro paziente, elementi che lo hanno avvicinato agli ulivi panteschi, simbolo di una ruralità antica e tenace.

Nel gennaio 2026 Capello ha partecipato a un panel dedicato proprio agli ulivi dell’isola durante l’Olio Officina Festival di Rho, evento giunto alla sua 15.a edizione, ideato e realizzato da Luigi Caricato, portando la sua esperienza diretta di proprietario e custode di un piccolo giardino mediterraneo. Raccontando la sua storia, ha ricordato: “Fra gli alberi del giardino della mia casa di Pantelleria c’erano anche degli ulivi. Ho cominciato a innamorarmi di questa terra”. Da quella scoperta è nato un rapporto profondo, alimentato dalla produzione di un olio che descrive così: “Un prodotto meraviglioso che si avvicina molto agli oli liguri, molto delicato. Ho le mie bottiglie d’olio che vanno agli amici, molto contenti di accettare questo prodotto”.

Capello parla dell’ulivo pantesco come di una creatura unica: “È un ulivo strisciante che a causa del vento non può avere un’altezza importante”. Una pianta che sopravvive adattandosi, proprio come chi sceglie l’isola e ne accetta la forza.

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Autore Massimiliano Bordignon
Categoria Sport
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