Esteri

Ucraina sotto il fuoco: la Russia scatena una delle offensive più pesanti degli ultimi mesi. Almeno 18 morti, tra le vittime anche due bambini

Una delle notti più drammatiche degli ultimi mesi ha riportato l'Ucraina nel cuore dell'incubo. Missili balistici, missili da crociera e centinaia di droni hanno colpito simultaneamente diverse regioni del Paese in un'offensiva che, per intensità e volume di fuoco, rappresenta una delle più massicce operazioni militari russe dall'inizio del 2026.

Il bilancio provvisorio è tragico: almeno 18 morti e oltre 100 feriti. Tra le vittime figurano anche due bambini. Le città maggiormente colpite sono state Kiev e Dnipro, ma danni e distruzione sono stati registrati in gran parte del territorio ucraino, da Kharkiv a Zaporizhzhia.

La scena più dolorosa si è consumata a Dnipro, importante centro industriale dell'Ucraina orientale. Un missile russo ha colpito un edificio residenziale, provocandone il parziale collasso.

I soccorritori hanno lavorato per ore tra macerie, cemento e lamiere contorte. Alla fine hanno estratto i corpi di un bambino di otto anni e di una donna rimasti intrappolati sotto i detriti. Un secondo minore ha perso la vita nell'esplosione.

Secondo il governatore regionale Oleksandr Hanzha, l'attacco ha causato complessivamente dodici vittime nella città. Parte dell'edificio è stata letteralmente cancellata dalla forza dell'esplosione.

Le immagini diffuse dalle autorità mostrano interi appartamenti aperti come scatole, stanze sospese nel vuoto e squadre di emergenza impegnate a cercare superstiti tra le macerie.

Anche la capitale Kiev è stata colpita duramente.

Le sirene antiaeree hanno risuonato per gran parte della notte mentre sciami di droni e missili convergevano verso la città. Testimoni hanno raccontato di aver sentito il caratteristico ronzio dei droni seguito da una lunga serie di esplosioni che hanno illuminato il cielo prima dell'alba.

Sei le persone morte nella capitale.

Diversi quartieri sono stati interessati dagli attacchi. Le autorità municipali hanno segnalato incendi in prossimità di una stazione di servizio, di un cantiere e di numerosi edifici residenziali. Danneggiate anche abitazioni private.

Il sindaco Vitali Klitschko ha invitato la popolazione a rimanere nei rifugi mentre il capo dell'amministrazione militare cittadina confermava il lancio di missili balistici contro la capitale.

In diverse zone si sono verificati blackout e interruzioni dei servizi essenziali.

Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la Russia ha lanciato nella sola notte ben 656 droni d'attacco e 73 missili di diverso tipo, compresi vettori balistici, missili da crociera e missili antinave adattati per colpire obiettivi terrestri.

Numeri che testimoniano la portata eccezionale dell'operazione.

Gli attacchi hanno preso di mira infrastrutture energetiche, impianti industriali e strutture civili in numerose regioni del Paese.

A Kharkiv almeno dieci persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino. A Zaporizhzhia è stato colpito un impianto industriale. Danni sono stati segnalati anche in altre aree dell'Ucraina.

La Russia non ha nascosto la propria responsabilità.

Il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato che l'operazione rappresenta una risposta alle recenti azioni militari ucraine e ha sostenuto che tutti gli obiettivi prefissati siano stati raggiunti.

Anche il Cremlino ha confermato la prosecuzione di quella che definisce una campagna di "attacchi sistematici".

Il portavoce Dmitry Peskov ha affermato che le operazioni sono state avviate dopo quello che Mosca considera un attacco ucraino contro un dormitorio studentesco in un territorio occupato dell'Ucraina orientale avvenuto alla fine di maggio.

Secondo la versione russa, i bombardamenti sarebbero diretti contro infrastrutture militari ucraine. Tuttavia, le immagini provenienti da Kiev e Dnipro mostrano palazzi residenziali distrutti, abitazioni sventrate e vittime civili.

Di fronte all'intensificarsi degli attacchi, Zelensky ha rinnovato il proprio appello agli alleati occidentali.

Il presidente ucraino ha chiesto con urgenza nuovi missili per i sistemi di difesa aerea Patriot, considerati fondamentali per intercettare i missili balistici russi.

La disponibilità di questi sistemi è diventata sempre più problematica. Le scorte occidentali si sono ridotte e la situazione è stata ulteriormente complicata dall'impegno militare statunitense e israeliano nel conflitto con l'Iran.

Dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, inoltre, Washington ha interrotto le forniture dirette a Kiev. Sono oggi soprattutto i Paesi europei ad acquistare armamenti statunitensi per poi trasferirli all'Ucraina.

Il massiccio bombardamento conferma come il conflitto sia entrato in una nuova fase di escalation.

Dopo la breve tregua scaduta a maggio, la Russia ha ripreso con intensità crescente la propria campagna di attacchi contro le principali città ucraine. Solo poche settimane fa un altro bombardamento aveva provocato la morte di 24 persone in un edificio residenziale della capitale, compresi tre bambini.

Anche l'Ucraina continua a colpire obiettivi all'interno della Federazione Russa. Nelle stesse ore dell'attacco, Kiev ha rivendicato operazioni contro una raffineria a Krasnodar e altre installazioni militari. Nella regione russa di Kursk un civile è morto in seguito a un attacco con drone attribuito alle forze ucraine.

Entrambe le parti sembrano ormai impegnate in una spirale di rappresaglie sempre più devastanti.

Mentre i governi continuano a scambiarsi accuse e giustificazioni, il prezzo più alto continua a essere pagato dalla popolazione civile. Le immagini dei bambini estratti dalle macerie di Dnipro e delle famiglie rifugiate nelle stazioni della metropolitana di Kiev rappresentano ancora una volta il volto più tragico di una guerra che, dopo oltre quattro anni, appare lontana da qualsiasi soluzione.

Autore Alberto Valli
Categoria Esteri
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