Agricoltori Cia Lazio in protesta sotto Montecitorio. Difendere il reddito delle imprese agricole e ottenere interventi concreti per garantire il futuro del settore.

È questo l’obiettivo della mobilitazione di CIA-Agricoltori Italiani, che oggi 22 ottobre porterà anche una folta delegazione laziale a Montecitorio per la manifestazione nazionale “I conti non tornano”.

I vertici di CIA Lazio annunciano che la protesta proseguirà anche a livello regionale, chiedendo alla Regione Lazio interventi strutturali per affrontare la gravissima crisi che sta investendo le aziende. A pesare sui bilanci non sono solo i prezzi di vendita insufficienti alla fonte, ma una vera e propria "tempesta perfetta" di fattori avversi: le campagne laziali sono infatti stremate dai devastanti danni legati ai cambiamenti climatici e a una siccità prolungata che ha tagliato drasticamente le rese, a cui si aggiunge un aumento insostenibile dei costi energetici e dei prezzi dei fertilizzanti.

Inoltre la diffusione di epizoozie e zoonosi – si pensi in particolare all'emergenza legata alla Peste Suina Africana (PSA) e alla Blue tongue (lingua blu) – sta mettendo in ginocchio l'intera zootecnia locale, con pesanti limitazioni alle movimentazioni e danni economici incalcolabili per gli allevatori.

Le criticità interessano trasversalmente tutti i comparti, dalla viticoltura all’olivicoltura, fino alla cerealicoltura e, appunto, alla zootecnia, con conseguenze particolarmente drammatiche per le aree interne del Lazio.

«Se il prezzo riconosciuto a chi produce non copre spese ormai schizzate alle stelle e non lascia un reddito dignitoso, viene meno la possibilità stessa di mantenere aperta un’azienda»,

sottolinea il presidente di CIA Lazio Sergio Del Gelsomino, evidenziando la necessità di garantire agli agricoltori risorse e prospettive per continuare a investire, innovare e creare occupazione.

Nel mirino dell’organizzazione ci sono anche le risorse previste per la Politica Agricola Comune (PAC) dopo il 2027. CIA chiede un’Europa capace di assicurare finanziamenti adeguati, strumenti efficaci per la reale gestione delle crisi e condizioni di concorrenza più eque.

A livello regionale, l’esortazione alla Giunta punta ad andare oltre la pura gestione delle emergenze. Pur apprezzando la costante sensibilità dimostrata dall'amministrazione Rocca e, nello specifico, dall'Assessore Righini verso le problematiche del settore, la gravità del momento impone una visione strategica. Accanto al lavoro sulle continue emergenze, appare indispensabile attivare un tavolo istituzionale permanente indirizzato all'innovazione e alla programmazione di lungo termine. In questo senso si esprime il vertice dell'organizzazione, sollecitando trasparenza nei criteri, tempestività nei rimborsi per gli eventi avversi e strumenti inclusivi per tutti gli operatori.

Secondo CIA Lazio, le difficoltà del sistema agricolo minacciano non soltanto la tenuta delle attività produttive, ma la stabilità dell'intera economia regionale, con ripercussioni sull'occupazione, sulla sovranità alimentare e sulla tenuta ambientale e sociale dei territori interni.

Ribadendo la piena volontà di proseguire il dialogo con la Regione, la confederazione lancia un ultimo monito: «L'assenza di sostenibilità economica decreta la fine delle attività. Un ridimensionamento dell'agricoltura rappresenta una perdita irreparabile per tutta la collettività laziale".