Ataturk (Mustafa Kemal), il padre della Turchia moderna – Tanogabo.it
Il 23 aprile 1920 venne convocata ad Ankara la prima Grande Assemblea Nazionale, destinata a diventare il cuore politico della futura Turchia repubblicana. Mustafa Kemal ne assunse la guida durante la guerra contro l’esercito greco, che occupava vaste aree dell’Anatolia occidentale. Tra il 1920 e il 1922 le sue truppe ottennero una serie di decisive vittorie militari che portarono all’armistizio di Mudanya dell’11 ottobre 1922.
Dopo il successo militare, l’Assemblea Nazionale gli conferì il titolo di “Gazi”, cioè “il vittorioso”. Nello stesso anno, con una svolta politica incruenta ma radicale, venne abolito il sultanato ottomano. Il definitivo riconoscimento internazionale della nuova Turchia arrivò con il Trattato di Losanna del 1923, che sancì la piena indipendenza del paese e ne definì confini sostanzialmente simili a quelli attuali.
Ankara divenne la nuova capitale dello Stato e, con la proclamazione della Repubblica Turca, Mustafa Kemal fu eletto all’unanimità primo presidente.
Con il sostegno del governo guidato da İsmet İnönü, Atatürk avviò un vastissimo programma di trasformazione politica, sociale e culturale. Il suo obiettivo era costruire uno Stato moderno, laico e nazionale sul modello occidentale.
Tra le sue riforme più importanti vi furono l’abolizione del califfato, la separazione tra religione e Stato, il riconoscimento di maggiori diritti alle donne, l’introduzione del suffragio universale, l’adozione dell’alfabeto latino al posto di quello arabo, del calendario gregoriano e del sistema metrico decimale.
Allo stesso tempo, per garantire stabilità al nuovo Stato, instaurò un sistema politico fondato sul partito unico, convinto che una trasformazione tanto radicale richiedesse una guida forte e centralizzata.
Ancora oggi Atatürk occupa un posto quasi sacrale nella memoria collettiva turca. La sua immagine è onnipresente nel paese e l’offesa alla sua figura costituisce tuttora un reato. Il kemalismo, l’ideologia che prende il nome da lui, rappresenta non solo una dottrina politica, ma una vera visione del mondo: l’idea che una società storicamente non occidentale possa modernizzarsi attraverso una profonda occidentalizzazione delle istituzioni, della cultura e della vita pubblica.
La Turchia contemporanea continua ancora oggi a confrontarsi con questa eredità, sospesa tra tradizione, identità islamica e aspirazione alla modernità occidentale. In politica internazionale, il paese resta inoltre uno dei principali alleati strategici degli Stati Uniti e un importante membro della NATO.
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