Economia

Esauriti i fondi di transizione 5.0, segno tangibile che la misura funziona

“Le risorse REPowerEU destinate alla misura, anche alla luce della revisione del PNRR attualmente in fase di approvazione a livello europeo, risultano infatti interamente assorbite dalle comunicazioni presentate dalle imprese.” Questo è quanto comunicato venerdì dal Mimit che comunque aggiunge che “Resta comunque garantita la possibilità di presentare nuove domande fino al 31 dicembre: le comunicazioni di prenotazione trasmesse a partire dal 7 novembre 2025 saranno considerate validamente depositate e daranno luogo al rilascio di una ricevuta.” Insomma,  un misura che ha ricevuto critiche a non finire ora si ritrova con un boom di richieste che ha esaurito i fondi in largo anticipo.

“Siamo al lavoro per trovare una soluzione che soddisfi le legittime aspettative delle aziende che in queste ore si stanno prenotando per utilizzare anch'esse Transizione 5.0. Noi abbiamo sempre sostenuto che era una misura efficace: tre miliardi in così poco tempo lo dimostrano. Ora persino le opposizioni lo definiscono 'la principale misura industriale del Pnrr'". Ha  affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo all'ANSA sull'esaurimento delle risorse Pnrr destinate alla misura.”

Lo steso ministro ha poi ribadito che il Ministero del Mimit è al lavoro per trovare nuove risorse per una misura evidentemente troppo presto criticata e che invece sembra funzionare "La priorità - ha aggiunto il ministro ora è rispondere alle giuste aspettative di chi in queste ore sta continuando a prenotarsi e predisporre il nuovo Piano Transizione 5.0, che sarà già operativo dal 1° gennaio con una dotazione di 4 miliardi nel 2026". Tra gli obiettivi c'è quello di rendere strutturale l'aiuto per favorire l'innovazione e le transizione energetica delle imprese. "Adesso che la misura sarà finalmente libera anche dai vincoli europei - ha detto - il nostro obiettivo è renderla strutturale e duratura".  Dal prossimo anno, infatti, il disegno di Legge di Bilancio prevede il ritorno dei super e iper ammortamento.

Le imprese che investono in beni materiali e immateriali potranno ottenere incentivi sulla base della maggiorazione dell’ammortamento, con la percentuale che cala in base all’entità dell’investimento. 

La Manovra per il prossimo anno, che ha cominciato il suo iter parlamentare di approvazione, stanzia 4 miliardi di euro per il cosiddetto super ammortamento, cioè la possibilità di maggiorare, ai fini delle imposte sui redditi, il costo di acquisizione dei beni nuovi.

Le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali (allegati A e B alla Legge n. 232/2017) possono ottenere un incentivo fiscale attraverso la maggiorazione del costo di acquisizione si tali beni, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziari.

Nello specifico, si legge nel testo del DdL, possono essere agevolati gli investimenti destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato e che vengono effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Sono compresi anche quelli effettuati al 30 giugno 2027 a condizione che entro il 31 dicembre 2026 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20 per cento del costo di acquisizione.

Autore Vincenzo caccioppoli
Categoria Economia
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