Sono state annunciate le nominations ai BAFTA 2026, i premi della British Academy of Film and Television Arts, fondata nel 1947 da figure leggendarie come David Lean e Charles Laughton. Dopo la scrematura delle Longlist, l’attenzione dell’industria globale si sposta su quello che è ormai considerato il passaggio chiave della corsa agli Oscar.

Pur non coincidendo sempre con il Best Picture dell’Academy, lo scorso anno i BAFTA hanno anticipato i verdetti dell’Academy in 12 categorie su 19, superando nettamente i Critics Choice e gli ex SAG, mentre due anni fa hanno raggiunto un quasi incredibile en plein con 18 vincitori su 19 coincidenti con i premi Oscar.

Al centro di questa credibilità c’è un sistema di voto ibrido, riformato nel 2020 per favorire diversità e merito artistico: alle preferenze dei membri si affiancano giurie specializzate che incidono in modo decisivo soprattutto nelle categorie attoriali e in regia.

Le nominations BAFTA 2026 raccontano una stagione dominata dal grande cinema d’autore americano e dalla forza delle produzioni indipendenti.

A guidare la classifica è One Battle After Another di Paul Thomas Anderson con 14 candidature, seguito da Sinners di Ryan Coogler con 13 nominations, record assoluto per un regista afroamericano ai BAFTA.

Hamnet e Marty Supreme ottengono 11 candidature ciascuno, mentre il cinema britannico trova nuova linfa negli indipendenti I Swear, Pillion e The Ballad of Wallis Island. Queste nominations riscattano anche Chase Infiniti come Miglior Attrice e Paul Mescal come Miglior Attore non protagonista, colmando gli "snub" subiti agli Oscar.

Fa rumore, infine, l’assenza di Amy Madigan (Weapons), esclusa nonostante una stagione trionfale negli Stati Uniti: uno snub che conferma, ancora una volta, l’indipendenza dello sguardo BAFTA.